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IL
PROGRAMMA DI
RIFONDAZIONE COMUNISTA
PER LE ELEZIONI COMUNALI
DI SAVONA DEL 2006
DECENTRAMENTO E
BILANCIO PARTECIPATIVO
- Rivedere e rafforzare il ruolo delle circoscrizioni potenziandone il
ruolo nella gestione dei Servizi Sociali (Savona è il Comune con la più
alta percentuale di persone anziane residenti rispetto alla popolazione
totale);
- Affidare la gestione del bilancio partecipativo alle circoscrizioni.
Il Bilancio partecipativo è una delle molteplici forme di partecipazione
in cui è possibile incidere sulla destinazione delle "limitate" risorse
finanziarie pubbliche e pertanto sulle priorità da assegnare agli
interventi e alle opere pubbliche. Si crea in questo modo un percorso
nel quale il cittadino si sente partecipe e non solo promotore o peggio
il destinatario finale di decisioni preconfezionate.
Tramite una serie di incontri pubblici di quartiere/frazione si risponde
al primo e fondamentale bisogno dei cittadini: l'ascolto al di fuori del
momento istituzionale, incontrandoli direttamente nelle loro realtà
quotidiane, inoltre si raccolgono indicazioni per meglio equilibrare sul
territorio gli interventi programmati nel Bilancio di Previsione in
arrivo e per migliorare l’organizzazione dei servizi comunali o
sollecitare i soggetti esterni erogatori di servizi pubblici.
Si avvia così il percorso annuale di bilancio partecipativo facendo
emergere una serie di bisogni del territorio da approfondire ed
elaborare nel corso dell'anno attraverso i tavoli di progettazione
partecipata, per arrivare l'anno successivo a condividere scelte
importanti sul Bilancio di Previsione.
Il principio di questa proposta è il passaggio da cittadino utente (che
riteniamo inadeguato per una pubblica amministrazione) a cittadino
partecipante.
PROGRAMMAZIONE DEL TERRITORIO
Il tema della partecipazione dei cittadini nei processi di
trasformazione della città e del territorio ha acquistato sempre
maggiore risalto nel dibattito urbanistico, tuttavia di fronte alla
proposta di adottare approcci di tipo consensuale, la pubblica
amministrazione risponde quasi sempre con diffidenza e riluttanza
adducendo motivazioni di carattere pratico ( mancanza di risorse, iter
procedurali troppo lunghi e complessi, ecc.), ma in realtà temendo che
ciò comporti una perdita. di potere e di prestigio, nonostante i
numerosi vantaggi, riconosciuti da più parti, che queste nuove modalità
decisionali, se gestite adeguatamente, apporterebbero alla pratica
urbanistica (tra tutti, la definizione di soluzioni condivise, conformi
ai problemi sollevati dalla comunità, più efficaci e durature nel
tempo). Pertanto, l'urbanistica partecipata non si pone come alternativa
alla pianificazione tradizionale, ma anzi, intende restituire
credibilità e fiducia ad un processo di gestione del territorio
fortemente in crisi, perché impreparato ad affrontare uno scenario
sempre più complesso, morfologicamente governato dalle regole del
mercato, socialmente mutevole, instabile, e culturalmente diversificato
e, soprattutto incapace di gestire i conflitti scaturiti dalla crescente
richiesta dei cittadini di una maggiore considerazione delle proprie
opinioni sulle iniziative politiche di cui saranno i destinatari.
La crisi di legittimazione del consolidato modello di pianificazione
sembra dunque frutto di un più diffuso malessere, individuabile
nell'elevata diffidenza e sfiducia nei confronti degli organi
rappresentativi del governo, che porta alcuni ad affermare di essere di
fronte ad una crisi dell'attuale sistema democratico.
C'è quindi sul territorio una maggiore richiesta di partecipazione,
soprattutto nei casi in cui i cittadini desiderino non delegare
totalmente la responsabilità decisionale ai propri rappresentanti in
particolar modo nella sfera urbanistica/gestione del territorio,
elemento forse più vicino e quindi più sentito dalla popolazione che si
è rivelata capace di attivare proteste anche molto intense e durature.
