HOME PAGE
IL CIRCOLO
COMUNICATI
DAL COMUNE
APPUNTAMENTI
INIZIATIVE
ELEZIONI
LE FESTE
MATERIALI
LINKS
SIMBOLI


Scegli il futuro - Il programma di Federico Berruti


Obiettivi e indirizzi generali

Le direttrici dello sviluppo della nostra Savona

La nostra Savona non è un'isola, e il suo sviluppo si colloca in un quadro ampio, che riguarda la provincia e, più complessivamente, il Nord-Ovest. D'altro canto anche Savona, come tutte le città, presenta opportunità e vincoli specifici. Alcuni temi, quindi, devono essere inquadrati in un'area più vasta e in una logica di sistema, altri invece vanno studiati e lavorati in una logica differenziale.

In questa duplice dimensione - tra integrazione e specificità - le grandi direttrici dello sviluppo di Savona, in un'ottica di medio e lungo periodo, sono tre, l'una legata alle altre: l'inversione demografica; il lavoro; la qualità della vita.

L'inversione demografica

Noi savonesi siamo troppo pochi, e tra noi i giovani sono troppo pochi. Una città che voglia porsi come capoluogo, come centro locale dello sviluppo sociale, economico, culturale, deve avere una dimensione che consenta di mobilitare una massa critica minima di risorse finanziarie, umane, intellettuali. Se guardiamo alle più avanzate realtà della provincia italiana, ci accorgiamo che le città hanno un numero di residenti significativamente maggiore di quello di Savona. Del resto, Savona nel 1980 aveva 75.000 abitanti, e oggi ne ha meno di 62.000. Inoltre, siccome lo sviluppo di qualità si fonda su innovazione, orientamento al futuro, propensione al rischio, è chiaro che il motore dello sviluppo sono i giovani, in particolare quelli con molte idee e pochi soldi in tasca, che devono inventarsi nuovi percorsi di vita, aprendo così nuove strade per se stessi e per chi viene dopo. La dinamica demografica savonese preme invece in direzione opposta.

L'inversione demografica significa quindi attirare a Savona più giovani, sia che nascano qui, sia che ci vengano a studiare, a lavorare, a vivere. È un programma epocale, lungo, difficile, e proprio per questo bisogna lavorarci da subito.

Il lavoro

Non ci può essere una vera prospettiva di benessere e di progresso civile senza adeguate opportunità di lavoro. Il mondo del lavoro sta mutando profondamente, e l'atteggiamento nei confronti del lavoro è diverso per ciascuno di noi. Una parte del mondo del lavoro chiede di avere anche oggi, come è accaduto in passato, stabilità, garanzie, tutela dei diritti. Altri, pur lamentandosi del rischio che deriva dall'incertezza, tengono alla propria autonomia, perché nel lavoro indipendente trovano un maggior valore di senso, una sfida più appagante. Come è stato osservato, È davvero in corso una trasformazione epocale in cui l'antropologia del lavoro cambia come fece nella rivoluzione industriale. Il futuro di Savona dipende da quanto in città e intorno alla città si offriranno opportunità di lavoro sia per chi cerca stabilità sia per chi sceglie l'autonomia. Fare rimanere a Savona i nostri giovani, farne arrivare di nuovi, guardare con più fiducia a un futuro savonese per i nostri figli: per ottenere questi risultati bisogna creare lavoro in quantità e di qualità.

Non è il sistema pubblico che potrà creare lavoro, sono le imprese. Il ruolo del sistema pubblico è quello di programmare e favorire una crescita economica di qualità, basata su fattori di competitività che non sfruttino né l'uomo né la natura, ma che valorizzino e traggano il meglio dall'uno e dall'altra.

Un sentiero di crescita economica così si può innescare: si tratta in parte di continuare quello che è già stato avviato con lo sviluppo del porto degli ultimi anni, allungando la filiera verso la logistica; in parte di aiutare il riposizionamento e la modernizzazione, già in corso ma da rinforzare, del sistema del commercio, dei servizi e delle imprese artigiane; in parte di inventare quello che non c'è ancora, un polo di eccellenza della ricerca e dell'innovazione tecnologica e industriale, una vera e propria cittadella dell'innovazione che proietti Savona nell'economia della conoscenza del terzo millennio.

Per promuovere una crescita economica così composta bisogna coalizzare intelligenze, progettualità pubblica, capitali pubblici e privati. Anche in questo caso, proprio perché è difficile e ci vuole tempo, bisogna lavorare da subito su visioni a 10 anni e oltre.

La qualità della vita

L'Italia del 2005 emerge dalle analisi sociologiche come un paese disorientato, affaticato, pessimista, avvolto addirittura da una patina di disamore per se stesso. Savona si colloca sostanzialmente in questo quadro. Il clichè della crisi è superato: siamo una città, un paese che più che in crisi è in stand by, in folle, alla ricerca di un'idea di futuro sulla quale rimettersi in gioco.

L'unico punto di appoggio che appare solido è quello del territorio, della comunità locale, della città. È nella città, nei suoi servizi, nella vita comunitaria, nella sua fisicità, che cerchiamo solidarietà, serenità, cura per la persona e per la famiglia, vitalità.

L'idea di sviluppo che si diffonde, negli anni della globalizzazione dei mercati, ruota intorno al valore della qualità della vita. È un valore complesso, composto di elementi materiali e immateriali, nel quale gli ingredienti hanno proporzioni diverse per ciascuno di noi.

A Savona possiamo tradurre una condizione di iniziale marginalità - quella di una piccola città di provincia - in un'opportunità. Da noi è più facile (meglio: meno difficile) realizzare davvero una città fisica a misura d'uomo, con tanti servizi e opportunità facilmente accessibili.

La riqualificazione e lo sviluppo urbani

La riqualificazione urbana della città fisica deve progredire offrendo spazi pubblici di qualità a tutta la città, seguendo temi architettonici legati all'identità e alla vocazione dei diversi quartieri. Così, solo per ipotizzare qualche linea di sviluppo, la valorizzazione del Priamar e della sottostante area ex Italsider possono completare il recupero della Darsena con una forte valenza di usi pubblici; il fronte mare, dal prolungamento a mare, passando per la foce del Letimbro e giungendo fino a Zinola, può essere valorizzato ed integrato nella città sviluppando una "promenade" di qualità, che abbracci tutto il territorio comunale; nei quartieri che hanno un rapporto forte con l'entroterra e con la tradizione, come Santuario, Lavagnola, Valloria, si deve tutelare e proteggere l'ambiente, e sviluppare un disegno urbano che valorizzi il territorio offrendo nuove occasioni di sviluppo legate all'ospitalità e al tempo libero; a Legino si può sviluppare una nuova identità, legata alla ricerca, all'innovazione e all'Università.

D'altro canto c'è, non meno importante, un'esigenza di manutenzione diffusa, sia nel centro che nelle periferie della città, così come la necessità di migliorare la pulizia ed il decoro degli spazi pubblici e di aumentare la dotazione di aree verdi e di impianti sportivi.

Pensando allo sviluppo urbano, è centrale il tema della casa. La difficoltà nell'accesso alla casa è uno degli ostacoli che i giovani (ma non solo loro) incontrano nella creazione di un proprio nucleo familiare autonomo, e quindi è indispensabile avviare una politica abitativa inclusiva, rilanciando i programmi di edilizia sociale e promuovendo accordi per abitazioni a canone di locazione e prezzo calmierato.

