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C'E' DEL
MASOCHISMO POLITICO A SINISTRA
Dispiace davvero dover
constatare, e non per la prima volta, che a sinistra il bersaglio resta la
sinistra. Non è una illogicità derivante da una fantapolitica. Vorremmo
potesse essere così, invece questo fenomeno si ripresenta come costante
pratica di soggetti politici e sociali che pensano di poter influenzare il
macro o microcosmo della vita di tutti noi con una proposta tanto "più a
sinistra" di altre quanto impraticabile per la radicalità medesima del
proponimento che chiude le porte a qualsiasi dialogo con le altre realtà
della sinistra savonese, in questo caso.
Rifondazione Comunista riceve quotidianamente attacchi dattiloscritti e
telematici in cui si sostiene che, in virtù dell'accettazione
dell'orizzonte locale dei poteri forti che governano Savona, noi comunisti
saremmo transitati da otto anni di opposizione nel consiglio comunale ad
un piano governista. Punto e basta.
Leggo, inoltre, che il governo della città di Savona sarebbe difficile da
mantenere nella sua unità comprendente anche Rifondazione: si domandano i
nostri detrattori come mai farà il PRC a gestire le questioni che
comprendono l'area della Metalmetron e la sua risistemazione, oppure
l'attuazione del progetto Margonara. Che faranno i rifondaroli in giunta
quando queste questioni verranno a proporsi "incandescenti" sul piatto
della bilancia politica?
Per alcune settimane ci siamo adoperati a leggere le bozze di un programma
nostro, a limarne i contenuti, a farne un compendio di inversione di
tendenza, di rotta politica e di definitivo abbandono del vecchio modo di
fare politica al quale, per l'appunto, sino ad oggi ci siamo con decisione
opposti.
Abbiamo poi portato queste nostre proposte a Federico Berruti, così come
gli altri partiti dell'Unione. E' del tutto evidente che il risultato
dell'incastro delle singole esigenze di programma dei vari soggetti
politici è un compromesso di stabilità della coalizione, ma non fine a sè
stesso. Tutto si regge e deve reggersi in virtù di una governabilità
necessariamente nuova di Savona.
E' la filosofia politica che ha condotto Rifondazione Comunista alla
partecipazione alla nuova alleanza siglata da Prodi. Ed è comprensibile
che chi ieri nel PRC avversava una politica del dialogo e della formazione
di sintesi di programma tra le forze di sinistra comuniste, ambientaliste
e quelle appellate come "centro borghese", ebbene si diceva è del tutto
comprensibile che non accetti una ricerca dell'unità, nell'autonomia di
ogni singola componente dell'Unione, tra le forze progressiste.
C'è una logica in tutto questo, una logica che risponde a una tentazione
purista che però conduce all'isolamento, all'impossibilità di determinare
anche un minimo cambiamento della rotta politica di Palazzo Sisto.
Sono due interpretazioni della politica, due modi differenti di approccio
alla solutibilità di problemi che interessano sia il tessuto urbano nella
sua dimensione sociale, sia il medesimo inserito in un contesto di
sviluppo sostenibile per la cintura ambientale che circonda Savona dalle
correnti marine sino ai boschi delle colline appena prospicenti.
Ancora una volta vogliamo rassicurare chi è preoccupato: Rifondazione
Comunista non ha nel suo Dna la svendita delle proprie rivendicazioni
politico-sociali che ne fanno da quindici anni un moderno esempio di
coniugazione tra l'orizzonte più lontano del superamento di una economia
globale capitalista con il quotidiano confronto con le realtà più piccole,
particolari, minute. Proprio come quella in cui viviamo noi: un comune di
poco più di sessantamila abitanti in cui, crediamo, si possa vivere senza
speculazioni edilizie, senza sotterranei blocchi di potere che indirizzino
la politica cittadina, senza eterodirezionalità dell'amministrazione.
La presenza di Rifondazione Comunista nella coalizione che sostiene
convintamente Federico Berruti a Sindaco di Savona è certamente la prima
dimostrazione di una angolazione differente della politica rispetto al
passato. Può divenire, grazie al consenso che i savonesi vorranno dare al
PRC, un volano di incisività nella politica del Comune tale da promuovere
il programma unitario e anche più avanzate proposte che potremmo definire
"di parte" (o "di partito", significando con ciò una più marcata affinità
di queste con il complesso delle idee che abbiamo per la nostra Città).
Ai compagni ed amici di "A Sinistra per Savona" vogliamo dire che il
nemico per Savona non siamo noi, non è Federico Berruti. Il nemico di una
città partecipata e sociale, vissuta dalla sua gente, è una gestione
amministrativa che non è in agenda, che è derubricata dal piano di lavoro
che abbiamo contribuito a stilare. Non saremmo entrati a far parte della
coalizione se avessimo avuto il sentore di quell'eterodirezionalità di cui
prima si parlava.
Poichè con alcuni dei compagni di "A Sinistra per Savona" abbiamo avuto
comuni lotte politiche, battaglie sociali anche di ampio respiro, ci
saremmo aspettati critiche più nobili, ancorate ad una dialettica sulle
proposte programmatiche del PRC, non sulla linea politica scelta in piena
legittima autonomia.
Certo, ogni scelta è passibile di critica, anche aspra. Ma può diventare
questa critica un unico viatico di valutazione del comportamento odierno,
medio futuro e futuribile di tutta Rifondazione Comunista, con una
estensione valutativa a tutta l'Unione?
C'è un'asimmetria evidente in questi giudizi che ci vengono appioppati e
che sono dettati da uno strano livore che ci ha visto già essere definiti
"ignavi". Queste cadute di stile sono veramente poco degne di chi ha
sempre analizzato con cura la politica e ne ha fatto un lavoro di studio
efficace e produttivo per tutta la sinistra e per la società.
Ai savonesi vogliamo proporre una sfida, una Rifondazione Comunista che
non deve temere il governo di Savona, ma che non vuole neppure farsi
ammaliare dalle sirene dell'azzeccagarbuglismo istituzionale. Una
equidistanza che possiamo dire di poter mantenere grazie alla
valorizzazione di uno dei molti elementi caratterizzanti il nostro intento
e il nostro programma: il bilancio partecipativo, e quindi l'avvicinamento
costante tra palazzo e persone con una valutazione obbligatoria nel tempo,
libera nelle espressioni di approvazione e critica che è, ad oggi, la
migliore garanzia di sorveglianza sulla futura giunta, sul Consiglio. Un
ennesimo buon investimento per Savona.
MARCO SFERINI
7 maggio 2006
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