Esemplare, da questo punto di vista, è il progetto BOFILL, calato sulla
città senza che avvenisse un serio confronto sull'utilizzo delle più
pregiate e strategiche aree a mare di Savona, e sulla cui destinazione
si gioca il futuro economico dell'intero hinterland savonese. Con la
stessa metodologia sono stati affrontati altri aspetti prioritari
riguardanti la trasformazione del nostro territorio, basti pensare alle
sciagurate ipotesi del porticciolo turistico alla Margonara, e al
tracciato della cosiddetta "tangenziale urbana", meglio conosciuto come
Aurelia Bis.
Tutte queste ipotesi progettuali sono andate avanti senza un vero
confronto con le forze politiche e sociali della città e rispondono,
nella formulazione attuale, essenzialmente agli interessi di pochi
anziché a quelli di uno sviluppo sostenibile del nostro territorio.
Per questo si pone con urgenza la necessità di riesaminare, anche
ricorrendo ad una nuova progettazione, tutto il fronte mare; rinunciare
definitivamente al progetto del porticciolo turistico della Margonara
concordando con Albissola Marina la riqualificazione ambientale della
zona a cavallo tra i due comuni e con l’Ente Porto l’individuazione di
aree da destinare al diporto; prendere atto che il tracciato dell’Aurelia
Bis proposto non verrà realizzato e trovare soluzioni al problema della
viabilità in ingresso a Savona da Albissola Marina, individuando
interventi meno devastanti per il territorio (sottopassi e
sottopassaggi, utilizzo del vecchio tracciato ferroviario ecc.).
Soluzioni analoghe dovranno essere individuate per rendere più sicuro il
traffico cittadino, in particolare per i pedoni, provvedendo a rendere
meglio fruibili i sottopassaggi esistenti e provvedendo a costruirne
dove flussi di traffico e attraversamenti pedonali creano situazioni di
pericolo.
Attenzione particolare dovrà essere posta nell’abbattimento delle
barriere architettoniche ancora esistenti anche negli edifici pubblici.
Bisogna anche rendere accessibile la Biblioteca di Monturbano con mezzi
pubblici considerando anche l’ipotesi di utilizzare ascensori o altri
strumenti tecnici.
In oltre in una città come quella di Savona che si sta spopolando e dove
il numero di alloggi disabitati cresce progressivamente (causando anche
un degrado del patrimonio immobiliare) non risulta comprensibile
l’immissione sul mercato di centinaia di migliaia di m.q. di
residenzialità ad elevatissimi costi, per altro improponibili alle
giovani coppie o l'assalto alle colline, importante patrimonio
ambientale, giustamente difeso fino ad oggi.
Occorre privilegiare interventi di ristrutturazione e recupero
soprattutto nel centro storico, ma anche nelle periferie e destinare
buona parte delle nuove costruzioni ad edilizia convenzionata e/o
agevolata, a prezzi calmierati, anziché ad appartamenti di lusso, a cui
le normali famiglie savonesi non possono assolutamente accedere.
Importante è procedere rapidamente al recupero dei cosiddetti
"contenitori storici", completando i lavori della Fortezza del Priamar
migliorandone l’accessibilità con l’apertura di tutti i possibili
varchi, come elemento indispensabile per renderne possibile la fruizione
costante. Questo intervento è indispensabile (oltre che per ragioni di
sicurezza) perché tutte le opere fino ad oggi svolte non sono riuscite
al supe-ramento della sensazione, di dominio verso la città. Il Priamar
viene percepito ancora oggi, come un corpo estraneo rispetto al centro
storico e gli interventi fino ad oggi eseguiti ne hanno in parte
permesso la fruizione senza riuscire a legarlo saldamente al resto della
città operazione che si più ottenere anche con la costruzione di un
sottopasso in corso Mazzini. Priorità assoluta deve essere riservata per
risolvendo lo scandalo del vecchio S. Paolo, che avrebbe potuto già da
tempo essere utilizzato per l'U-niversità o per il nuovo Palazzo
Comunale. Anche il recupero del complesso di S. Giacomo, oltrechè di S.