Il proseguimento della fase approvativa del PUC dovrà tenere debitamente conto dell'insieme di osservazioni sullo stesso, nella prospettiva di renderlo strumento fondamentale di un ridisegno urbano, economico e sociale della città nel quale sia centrale l'interesse pubblico in tutti gli interventi urbani di maggiore rilevanza, ponendo il Comune nelle condizioni di programmare effettivamente le scelte di sviluppo, e dando priorità ad opere pubbliche ed interventi di interesse pubblico.

In questo quadro gli elementi qualificanti nel completamento dell'iter approvativo del PUC saranno, tra gli altri, l'ampliamento del ricorso a strumenti urbanistici attuativi o procedimenti analoghi, che permettano una incisiva azione di programmazione del Comune, la valorizzazione delle proprietà comunali sul territorio, anche per il reperimento di risorse per opere pubbliche, la particolare attenzione alle esigenze di edilizia per i giovani e le fasce economicamente più deboli, l'individuazione degli strumenti urbanistici per promuovere e favorire uno sviluppo economico basato sull'innovazione.

La mobilità e la comunicazione

Una fruizione serena della città si scontra con la difficile mobilità nei giorni e nelle ore di punta. Pensare di avere la bacchetta magica è ingenuo, però bisogna lavorare sul problema, studiando come si potrebbero valorizzare le aree di Piazza del Popolo destinate alla proprietà pubblica (valutando, tra le altre, anche l'ipotesi di un city park sotterraneo), elaborando un piano di nuovi parcheggi distribuiti in tutti i quartieri, valutando le opportunità di migliorare il trasporto pubblico da un lato, di ampliare, anche al di fuori del centro, le aree pedonali dall'altro.

Dobbiamo utilizzare lo sviluppo urbano per proiettare Savona nel mondo delle tecnologie informatiche e di comunicazione, che rivestono una importanza fondamentale sia per la qualità della vita sia per la capacità di attrazione degli investimenti. Un'ipotesi di intervento è quella di sfruttare tutte le occasioni di manutenzione dell'illuminazione pubblica per dotare la città di dorsali di trasmissioni dati ad alta velocità ed alta capacità, con priorità alle zone strategiche di sviluppo, quali quelle del campus universitario, dei nuovi insediamenti produttivi, del porto e dell'incubatore, combinando dorsali fisse e "spot wi-fi".

La qualità dell'ambiente

La qualità dell'ambiente è parte essenziale della qualità della nostra vita. A Savona è oggi nostro interesse preservare un ruolo centrale delle società pubbliche nel settore dei servizi, dal servizio idrico alla gestione dei rifiuti, per evitare che si rafforzino rendite di posizione private a scapito della collettività. Possiamo farlo lungo un sentiero di crescita dimensionale delle aziende pubbliche, che deve avvenire con progressive integrazioni, a scala comprensoriale, provinciale e regionale, nel quadro fissato dalla programmazione provinciale, che conduce tra l'altro ad un prossima chiusura della discarica di Cima Montà.

I servizi

Accanto alla dimensione fisica della nostra Savona, così visibile, ve n'è un'altra, immateriale ma non meno determinante ai fini della nostra qualità della vita, costituita dalla complessa e multiforme intelaiatura di politiche sociali, educative e culturali.

Savona dispone di un solido stato sociale, che, nella saldezza dei suoi valori solidaristici di fondo, deve essere continuamente adattato nella programmazione e nei meccanismi operativi per corrispondere al cambiamento dei bisogni e per mobilitare il massimo di risorse pubbliche e private. Si incrociano in questo ambito i grandi temi specifici - dell'infanzia nelle famiglie con genitori che lavorano; della malattia, non solo nel suo aspetto patologico, ma anche nei suoi riflessi sulle relazioni umane e sui rapporti sociali; degli anziani, della loro solitudine, del sostegno alle loro famiglie quando non sono più autosufficienti - con altri temi, meno tradizionali e più trasversali, come quello del lavoro e dei suoi tempi, che spesso non coincidono con i tempi necessari per accudire i figli e gli anziani o per curare i malati, quello della coesione di una società progressivamente multietnica, quello del ruolo delle donne, spesso costrette tra la necessità del lavoro di cura, del loro lavoro e l'inadeguatezza dei servizi a sostenere la loro fatica.

Accanto alle politiche sociali, la qualità della nostra vita municipale trae alimento dalla vivacità della vita culturale. La cultura savonese è ricca di soggetti e di proposte, ma non per questo è semplice mettere in campo una strategia di animazione culturale.

Puntare ad una visione di sistema che collochi strategicamente il settore culturale all'interno dell'economia, della crescita del territorio e della vita della comunità; sostenere iniziative che possano aspirare a raggiungere dimensioni efficienti e a superare i confini locali; investire su progetti di non breve periodo: questi orientamenti possono aiutare a fare scelte di qualità.

Le condizioni per governare: risorse e forza democratica

Su questi grandi temi, come su altri, si svilupperà nei prossimi mesi un intenso dibattito politico. Savona è una città colta, matura, e senza dubbio ci sono le risorse umane e le competenze per elaborare buoni programmi. Quali sono le condizioni perché si riesca a realizzarli?

Certamente molte, tuttavia due sono critiche, perché sono necessarie, e perché oggi appaiono molto difficili da soddisfare. La prima condizione riguarda le risorse. Per realizzare progetti ambiziosi bisogna essere in grado di attivare grandi capitali. Una parte di essi deve essere pubblico, perché Savona ha bisogno di grandi progetti pubblici, però il bilancio del Comune è ogni anno più difficile, e non è semplice intervenirvi.

Uno dei motivi di difficoltà è che le regole della valorizzazione urbana favoriscono la rendita, spesso a discapito dell'interesse generale: quando si trasforma una parte di città si crea da un lato un aumento del valore immobiliare e dall'altro un costo per la realizzazione delle infrastrutture e degli spazi pubblici. Il gioco è però diseguale: il primo è a favore del privato e il secondo a carico del pubblico, e il riequilibrio che dovrebbe avvenire tramite gli oneri dovuti dai proprietari a favore del Comune è spesso insufficiente. Questo è un problema che ha a che fare con le norme, e che quindi deve essere valutato con grande cura ed equilibrio. Sulla base di criteri il più possibile trasparenti, ogni trasformazione urbanistica deve essere discussa, valutata e decisa sulla base di una chiara enunciazione del bilanciamento tra i vantaggi privati da un lato, i costi e i benefici pubblici dall'altro, cercando di realizzare un rapporto equo tra pubblico e privato, che non penalizzi l'iniziativa privata ma che consenta una forte ridistribuzione della rendita immobiliare.

In parallelo, il Comune deve contribuire a contrastare l'evasione fiscale. Parte della ricchezza che si forma nel mercato immobiliare sfugge al fisco, erariale come locale: bisogna correggere tale distorsione in modo da poter rivedere, nel senso dell'equità, la fiscalità immobiliare, compresa l'ICI, e aumentare le risorse disponibili per spazi ed infrastrutture pubblici, in modo da aumentare ancor di più la qualità urbana.