Domenico e di S. Chiara, di cui da troppo tempo si parla, possono e
devono rappresentare per la città risorse preziose, sia dal punto di
vista culturale che economico.
RISORSE
L’acquisizione delle risorse è un momento essenziale nella
programmazione economica e finanziaria. considerando l’assottigliarsi
progressivo dei contributi statali, e deve essere ispirata all’equità e
alla solidarietà.
Progetti che mirino al recupero del degrado urbano (centro e periferie),
devono portare al miglioramento della qualità della vita e ad un più
razionale utilizzo di spazi, strutture e costi e devono essere
strutturati per permettere l’accesso a contributi esterni (europei,
nazionali, regionali) offrendo anche opportunità per privati, ma nel
rispetto delle legittime attese dei fruitori, invertendo la tendenza a
privatizzare porzioni di pregio del territorio, ma proponendo soluzioni
alternative e più convenienti dell’esclusivo possesso e utilizzo.
Occorre rapidamente ridefinire le norme che garantiscono le entrate
tributarie utilizzando al minimo le forme inique di tassazione, come
l’addizionale IRPEF che si basa su una base imponibile falsata
dall’evasione universalmente riconosciuta, e rimodellando i regolamenti
di:
ICI: Imposta Comunale sugli Immobili;
TARSU: Tassa Smaltimento Rifiuti Solidi Urbani;
COSAP: Canone Occupazione Spazi ed aree Pubbliche;
ICPDPA: Imposta Comunale sulla Pubblicità e Diritti sulle Pubbliche
Affissioni;
in modo da rendere equa la tassazione locale promuovendo il riordino
delle fonti che determinano la base imponibile, ad esempio ridefinendo
gli indici catastali, perfezionando incentivi, agevolazione o
penalizzazioni.
Gli incentivi devono avere lo scopo di sanare sacche di evasione
parziale o totale in quanto bisogna tendere ad una base contributiva
ampia, ma equamente sollecitata e considerata; le agevolazioni per
sostenere soggetti in situazione di difficoltà e disagio; le
penalizzazioni per far emergere situazioni socialmente insostenibili
come immobili sfitti, senza giusta motivazione, a fronte di un’emergenza
abitativa: questi casi si devono individuare anche incrociando i dati
con le agenzie fornitrici di servizi (acqua, luce ecc.) e, applicando
aliquote adeguate al danno arrecato alla collettività, si deve
sollecitarne la collocazione sul mercato.
L’acquisizione delle risorse tramite entrate tributarie non deve
apparire come momento di invadenza o punitivo verso il cittadino, ma
inquadrato nell’equilibrato rapporto di diritti e doveri che genera
consenso nell’attività amministrativa. L’esperienza negativa del ricorso
a ditte esterne che hanno la sola finalità del brutale recupero
finanziario crea avversione verso chi deve garantire la gestione equa
della cosa pubblica. In questo senso tale attività deve essere
subordinata ad un rapporto diretto tra la Pubblica amministrazione e il
cittadino con l’istituzione di una sede (ufficio) dove si possano
chiarire le singole posizioni per ridurre il contenzioso e rendere il
più “amichevole” possibile il reperire risorse.
Si auspicano inoltre minori risorse investite in consulenze esterne
privilegiando le conoscenze e le abilità interne per le quali deve
essere aumentata la possibilità di aggiornamento e qualificazione.
Và inoltre attuata la riforma del Catasto, ormai ferma da anni in attesa
di essere sbloccata.
PROGRAMMAZIONE SOCIALE
Manca, da tempo, a Savona uno studio che metta in connessione la
composizione sociale, abitativa, economica, demografica con la domanda
sociale conseguente.
Una città che ha una maggioranza di popolazione anziana (primato
Italiano in percentuale), nuove comunità di cittadini stranieri, copie
che abbandonano la città per l'elevato costo delle abitazioni, per la
scarsità dei servizi e per la discontinua sollecitazione culturale,
necessita di una nuova e più vitale programmazione sociale.