La seconda condizione riguarda la forza politica che si saprà porre a sostegno dei grandi progetti. A livello generale come a livello locale emerge una domanda crescente di informazione, di ascolto dei cittadini, soprattutto di partecipazione alle decisioni. Mentre negli anni '80 e '90 l'enfasi era sull'efficienza delle decisioni, oggi (forse alle luce dei risultati) si torna a chiedere nuove forme di democrazia allargata.

Bisogna interpretare correttamente queste istanze, evitando di sottovalutarle da un lato, di diluire le responsabilità dall'altro. Intanto si tratta di ragionare sul funzionamento delle istituzioni, e in particolare del consiglio comunale. La riforma che ha condotto all'elezione diretta del sindaco rischia di ridurre il ruolo del consiglio comunale, depotenziandone nella prassi il ruolo di indirizzo e di controllo. Alla lunga, se questo avviene è la complessiva azione dell'ente che diventa più debole. Alla luce dell'esperienza di questi primi anni di applicazione della riforma, è possibile adottare - e se opportuno statuire - forme di esercizio del potere esecutivo che, senza nulla togliere ad esso, valorizzino il dibattito del consiglio e delle sue commissioni, consentendo in tal modo, tra l'altro, di massimizzare il contributo che la dialettica tra maggioranza ed opposizione può apportare all'azione di governo nell'interesse generale della città.

In secondo luogo si tratta di offrire opportunità di partecipazione alla società civile. Questo può significare molte cose diverse, anche complementari tra loro. Esistono abbondanti esempi e molti strumenti possibili, si tratta di individuare le soluzioni più adatte a Savona, senza particolari rigidità teoriche. Il punto sostanziale però sembra chiaro: riuscire a realizzare una vera unità di intenti nella città, dando forza democratica ai grandi programmi di sviluppo.

Idee per il lavoro

Il ruolo del Comune: scegliere bene, fare sistema

Il Comune deve orientare la qualità dello sviluppo. Se devono essere offerte opportunità sia a chi chiede garanzie sia a chi reclama una propria autonomia, occorre rammentare che al centro dello sviluppo vi è l'uomo e che la sua tutela costituisce un impegno prioritario: vanno combattuti aspramente l'illegalità e lo sfruttamento nel mondo del lavoro e deve essere tracciato un confine chiaro tra il ricorso a strumenti di flessibilità e la precarietà; ciò sia in termini generali, sia con azioni positive dirette del Comune nelle attività che esso svolge, in particolare nella gestione degli appalti.

D'altra parte il Comune, nell'ambito delle sue competenze istituzionali, deve evitare di costituire un elemento di freno agli investimenti produttivi, assicurando rapidità ed efficienza nei propri procedimenti in modo da non disincentivare gli imprenditori.

I processi economici non rispettano i confini amministrativi dei singoli Comuni, quindi bisogna lavorare in un'ottica di sistema territoriale. È decisiva la capacità di fare sistema, con una forte e positiva collaborazione con gli altri Enti locali: con i Comuni, a partire da quelli del comprensorio, e con la Provincia; come decisiva è la capacità di raccordarsi con la Regione, con le altre grandi città, a partire da Genova, e con le aree limitrofe.

Quattro sono gli assi di un duraturo sviluppo di qualità per Savona: il porto e la logistica, l'innovazione industriale, l'industria del turismo e tempo libero, il commercio.

Presupposto comune per lo sviluppo di tutti tali settori è la necessità di rendere il savonese un sistema sempre più aperto, sia fisicamente che immaterialmente: occorre che sia agevole arrivare a Savona, sia a scala regionale che locale; occorre che siano potenziate le connessioni virtuali, cosicché sia possibile muoversi nel mondo stando a Savona ed operare a Savona da qualsiasi parte del mondo; occorre che si rafforzi un clima culturale di apertura e capacità di interazione con tutte le diverse realtà mondiali, in modo che chiunque possa trovarsi a Savona come a casa propria.

Porto e logistica. Savona city dello shipping e della logistica

Savona deve proseguire in una politica di supporto e potenziamento delle attività portuali, in equilibrio con il tessuto cittadino, lungo le linee di indirizzo indicate dall'Autorità Portuale. Lo sviluppo dei traffici genera l'opportunità di insediamento di un insieme di attività di logistica in senso ampio (cioè inclusive di quelle attività manifatturiere da localizzarsi più vicine ai mercati finali delle merci) nell'intero comprensorio savonese e nel suo entroterra. Savona città può diventare una vera capitale portuale, e in città si può sviluppare, più di quanto già avvenga oggi, la city dello shipping e della logistica, ospitando le direzioni delle aziende, i servizi finanziari, assicurativi, professionali, e un sistema della formazione, sia professionale che avanzata, legata al mondo dei trasporti marittimi.

Per assicurare il successo di una tale prospettiva di sviluppo è necessaria una coordinata integrazione tra le politiche portuali e territoriali, con la partecipazione del Comune di Savona, dell'Autorità Portuale, della Provincia, dei Comuni del comprensorio savonese e di quelli della Val Bormida.

Per migliorare il rapporto tra la città ed il suo porto bisogna affrontare i nodi del trasporto a terra delle merci in arrivo e in partenza.

La strada maestra è quella di puntare sul trasporto su ferro, con il rafforzamento del sistema portuale di logistica ferroviaria e funiviaria, in modo che l'incremento dei traffici portuali non si rifletta sulla congestione del sistema locale di mobilità. In questo senso le azioni concrete già avviate dall'Autorità Portuale devono essere appoggiate perché vanno nella direzione giusta.

Sul piano della viabilità, preso atto dei progetti approvati e della infrastrutture in itinere, l'obiettivo è quello di scaricare la viabilità costiera (in particolare C.so Mazzini) dal traffico di attraversamento, e di migliorare il sistema viario di ponente (con l'ipotesi del raccordo diretto dal porto verso il Letimbro) in modo da allontanare il traffico portuale dalle aree di insediamento abitativo.

Innovazione e ricerca per un nuovo sviluppo industriale. Savona impara da Nizza

Non vi è vero sviluppo di lungo termine senza un forte sistema industriale.

Oggi tutti concordano che l'elemento chiave per lo sviluppo industriale nei paesi avanzati è costituito dalla capacità di innovazione, di prodotto e di processo, che permette di assicurare un duraturo vantaggio competitivo.

A Savona, e nel suo sistema territoriale, è possibile favorire un nuovo sviluppo industriale basato sull'innovazione, a condizione che da subito si perseguano lucidamente e tenacemente alcuni obiettivi.

Questo non solo non è incompatibile con lo sviluppo turistico, ma anzi è ad esso complementare: Nizza, capitale della Costa Azzurra, sede di Sophie Anthipolis, è un esempio ambizioso, certo di diversa dimensione e quindi non replicabile nella stessa scala, al quale guardare.

Il primo obiettivo è di assicurare la disponibilità sul territorio di ricercatori, tecnici ed operatori qualificati.

La priorità è il potenziamento del polo universitario di Savona, in particolare nei settori tecnologici più avanzati. Su questo fronte è necessario che il Comune, insieme a S.P.E.S. S.c.p.A., apra un tavolo di confronto permanente con l'Università di Genova sul tema del decentramento. Il Campus di Savona ha un bisogno vitale di fare un salto di qualità, ed è necessario per questo avere più autonomia e poter insediare a Savona corsi di laurea di eccellenza, unici, mirati allo sviluppo locale. La città e S.P.E.S. S.c.p.A. lo meritano per quanto è stato fino ad ora realizzato nella riconversione dell'ex caserma Bligny, pertanto è una priorità politica che Università di Genova e Regione Liguria considerino il Campus di Savona non come una sede minore ma come un polo di eccellenza ed investano di conseguenza.

Altrettanto importanti sono le politiche di formazione e riqualificazione del personale tecnico non laureato, anche per offrire nuove opportunità a chi è stato espulso dal sistema produttivo in seguito alle ristrutturazioni di questi anni. In questo senso, deve essere proseguito e potenziato il lavoro del Polo della formazione di Legino, sapendo che la fase attuale dei gestione dei fondi comunitari è prossima all'esaurimento, e che sarà necessario compiere un intenso lavoro sia politico che di progettazione, insieme alla Provincia e alle forze sociali, per attirare nuovi finanziamenti europei.

Il secondo obiettivo è quello di rendere disponibili aree idonee per insediamenti industriali tecnologicamente avanzati, completi dei servizi e supporti necessari. Per questo le priorità sono due: attuare il progetto della Cittadella dell'Innovazione, proposta da SPES ed IPS, proprio contigua al campus, e promuovere in collaborazione con Sviluppo Italia Liguria, IPS e Provincia di Savona un effettivo sviluppo dell'incubatore già realizzato in zona portuale.

Il terzo obiettivo è quello di stimolare l'offerta di capitale finanziario, che deve essere ritagliata sulle esigenze specifiche delle imprese innovative, e sulle caratteristiche di rischio e rendimento degli investimenti in ricerca e sviluppo. Certo possono aiutare contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, se ve ne saranno di disponibili, ma essi devono associarsi ad un'offerta di venture capital. È pertanto necessario studiare la realizzazione, insieme a Provincia, Regione e Sviluppo Italia, di un fondo di venture capital dedicato al territorio savonese, nel quale confluiscano sia capitali pubblici che privati. Deve trattarsi di uno strumento innovativo, in partnership con primarie banche d'affari, dotato di ingenti risorse in modo da attirare nuove imprese e nuovi investimenti, mirato all'economia high-tech.

Il quarto obiettivo è quello di favorire lo sviluppo di un distretto della cantieristica navale. Oggi sono insediate a Savona alcune imprese di eccellenza mondiale: questo deve essere il punto di partenza per un grande progetto di sviluppo, quello di un distretto di eccellenza delle attività di assemblaggio, varo, prove tecniche, collaudo, e delle attività di servizio degli yacht più belli del mondo, moderna e ipertecnologica espressione della creatività italiana. Si tratta di un'opportunità straordinaria, che può condurre a moltiplicare varie volte la dimensione delle attività oggi presenti, e che può collegarsi ad un piano di insediamenti in Val Bormida delle fasi e delle lavorazioni che è più economico svolgere lontano dalla costa e ad un programma di sviluppo di un indotto di servizi e di produzioni artigianali di qualità, in modo da realizzare le economie di rete proprie dei distretti industriali.

Il quinto obiettivo è quello di aiutare le piccole imprese artigiane a collegarsi ai processi di sviluppo delle imprese maggiori, a specializzarsi, a migliorare la propria qualità. Una delle leve di azione riguarda gli spazi per l'ampliamento degli insediamenti artigianali esistenti e per la creazione di poli della piccola industria; l'altra leva è quella della formazione, che è fondamentale, ma che è necessario sia agevolata da risorse pubbliche perché risulti accessibile alle piccole imprese artigiane.

L'arricchimento dell'offerta turistica e l'industria del tempo libero. Savona un po' Genova ed un po' Alassio

Savona è il capoluogo della Provincia più turistica di una regione turistica, e negli ultimi anni sta a poco a poco scoprendo una propria vocazione questo campo.

Savona non ha l'Acquario o il Palazzo Ducale come Genova, e non è Alassio. Tuttavia può offrire un mix di motivazioni turistiche che combinano da un lato quelle del turismo dell'arte, della cultura, della vecchia darsena - il modello di Genova - e dall'altro quelle del mare, del vento, della spiaggia - il modello Alassio. Si tratta di un mix ancora in gran parte potenziale, sul quale lavorare perché rappresenta una grande opportunità per la città ma anche per tutta la provincia turistica, perché se Savona saprà offrirsi e rendersi più attraente sarà più facile fare turismo di qualità anche per i comuni della riviera.

Il primo obiettivo è organizzare, valorizzare e promuovere quello che abbiamo.

Lo sviluppo del turismo e del tempo libero deve giovarsi di tutte le diverse potenzialità, non limitandosi alla sola darsena, ma utilizzando e valorizzando le potenzialità degli spazi storici e culturali del centro urbano, che devono essere puliti, ben gestiti, bene organizzati, e arricchiti di manifestazioni ed eventi. In questo disegno è certamente centrale la valorizzazione e l'animazione del Priamar. Bisogna esplorare anche il potenziale dell'entroterra, con la creazione di un sistema di sentieri, percorsi ed aree attrezzate, sia per lo sviluppo del turismo rurale, del trekking e del biking, sia per la riscoperta dei valori e delle specificità del territorio. In tale prospettiva va considerata la possibilità di creare una riserva naturale su parte dell'entroterra, anche integrata con progetti pilota volti al recupero e rivitalizzazione dell'agricoltura locale, con l'inserimento di forme di agriturismo specificatamente associate ai valori storici del nostro entroterra. Un tale progetto ha necessariamente nel Santuario la sua "capitale", integrandosi anche con una valorizzazione del patrimonio storico, culturale e religioso della basilica di N.S. di Misericordia e delle altre testimonianze che vi si trovano.

Con questa logica bisogna capire come sfruttare le opportunità che può offrire il traffico crocieristico, sia in termini di consumo diretto che come vetrina per Savona nel mondo.

Tutto questo deve avvenire attraverso la concertazione tra gli enti pubblici - il comune di Savona, i comuni limitrofi, la Provincia, l'Autorità Portuale, la Camera di Commercio - e gli operatori privati, gli imprenditori degli stabilimenti balneari, dei pubblici esercizi, gli albergatori, i commercianti, gli operatori culturali, perché solo dal proficuo rapporto tra pubblico e privato possono derivare risultati concreti.

Un secondo obiettivo è quello di individuare una o più specializzazioni di nicchia, che rendano a poco a poco riconoscibile Savona. Un'ipotesi è quella legata ai bambini, che oggi è trainante in termini prima di tutto culturali ma anche di mercato, e che potrebbe essere di grande utilità per il sistema turistico del comprensorio. Nello sviluppo sia del polo Priamar-Prolungamento sia dei diversi quartieri cittadini è necessario affrontare in modo centrale l'esigenza di un'offerta efficiente e reale per l'infanzia, che leghi divertimento e svago con la possibilità di educazione e crescita formativa. Un'altra ipotesi è quella di un distretto degli sport acquatici, del mare e del vento. Lo sport è certamente una motivazione forte, e potrebbe integrarsi bene nella nostra città. Si tratta di valutare quali energie si possano attivare, mettendo al centro della strategia la Rari Nantes, che potrebbe diventare un simbolo di Savona in Italia e nel mondo.

Politiche per il commercio

Il sistema del commercio è fondamentale sia perché realizza un effetto di moltiplicatore della ricchezza, garantendo una parte significativa dell'occupazione savonese, sia perché la rete del commercio al dettaglio è un tassello fondamentale della qualità della vita nei quartieri della città.