Il progressivo ed inspiegabile arretramento dei servizi sociali anche
integrati, che consentono alle persone in difficoltà (per malattia
cronica, per acuzie gravi, per handicap) di "godere" attualmente dei
servizi sociali solo per un'ora alla settimana, deve interrompersi.
La presenza di un numero adeguato di posti RSA, la creazione di centri
di aggregazione e valorizzazione per gli anziani, la sollecitazione
culturale deve rivedere il Comune come principale soggetto anche gestore
di proposte e nuove realizzazioni.
Strutture adeguate a ricevere i giovani (anche in autogestione), le loro
attività di studio, di ricreazione, di elaborazione, anche all’interno
di contenitori storici può permettere da una parte la rivitalizzazione
di strutture oggi semi abbandonate e dall'altra di fornire ambienti e
tecnologie adeguate alla popolazione giovanile, creando, di fatto, poli
di forte attrazione.
E’ necessario che il Comune di Savona si disponga ad una attenta
politica di osservazione delle problematiche sociali legate alle
differenze, dando così vita ad una costante azione contro il razzismo,
le discriminazioni di sesso, etnia, cultura o di qual si voglia altra
provenienza.
Vanno, a proposito del settore di tutela dei soggetti interessati,
adibiti dei centri di ascolto. aiuto e assistenza pubblici, contribuendo
ad uno sviluppo della vicinanza dell’Ente ai propri cittadini.
Si deve evitare che, ad esempio, i giovani non abbiano un sostegno
psicologico/sociale sulle questioni della sessualità, delle malattie,
oppure su episodi di recrudescente intolleranza razziale, di ostilità
verso tutto ciò che risulta essere “diverso”.
Nel settore, invece, della prevenzione delle discriminazioni, il Comune
deve mettere in campo agili comunicazioni di ampia ricezione a partire
dalle scuole e dai centri di aggregazione giovanile e, genericamente,
sociale.
Su questa scia l’impegno di una rinnovata amministrazione deve volgersi
al sostegno delle più avanzate forme di convivenza sociale e civile, che
non pretendono il superamento della tradizionalità familistica, ma che
non possono non chiedere un eguale riconoscimento in tema di
acquisizione dei diritti costituzionali e naturali.
Ma centrale, nella programmazione sociale, per il Partito della
Rifondazione Comunista è il ruolo pubblico e sociale che il Comune deve
essere chiamato a svolgere.
In questa ottica assume una rilevante importanza la realizzazione dei
Distretti Socio-Sanitari di base, l'incremento della assistenza
domiciliare integrata (avvalendosi anche di collaboratori e
collaboratrici familiari immigrate), la realizzazione, delle Residenze
Sanitarie Assistenziali e un adeguato riconoscimento dell’attività delle
associazioni del volontariato presenti sul territorio comunale.
Inoltre assume una importanza rilevante la soluzione dei problemi
disabili e delle loro famiglie attraverso la completa integrazione degli
stessi nella società (scuola, sport, mondo del lavoro); si auspica la
creazione di alloggi di edilizia sovvenzionata progettati per i disabili
e a loro destinati.
L'Amministrazione Comunale deve sostenere e potenziare le attività degli
asili nido e delle scuole materne modulando le rette in maniera
sostenibile per le famiglie che via accedono.
SPORT
Fondamentale deve essere nella vita amministrativa il sostegno e la
promozione dell'attività sportiva con la duplice finalità di
pubblicizzare l'immagine della città e di fruizione e godimento per i
savonesi promuovendo quelle discipline che vedono il gesto atletico
inserito nell’ambiente che caratterizza la nostra città in particolare
le attività nautiche o che si svolgono nell’acqua e quelle legate alla
morfologia del territorio.
Occorre pensare a strutture sportive comprensoriali, che rispondano ai
bisogni dei cittadini di una più ampia territorialità andando oltre al
confine comunale. Questo, infatti, può consentire la creazione di poli
sportivi anche di altissimo livello di-stribuiti sul territorio
comprensoriale con un, risparmio notevole delle risorse.