Un primo obiettivo è quello di giungere ad un assetto equilibrato e stabile del sistema. La rete commerciale di Savona ha subito negli ultimi anni profondi mutamenti, legati soprattutto al sorgere di realtà di medie e grandi dimensioni che, se da un lato hanno permesso una diversificazione ed un ampliamento dell'offerta, dall'altra hanno inevitabilmente inciso sul tessuto sociale ed economico della vendita al dettaglio. È prioritario, in questo contesto, porre la concertazione come punto centrale nei rapporti tra l'amministrazione comunale, le organizzazioni di categoria ed i cittadini. Si deve così raggiungere un'intesa sul modello distributivo più adatto alla nostra città, ragionando in una dimensione sovracomunale, e passando da un dibattito episodico, legato a singoli e specifici insediamenti, ad una pianificazione preventiva e complessiva.

Un secondo obiettivo è sfruttare la tendenza del mercato verso attività congiunte consumo/divertimento, individuando le opportunità che possono dischiudersi nella nostra città su questo terreno, che è uno dei punti di intersezione tra commercio e turismo.

Il sistema pubblico deve, infine, aiutare le imprese, commerciali e del terziario, ad affrontare il mondo del commercio elettronico. L'e-commerce potrebbe rappresentare un volano sia in alcuni segmenti del commercio, che per alcune attività del terziario e della produzione. Si tratta di non lasciare sole le imprese nell'affrontare un tema complesso sia per gli aspetti tecnologici e giuridici, che per quelli organizzativi e manageriali.

Affinché il mondo del commercio possa essere protagonista dello sviluppo della città, e per offrire nuove opportunità al sistema commerciale savonese, è necessario arrivare ad un "Patto per il Commercio" che, sottoscritto tra l'amministrazione comunale e le organizzazioni di categoria, impegni la prima, nei limiti delle potestà dell'attuale quadro normativo, ad un controllo dello sviluppo delle nuove attività secondo programmi concordati di medio e lungo termine, nonché a politiche ed azioni di supporto allo sviluppo commerciale (ad esempio agevolazioni per rinnovi e ristrutturazioni, e politiche di mobilità a sostegno del commercio), mentre impegni gli imprenditori per servizi sempre più efficienti ed organizzati in funzione delle esigenze dei cittadini e dei turisti.

Idee per una città mobile, bella pulita

Le politiche per la mobilità

Il sistema attuale di mobilità conduce ad una grave congestione del traffico, rendendo la città a tratti invivibile, producendo inquinamento atmosferico ed acustico, ostacolando lo sviluppo. È necessario quindi che le politiche della mobilità abbiano priorità massima, sia in termini politici che di bilancio.

Preso atto dei progetti e delle infrastrutture di viabilità in itinere, è necessario operare prioritariamente lungo due direzioni.

Una prima direzione per migliorare la mobilità è quella di aumentare e ottimizzare il sistema dei parcheggi, progettando un sistema cittadino, preferibilmente basato su silos sotterranei, che abbia un perno centrale nel city park e una serie di parcheggi satellite nei diversi quartieri. Il sistema e il modello di gestione dovranno essere studiati in modo la sostenibilità economico-finanziaria sia compatibile con una politica tariffaria di vantaggio per i residenti e di esenzione per le fasce deboli.

Una seconda direzione è quella di rendere la rete e il servizio di trasporto pubblico sempre più efficiente e flessibile, quindi maggiormente in grado di rispondere alle necessità dei cittadini. In questo quadro si deve collocare la realizzazione del Metrobus, integrato in un sistema intermodale di mezzi pubblici, programmando fin d'ora la sua estensione fino ad Albisola Superiore.

Tutto ciò dovrà essere programmato in un Piano integrato della mobilità comunale che abbia un vero respiro comprensoriale, non limitato alla città di Savona ma frutto della concertazione con i comuni del comprensorio.

La necessità di assicurare la mobilità alle auto ed agli autobus non deve impedire o rendere pericoloso il traffico pedonale e la diffusione dell'uso della bicicletta. Occorre quindi guardare con attenzione alle opportunità di allargare l'isola pedonale, oltre che verificare se vi siano altre possibili isole pedonali periferiche che favoriscano la socialità e l'incontro tra i cittadini. L'obiettivo di medio termine è quello di creare una completa e significativa rete per la mobilità pedonale e ciclabile, con un alto livello di sicurezza per gli utenti, residenti e turisti, che colleghi bene sia i punti focali della città, sia in centro che nei diversi quartieri.

Le politiche urbanistiche

La scelta, compiuta dall'amministrazione uscente, di non chiudere la discussione sul nuovo Piano Urbanistico Comunale consentirà alla prossima amministrazione, prima dell'approvazione definitiva dello strumento, di rilanciare una grande discussione con la città, aprendo un vasto ed esteso confronto che consenta di condividere i tratti salienti di una nuova identità urbana.

La discussione riguarderà diversi punti politici, dal tema dell'edilizia popolare e convenzionata, ai distretti di trasformazione, dal nodo delle infrastrutture all'assetto della collina, dalla cittadella tecnologica al fronte mare di ponente.

Il primo grande tema è quello della città policentrica. Si dovrà mettere in campo un complessivo ed organico disegno di riqualificazione e rilancio dei quartieri cittadini, dei loro spazi pubblici, valorizzando le potenzialità, le caratteristiche e le vocazioni economiche e sociali dei singoli comparti territoriali.

Il secondo grande tema riguarda il fronte a mare, sia a levante che a ponente. A levante, la trasformazione dell'area Funivie; al centro, l'invenzione di un rapporto città-mare nelle aree ex Italsider al di sotto del Priamar, che coinvolga il Priamar stesso; a ponente tutta la spiaggia dalle Fornaci a Zinola, rappresentano un sistema articolato di grandissime potenzialità per la città, sia economiche che di qualità della vita, capace di combinare insieme turismo, attività produttive, spazi e servizi pubblici.

Oggi la qualità del fronte a mare a partire dalla foce del Letimbro fino a Zinola è nascosta e frammentata, e non valorizza una spiaggia che è di straordinaria dimensione e bellezza. La rarefazione degli edifici non utilizzati e trasferibili, un trattamento a verde del fronte mare, una serie di attraversamenti che colleghino il mare con le zone periferiche collinari con percorsi di pochi minuti e soprattutto visibili, potrebbe portare ad una trasformazione epocale dell'intera area, con un effetto indotto di sviluppo turistico di dimensioni potenziali enormi. Sarà il PUC ad individuare il tracciato di tale passeggiata, che potrà realizzarsi a lotti attraverso convenzioni da stipulare con i soggetti attuatori.

Il terzo grande tema riguarda la zona del porto, per la quale si tratta di ricercare una commistione di più funzioni oltre alla residenza: il ricettivo turistico, il commerciale, le attività produtttive legate alla nautica e all'intrattenimento, gli spazi pubblici.

Il ruolo del Priamar e delle aree ex Italsider, la riqualificazione dell'area Brandale-Mercato, la soluzione delle questioni infrastrutturali, il ridisegno dell'area del Prolungamento a Mare, il Piano degli Interventi a Carattere Artistico avviato dall'Autorità Portuale, sono gli elementi sui quali lavorare per completare ed equilibrare la trasformazione di questa parte di città.

Il quarto grande tema, di portata epocale, è quello che riguarda il complesso Rialzo, Piazza del Popolo, Orti Folconi e Oltreletimbro. La ricucitura di due parti di città con caratteristiche così diverse è una sfida urbanistica e architettonica che ha pari valore e necessita pari impegno rispetto a quelle del fronte mare. In queste aree si dovrà progettare il nuovo polo del centro di Savona, con funzioni miste, che potranno essere sociali, culturali e sportive, e con un ruolo chiave del verde pubblico e della natura, in modo da realizzare un grande parco urbano che, in un asse verde formato anche dai giardini di via Trincee e dai giardini del Prolungamento a mare, dovrà diventare il cuore verde della città, luogo di incontro ed aggregazione nonché volano per un progetto di vivibilità del cento cittadino.

La pulizia e la manutenzione della città

È necessario assegnare attenzione prioritaria alla pulizia e alla manutenzione della città, intesa in tutti i suoi aspetti.

È assolutamente necessario un intervento energico di cura degli spazi cittadini, di contrasto dell'abbandono nel quale sembrano versare alcuni luoghi pubblici e privati: rifiuti abbandonati al di fuori degli appositi contenitori, giardini poco curati, insufficiente manutenzione dei tombini, marciapiedi sporchi a causa delle deiezioni canine sono tutti elementi inaccettabili per una città come Savona.

L'intervento deve riguardare sia la programmazione - deve essere chiaro chi è responsabile della qualità dei servizi -, sia la componente operativa - deve essere valutato se i meccanismi operativi previsti e le risorse destinate sono da rivedere -, sia infine, seppure con grande equilibrio e gradualità, la componente repressiva, che non può certo essere prevalente ma neppure mancare.

È inoltre necessario assicurare le celerità e l'efficienza degli interventi di manutenzione sulle strutture e infrastrutture pubbliche. Questo sia per motivi di decoro e qualità urbana, sia per evitare che eventi atmosferici e naturali causino danni e rappresentino rischi per l'incolumità dei cittadini, tenendo presente che Savona è una città storicamente vittima di alluvioni, e che quindi é indispensabile porre in essere tutte quelle attività di manutenzione dell'esistente per far sì che i danni ed i rischi siano limitati al minimo possibile. Si tratta di rendere prioritari temi come la salvaguardia dei litorali costieri e delle zone verdi, le pulizie periodiche dei corsi d'acqua, la manutenzione dei boschi e dei sentieri, la protezione civile e la difesa del suolo, la conservazione e lo sviluppo delle aree verdi cittadine con il completamento delle zone riservate ai cani, ottimizzando le risorse disponibili e favorendo la collaborazione tra le diverse amministrazioni e con il mondo delle associazioni e del volontariato.

Le politiche per lo sport

Savona possiede un patrimonio associativo sportivo di grandissimo valore e tradizione che merita una grande considerazione ed attenzione. Impegnare risorse per l'attività motoria e lo sport, per tutte le età, significa fare un investimento per il futuro, significa che ciò che spendiamo oggi lo risparmieremo domani. Incentivare la pratica sportiva vuol dire fare prevenzione sanitaria, sviluppare le relazioni sociali tra le persone, dare un contributo per la sicurezza e il controllo del territorio.

È necessario un piano per rilanciare gli investimenti, pubblici e privati, per l'ampliamento, la manutenzione e la messa a norma degli impianti, e per la costruzione di nuove strutture nelle zone della città che oggi ne sono sprovviste. In questo piano, l'associazionismo sportivo va riconosciuto come un interlocutore fondamentale sia per l'organizzazione e la gestione dell'attività sportiva che per la realizzazione dei nuovi impianti.

La gestione del ciclo dei rifiuti

Il nuovo piano provinciale dei rifiuti ha come obiettivi la riduzione ed il riciclaggio dei rifiuti, l'incremento della raccolta differenziata, ed esclude che lo smaltimento finale avvenga mediante termovalorizzazione. La politica dei rifiuti del comune di Savona dovrà essere coerente con tale quadro sovraordinato.

Tale quadro prevede inoltre una proroga per la discarica di Cima Montà, subordinandola ad una serie di prescrizioni disposte dalla Regione, fino al 2007.

Fissato il quadro generale, l'esigenza è quella di individuare le soluzioni, sia sul fronte della raccolta che su quello dello smaltimento, che siano compatibili con il bilancio del Comune di Savona e con l'obiettivo di non inasprire la pressione fiscale.

Sul piano della raccolta, è necessario procedere celermente ad una sperimentazione della raccolta domiciliare in uno dei quartieri della città per verificare come assicurare funzionalità ed efficienza di questo sistema innovativo.

Sul piano dello smaltimento, è necessario programmare e assicurare al Comune, con largo anticipo rispetto alla chiusura di Cima Montà, opzioni di smaltimento che garantiscano le quantità necessarie e rendano determinabili e sostenibili i costi.

Per quanto riguarda ATA, si tratta di ripensarne la strategia, valorizzandone lo status di società a capitale interamente pubblico (che potrà eventualmente essere aperto anche a nuovi soci pubblici) per rilanciarla su scala sovra comunale come azienda multiservizi che opera, tra l'altro, nel segmento pulizia, raccolta, trasporto e conferimento in discarica, ed esplorando anche opportunità perchè la società acquisisca un ruolo nel segmento dello smaltimento finale.

La gestione del ciclo delle acque

L'acqua è un bene comune e un patrimonio dell'umanità. L'accesso all'acqua potabile è diritto umano fondamentale, degno di protezione giuridica. I principi del contratto mondiale sull'acqua devono ispirare le scelte locali: garantire la sicurezza dell'accesso all'acqua, nella qualità e quantità necessarie alla vita, a tutti i membri della comunità locale, in solidarietà con le altre comunità e con le generazioni future; applicare tariffe giuste e solidali, in grado di garantire gli investimenti necessari per mantenere in efficienza i servizi idrici; favorire la riduzione, al di sotto dei livelli di concentrazione massima ammissibile, delle sostanze inquinanti nelle acque superficiali e sotterranee; indirizzare gli usi delle acque al risparmio e al rinnovo delle risorse.

La prospettiva strategica lungo la quale lavorare è quella di garantire un ruolo pubblico forte non solo nella regia del sistema ma anche la sua gestione, evitando che si formino rendite di posizione private nella gestione di un bene pubblico e prezioso come l'acqua.

In questa prospettiva ccorre lavorare in due direzioni: è necessario innanzitutto porre il Depuratore di Savona al centro di una rete di alleanze provinciali che ne estendano il peso e la capacità di rappresentare una maggiore quota di territori; inoltre è necessario fare in modo che tutte le fasi del ciclo delle acque - quindi anche il segmento acquedottistico e quello delle fognature - siano gestite dal Depuratore di Savona, affinché esso affinché esso, anche con appropriate alleanze, possa candidarsi per l'affidamento del servizio idrico integrato.

Il risparmio energetico

È necessario dotare il Comune del Piano Energetico incentivando (sia sul piano normativo che, se possibile, delle agevolazioni economiche) l'uso di tecniche di risparmio ed efficienza energetica negli edifici, di impianti di microgenerazione solari termici, fotovoltaici ed eolici, di caldaie piccole e medie a biomasse (promuovendo il recupero dei residui agroforestali), e introducendo la certificazione energetica delle costruzioni nuove o ristrutturate, con particolare impegno per gli edifici di proprietà comunale e pubblica. È inoltre opportuno provvedere ad ottimizzare la gestione dei circa 60 impianti termici gestiti dall'amministrazione comunale.