E' urgente fornire i quartieri, anche i più periferici, di strutture
idonee alla più ampia e libera fruizione della popolazione.
Fondamentale è la gestione diretta degli impianti sportivi di base con
delega alle Circoscrizioni, così come la promozione di politiche
tariffarie di favore delle attività amatoriali.
ACQUA
Crediamo che in futuro il possesso di risorse idriche sarà una delle
questioni decisive nei processi decisionali delle comunità e che
contestualmente occorra definire già ora una chiara presa di posizione
in materia.
Bisogna valorizzare le soluzioni collaborative con gli altri comuni ma
soprattutto disporre già da ora di una chiara scelta a favore di una
gestione integrata e interamente pubblica del servizio o "in house" come
viene definito dalla legge.
A questa chiara scelta devono conseguire due dati: da un lato il rifiuto
netto di politiche di privatizzazione del servizio e dall' altro il
contrasto di creare società di multiservizi, che in realtà portano ad
allontanare la gestione del servizio idrico dalla autonoma decisione dei
comuni e dei cittadini.
MOBILITA' E TRASPORTI
Occorre un Piano Urbano del Traffico che contenga scelte coraggiose a
favore del trasporto pubblico e delle aree pedonali contemplando
adeguati parcheggi di cintura, e zone a traffico limitato salvaguardando
le esigenze lavorative del commercio e delle attività artigianali ancora
operanti nel centro cittadino.
Il trasporto pubblico quale asse portante della mobilità delle persone,
libera la città dal caos del traffico automobilistico e costituisce dal
punto di vista energetico una scelta di clamoroso risparmio cogliendo
quelle, aspettative ecologico-ambientali che oggi più che mai sono
improrogabili.
Vanno ripresi i progetti riguardanti la mobilità con mezzi in sede
propria. Tramite ferrovia (esemplare l'ottima sperimentazione oggi
stabilizzata del TAF Voltri Genova, che potrebbe essere ripresa nel
nostro comprensorio sia costiero che valbormidese) o tramite
l'abbandonata progettazione della metropolitana leggera.
Sull'attuale sede ferroviaria oggi in esercizio si potrebbe disegnare un
servizio metropolitano perlomeno per le ore di punta sul modello di
quello attuato sulla tratta genovese Voltri-Nervi e a tale scopo
l’Amministrazione Comunale dovrebbe inter-venire su Trenitalia affinché
siano destinate le dovute risorse (automotrici elettriche,
individuazione delle fermate) ridisegnando tutti i percorsi di mobilità
cittadina razio-nalizzando le linee in particolare con il concentramento
di un nodo di scambio, adeguatamente strutturato, presso la stazione
ferroviaria di Mongrifone
Tale concetto dovrebbe essere esteso anche alle merci dove già esiste la
linea che collega il Parco Doria col porto, basterebbe adeguarla e
organizzare l’istituzione di treni navetta per alleggerire l’impatto del
traffico “pesante” sulla viabilità cittadina.
PORTO DI SAVONA-VADO
Riteniamo fondamentale lo sviluppo delle necessarie infrastrutture per
lo sbarco, l'imbarco, lo stoccaggio ed infine il veloce e puntuale
inoltro quali le ferrovie e le funivie, questo al fine di garantire il
mantenimento e l’aumento dei livelli occupazionali e di potenziare il
porto di Savona-Vado quale propulsore dell'economia savonese con uno
sviluppo armonizzato nell'ambito della portualità ligure, con la
valorizzazione delle proprie peculiarità e specializzazioni in
particolare degli operatori, dove la compagnia Pippo Rebagliati deve
mantenere un ruolo centrale nelle operazioni portuali così come le altre
figure (ormeggiatori, dipendenti delle funivie ecc.) per la
professionalità acquisita a garanzia della sicurezza e delle prestazioni
lavorative. In questo settore la precarietà è collegata alla scarsa
professionalità e può determinare gravi conseguenze sia alle persone sia
alle merci movimentate o trasportare propedeutiche a disastri ambientali
planetari.
Non concordiamo con la trasformazione del porto di Savona in puro e
semplice scalo diportistico: se da un lato può essere condiviso il
recupero ad attività turistico ricreative della Vecchia Darsena e degli
spazi collegati, il giudizio complessivo sui i progetti sostenuti prima
dalla Giunta Gervasio e poi da quella Ruggeri non possono che essere
negativi.
Il progetto Bofill entra, infatti, fortemente in contrasto con il ruolo
commerciale del Porto. Risulta impensabile una possibile convivenza tra
il trasporto pesante collegato al porto commerciale e la presenza di
edilizia residenziale di così rilevanti dimensioni ed impatto.
INFRASTRUTTURE FERROVIARIE
Bisogna impedire il depotenziamento del parco merci di Savona P. Doria e
richiedere con forza la ripresa dei progetti di potenziamento delle
attuali due linee di valico per la penetrazione in Pianura Padana verso
Torino e verso Alessandria e per i successivi inoltri per il Nord Europa
e l'Est con la posa del secondo binario sulla linea Savona-San Giuseppe
via Altare (la sede è già pronta).
Bisogna anche richiedere il raddoppio dell'unico tratto a binario unico
tra San Giuseppe e Ceva (20 km circa) della linea Savona Torino,
strategico per il collegamento con il nostro capoluogo.
Infine è necessario sollecitare Trenitalia per un deciso miglioramento
del servizio viaggiatori con collegamenti veloci anche sulle direttrici
piemontesi oltre che il ponente ed il levante ligure.
LA POLITICA DEI RIFIUTI
La Giunta Provinciale di Savona intende, con un'adeguata politica dei
rifiuti, ma non solo, contribuire alla tutela dell'ambiente fisico e
biologico del territorio di sua competenza, preservando suolo e
sottosuolo, aria e corpi idrici di superficie e profondi da ogni e
qualsiasi forma di inquinamento o di artificiosa trasformazione,
interpretando così, con gesti concreti ed efficaci, lo spirito di Agenda
21.
Intende altresì contribuire a creare situazioni concrete di produzione
di reddito e di occupazione lavorativa.
Con tali prospettive quindi il rifiuto non può essere considerato come
un qualcosa di ingombrante e sgradevole del quale liberarsi in qualche
modo, seppellendolo o distruggendolo, ma deve essere assunto come una
risorsa preziosa, dalla quale recuperare ricchezza.
Il rifiuto non può essere trasformato in un altro rifiuto seppur non
visibile e di effetti immediatamente non apprezzabili, ma negativamente
attivi nel tempo, ma va trattato secondo criteri che seguano, nella
misura massima possibile, processi naturali, dai quali ottenere prodotti
compatibili con l' ambiente ed in esso positivamente riutilizzabili.
Al rifiuto va quindi chiesto di restituire quanto al suo interno vi è di
recuperabile e di riutilizzabile, al fine di interrompere un ciclo
perverso di spreco di risorse, di generare una nuova forma di reddito
che abbatta i costi della sua manipolazione e porti vantaggio agli
operatori del settore ed agli utenti del servizio.
Sulla politica dei rifiuti l’Amministrazione Comunale deve provvedere
affinché l’ATA si prodighi senza indugio per applicare quanto verrà
indicato dal Piano provinciale, attrezzandosi per la raccolta
differenziata e individuando le zone di Savona dove è possibile
promuovere l’utilizzo domestico del compostaggio, per fornire le
adeguate informazioni e attrezzature, ciò per abolire rapidamente i
contenitori lungo le strade e, soprattutto, portando alla chiusura,
messa in sicurezza e bonifica della discarica di Cima Montà, senza
ampliare ulteriormente il sito, senza ulteriore richiesta di deroghe e
senza ricorrere alla costruzione di un termovalorizzatore.
Il territorio savonese va monitorato evitando il rischio, oggi assai
presente, delle discariche abusive: una rete di collaborazione con la
Polizia provinciale, la Forestale e le organizzazioni ed associazioni di
volontariato potrebbe essere un buon avvio.