Idee per una città moderna con un cuore antico, comunità con al centro l'uomo

Il modello del welfare municipale

Il modello più efficace di gestione delle moderne società complesse pone al centro i bisogni della comunità e persegue il benessere complessivo degli individui, mentre le politiche che affidano la crescita della qualità della vita solamente all'effetto di traino della crescita economica e del consumismo risultano inadeguate.

È oggi evidente che uno sviluppo solido e duraturo non può radicarsi in una comunità stanca, disgregata e sfiduciata, e neppure in una comunità che non sia all'avanguardia sul piano culturale e civile.

Per questa ragione risultano centrali le politiche per la persona e comunque tutti gli interventi in grado di valorizzare il capitale sociale, quell'insieme di beni immateriali, non economici, che determinano la forza di una comunità e che lo trasformano in un decisivo fattore della produzione di ricchezza: cultura, solidarietà, senso di appartenenza, fiducia nelle istituzioni, senso civico.

È necessario superare, nelle politiche di welfare, la logica settoriale e percorrere invece la strada dell'integrazione tra le politiche locali: in senso orizzontale tra i diversi assessorati, ma anche in verticale, cercando il massimo di coordinamento del Comune con Provincia e Regione. È inoltre fondamentale mobilitare tutte le energie disponibili in città, giungendo a definire, attraverso la concertazione, un grande patto sulle politiche sociali, educative e culturali.

Per la realizzazione e lo sviluppo delle politiche di welfare occorre mettere in campo le risorse del terzo settore, delle parti sociali, degli attori in grado di produrre sviluppo, per orientare progettualità e risorse della città alla creazione e al rafforzamento dell'impresa sociale, per promuovere uno sviluppo dei servizi alla persona, per creare nuovi legami e rafforzare la coesione sociale.

Le politiche sociali

Occorrono politiche rivolte per aiutare le famiglie sia nella cura dei bambini che nell'assistenza degli anziani e dei diversamente abili.

Nell'ambito delle scelte di bilancio deve essere chiaro un orientamento, una particolare attenzione ad investire risorse, anche strutturali, in questo settore.

Deve essere posta adeguata attenzione all'attività di programmazione sociale e socio - sanitaria, attraverso le zone sociali e la Conferenza dei Sindaci, nella consapevolezza che un modello operativo chiuso nei confini comunali non ha prospettiva. Il Comune di Savona in qualità di Comune Capofila della Conferenza di Zona e della Conferenza dei Sindaci deve quindi svolgere un importante ruolo nella pianificazione e nel coordinamento territoriale per le politiche sociali e sanitarie.

L'ASL Savonese ha una significativa rete di servizi territoriali che vanno difesi e potenziati. I diversi plessi ospedalieri devono ridefinire la loro "missione" in relazione e in collaborazione con la vicina Azienda Ospedaliera di Santa Corona al fine di garantire complessivamente nel territorio attività di cura e di riabilitazione di buona qualità e non indurre fughe in altri territori regionali o extraregionali.

La questione degli anziani non autosufficienti è il nodo principale da affrontare nell'ambito della politica sociale. È necessario attivare sinergie concrete tra le varie istituzioni per sviluppare l'offerta di servizi di assistenza agli anziani, sia in forma domiciliare che presso le Residenze Sanitarie Assistenziali, consapevoli che la domanda è molto ampia e variegata e l'intervento comunale copre solo una componente. Ad esso deve pertanto affiancarsi un'imprenditoria sociale che eroghi servizi di qualità, vigilati e accreditati dal sistema pubblico. Quest'ultimo deve assegnare sussidi modulati secondo le condizioni di reddito e i bisogni degli anziani.

La città di Savona ha da tempo consolidato il suo impegno nei servizi per la prima infanzia con i suoi 5 asilo nido distribuiti sul territorio e con il centro sperimentale di Zinola, che offrono complessivamente una capacità ricettiva di 250 posti. È necessario mantenere, e se possibile incrementare, il livello quantitativo dei servizi, garantire l'attenzione alla situazione logistica e proseguire nella sperimentazione continua sul piano pedagogico ed educativo per il continuo accrescimento qualitativo del servizio.

Per quanto riguarda la scuola, il rapporto tra Amministrazione comunale e sistema di istruzione locale deve sempre più riguardare la programmazione degli obiettivi e la partecipazione alla scelta delle priorità nell'utilizzo delle risorse.

Le città sono il banco di prova della capacità del nostro Paese di governare la transizione verso la società multietnica. Le politiche di accoglienza ed integrazione sono la condizione decisiva per fare dell'immigrazione una ricchezza sociale e culturale. La scuola è il luogo decisivo per l'integrazione culturale e per la crescita di un costume aperto alle differenze. Occorrono quindi interventi mirati per la formazione degli insegnanti, al fine di metterli in grado di corrispondere alle nuove esigenze. Inoltre è necessario occuparsi adeguatamente della formazione professionale, al fine di migliorare la condizione e l'efficacia dell'attività lavorativa degli immigrati.

Bisogna garantire legalità e sicurezza ai cittadini. Per questo, senza fare proclami, occorre attuare politiche di salvaguardia tramite il miglioramento degli accordi con le Forze dell'Ordine, e mediante la valorizzazione del ruolo della Polizia Municipale come presidio sul territorio. Bisogna inoltre proseguire i progetti di tutela degli anziani vittime delle truffe, e accrescere la vigilanza negli spazi pubblici frequentati dai bambini.

Le politiche di arredo urbano non devono essere considerate solo come una forma di decorazione dell'ambiente cittadino, bensì come una strumentazione pubblica al servizio delle persone, che le può aiutare a vivere meglio. È necessario perseguire il valore, in termini di benessere sociale, che assumono un marciapiede ben tenuto e libero da ostacoli o barriere architettoniche, fermate dei bus sicure e mezzi pubblici adattati per facilitare la discesa e la salita delle persone con difficoltà motorie, una rete diffusa di bagni pubblici, dei percorsi riparati dai veicoli per recarsi presso i servizi di vicinato, dei cassonetti dei rifiuti facili da aprire, dei semafori "sonori" per i non vedenti; essi costituiscono gli strumenti con i quali si facilita la vita in città per tante persone, soprattutto gli anziani e i diversamente abili. Si dovrà effettuare, in tutti i quartieri e insieme alle associazioni che si occupano di anziani e di diversamente abili, una mappatura puntuale delle barriere oggi esistenti, catalogandole per natura e tipologia, al fine di realizzare un programma certo di interventi per il loro superamento.

Le politiche per la casa

Nel nostro Comune una buona percentuale di residenti è proprietaria della casa di abitazione principale, ma la restante parte vive con difficoltà la possibilità di reperire alloggi in locazione o da acquistare a prezzi adeguati.

È necessario sollecitare la Regione verso il rilancio dell'edilizia pubblica e convenzionata, con investimenti significativi tramite le Aziende Territoriali.

Il Comune deve individuare nel piano urbanistico comunale siti adeguati per un'edilizia pubblica di qualità, gradevole nell'impatto ambientale e con un mix di funzioni che eviti i modelli dequalificanti dei quartieri "dormitorio". Inoltre il Comune deve lavorare a convenzioni che, nell'ambito di operazioni di edilizia privata, assicurino la destinazione di quote parti dell'edificato a condizioni di accessibilità sociale.

Un aspetto particolare del problema abitativo è quello che coinvolge i giovani. Per loro è necessario studiare interventi mirati, anche innovativi, come la promozione di convenzioni tra banche, imprese e Comune per la concessione di mutui anche ai giovani con contratti non tradizionali o di parasubordinazione, la promozione di programmi di residenza universitaria e l'introduzione di sgravi e agevolazioni per chi costruisce o ristruttura edifici per i quali e previsto l'accesso agevolato alle giovani coppie.

Le politiche culturali

Lo sviluppo civile, ed anche economico, di Savona passa attraverso la cultura, per la quale è necessario elaborare una strategia complessiva.

Il Comune deve effettuare un monitoraggio attento e approfondito delle realtà culturali ed artistiche, sia professionali che amatoriali, delle loro attività, programmazioni ed intenzioni evolutive, richiedendo loro la disponibilità all'integrazione in un sistema-città di programmazione culturale.

È necessaria, per una corretta programmazione, una distinzione netta fra le attività di tipo "commerciale/culturale" (cioè di acquisto e circuitazione di prodotti culturali ed artistici altrove elaborati ed allestiti) e quelle di tipo "produttivo/culturale", ricercando tra esse una proporzione equilibrata. L'obiettivo deve essere quello di conciliare l'apertura culturale da un lato, l'alimentazione di laboratori locali dall'altro.

Il Comune deve rivalutare le politiche di utilizzo dei contenitori culturali, tra i quali, prima di tutto, il Teatro Chiabrera per le attività "ordinarie" e il Priamar per quelle estive. Per il Teatro Chiabrera in particolare deve essere raccolta la diffusa esigenza che proviene dalla città di una maggiore fruibilità (al fine di superare l'annosa polemica sulla difficoltà di accedervi per chi non è abbonato) e di una maggiore intensità e durata dell'utilizzo annuale, studiando soluzioni che consentano di articolare la programmazione artistica.

Altri contenitori culturali e artistici devono essere messi a disposizione della città creativa e dei giovani, legando questa esigenza al tema del recupero e del riuso dei c.d. "contenitori storici".

Nell'ambito delle politiche culturali, la tradizione pacifica, solidale e democratica di Savona merita un concreto impegno istituzionale per lo sviluppo di una cultura di solidarietà e cooperazione tra i popoli, per promuovere la cultura della pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali, di ricerca, di educazione e d'informazione. Affinché la cultura di pace sia concreta e non suoni come "buonismo" di maniera, il Comune dovrà svolgere consapevolmente la propria funzione di regolatore e pacificatore dei conflitti che attraversano la comunità locale, ed essere un luogo nel quale la gestione dialettica tra le diverse opinioni non trascenda mai in un linguaggio e in una cultura di odio e di inimicizia, ma sia sempre tesa al dialogo e alla reciproca comprensione.

Le politiche di amicizia per gli animali

Una città più gentile lo è anche con le forme viventi diverse dall'uomo. A Savona vive un numero elevatissimo di animali. Spesso ci accorgiamo di essi solo per i problemi che portano, ma non vediamo con altrettanta immediatezza il beneficio che danno. Pensiamo solo al rapporto che si crea tra tante persone sole e l'animale da compagnia; è come se svolgesse un grande servizio sociale. Il Comune potrà per questo promuovere la pet-therapy soprattutto nell'assistenza agli anziani e ai diversamente abili, e verificare la possibilità che essi possano portare il proprio animale nella struttura di ricovero, quando si tratti di trasferimento definitivo.

Da come vivono gli animali in città, dalla qualità e quantità della loro presenza possiamo leggere e interpretare la salubrità e la qualità dell'ambiente urbano.

È necessario completare la dotazione nella città di spazi e di arredi per loro, anche per i loro bisogni, informare i cittadini ed educarli nei comportamenti per tenere correttamente gli animali, rinnovare le convenzioni con le associazioni animaliste per il ricovero e la custodia dei cani randagi, la sterilizzazione delle colonie feline libere ed il soccorso dei gatti liberi feriti, malati e traumatizzati.

Idee per un comune casa di vetro e vicino ai cittadini

Decentramento e oltre per un'amministrazione più vicina ai cittadini

L'attuale modello di decentramento basato sulle 5 Circoscrizioni cittadine è in difficoltà, e non pare assicurare né la partecipazione né la gestione decentrata dei servizi al cittadino: è necessario riformarlo.

Deve essere difesa l'intuizione originaria che ne portò alla creazione: avvicinare i cittadini al governo della cosa pubblica comunale. Per farlo, nel prossimo ciclo amministrativo si dovrà procedere ad una riforma delle circoscrizioni che riguardi sia la definizione delle funzioni e delle deleghe, sia il trasferimento delle risorse, con l'obiettivo che i cittadini trovino in esse un interlocutore vicino e agile per tanti bisogni e necessità quotidiane.

Inoltre la riforma del decentramento dovrà garantire che le circoscrizioni maturino un'autonoma capacità di analisi e di programmazione sulle materie più legate al territorio.

Così la riforma consentirà di recuperare entrambe le funzioni, quella di governo del territorio e quella di meccanismo di partecipazione.

Coinvolgere i corpi intermedi della società

Savona è ricca di un vasto tessuto associativo, nel campo economico, sociale, culturale, ricreativo e sportivo. Questo deve tradursi in valore aggiunto per la città.

Ogni scelta che riguarderà l'attuazione di progetti decisivi per il futuro della città dovrà avvenire con la partecipazione di questi soggetti. Dovranno essere scritte le regole per dare certezze e garanzie alle procedure partecipate, ma alla base occorre un vero e proprio salto di ordine culturale: non dovrà essere solo un segmento dell'amministrazione ad occuparsi di partecipazione, ma la partecipazione dovrà essere il modus operandi caratterizzante l'insieme della struttura tecnica, organizzativa e politica del Comune.

Informazione e partecipazione

Per poter partecipare ogni cittadino ha il diritto di essere adeguatamente informato.

Si dovrà creare uno strumento informativo pubblico gestito insieme alla rete associativa savonese, alle Circoscrizioni, alle scuole ed all'Università, in collaborazione e con il supporto dei mezzi di comunicazione (carta stampata, televisioni, radio) presenti a livello locale. In questo modo si potrà garantire l'accesso a tutti i soggetti attivi presenti a Savona, offrendo così la più ampia e pluralistica informazione sugli avvenimenti e sulle iniziative che si svolgono in città.

Si dovrà inoltre coinvolgere i cittadini grazie agli strumenti di democrazia elettronica, provvedendo ad accrescere la funzionalità e l'interattività del sito web del Comune, che dovrà diventare un vero e proprio "portale della città". Il portale dovrà consentire il più possibile ai cittadini di utilizzare le strade informatiche per scambiare dati ed espletare le procedure amministrative, evitando così inutili e massacranti pellegrinaggi. Infine si dovrà prevedere di pubblicare in tempi utili e nella forma più completa possibile tutti i progetti di intervento pubblico al fine di permettere ai cittadini di prenderne visione e di valutarne la portata, aumentando la trasparenza della amministrazione comunale, che dovrà essere una moderna e tecnologica casa di vetro.
 

SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2006