UNIVERSITA'
Il polo universitario di Legino deve diventare punto di riferimento per
tutti gli Enti pubblici, le forze economiche e le Associazioni
culturali, per contribuire efficacemente alla costruzione di una visione
della Città e del suo territorio (esteso anche al comprensorio), che
privilegi l'investimento di risorse, lo studio, il monitoraggio e la
proiezione di soluzioni idonee ad intrecciare il tessuto economico con
uno sviluppo ambientalmente sostenibile e con la difesa del patrimonio
naturale, di cui Savona è ancora dotata.
Deve anche diventare strumento per il rilancio dello sviluppo economico
individuando e approfondendo studi che possano portare a realizzazioni
tecnologicamente avanzate. Compito della città è riservare aree per
impianti industriali conseguenti, in questo ambito è da ritenersi
scellerato il cambio di destinazione d’uso delle aree ex Metalmetron che
potrebbero essere disponibili per questo scopo e che devono quindi
tornare alla precedente tipologia di utilizzo.
A tal fine occorre che l'Università in concorso e su sollecitazione
delle Istituzioni locali organizzi incontri, convegni, percorsi di
studio, manifestazioni culturali che ne potenzino le capacità di
coinvolgere la cittadinanza e di farne una risorsa di idee, iniziative e
di concreto supporto per chi intende contribuire all’affermazione di una
simile prospettiva.
E' evidente, peraltro, che la presenza di una fascia giovanile estesa
riguarda e può contribuire alla vitalità dell'attività sportiva
cittadina e quindi va ad intersecarsi con quanto istituzionalmente può e
deve fare l'Amministrazione Comunale. Ciò impone l'individuazione e
l'investimento di risorse che consentano la riqualificazione delle
strutture esistenti, il loro potenziamento, ma anche la creazione e la
costruzione di nuove forme aggregative e dei relativi "luoghi" ove esse
possano svolgersi.
ENERGIA ED AMBIENTE
La conferenza di Kioto sugli effetti planetari dell'inquinamento da
emissioni di C02 ha evidenziato, se mai ce ne fosse stato bisogno,
l'assoluta necessità di un drastico ridimensionamento di tale emissione.
Anche l'Amministrazione Comunale di Savona deve essere in prima fila
nelle battaglie perla salvaguardia della vita sul pianeta, con propri
interventi per favorire il risparmio energetico e di conseguenza
limitare le emissioni di CO2.
Si può intervenire con una rigorosa politica di risparmio energetico
tesa a favorire le fonti rinnovabili e pulite.
Gli edifici pubblici, ad esempio, dovrebbero utilizzare le superfici
esposte all'insolazione (tetti) per installare pannelli solari per la
produzione di acqua calda sanitaria e per il ciclo di riscaldamento. Con
i livelli di insolazione tipici di Savona sono ipotizzabili in tal senso
risparmi di energia fino al 60%.
E' necessario introdurre l'installazione delle valvole termostatiche sui
radiatori, a cominciare dagli edifici pubblici (ipotizzabile un 30% di
risparmio).
E' possibile ricercare luoghi atti all'installazione anche sperimentale
di generatori eolici considerando l'estrema ventosità del nostro
territorio ad integrazione dell’energia per la pubblica illuminazione,
ecc.
Occorre inoltre procedere ad:
- Agevolazioni (ICI) sui privati che adottano già tecniche di risparmio
energetico o che nelle ristrutturazioni ne fanno uso (pannelli solari,
celle fotovoltaiche, valvole termostatiche, ecc.);
- Incentivi per l'uso di autobus a metano ed introduzione di reti di
filobus per circuiti urbani ed extraurbani;
- Iniziative pubbliche, interventi nelle scuole atti a favorire una
cultura ed un’educazione al risparmio energetico fra la popolazione e
soprattutto fra le giovani generazioni.
Per quanto riguarda l'ambiente, molte sono le questioni su cui
l'Amministrazione Comunale, ha competenze specifiche, basti pensare
all'inquinamento elettromagnetico e da una doverosa zonizzazione che
escluda la possibilità di installare antenne nei pressi delle abitazioni
o alla possibilità di escludere tassativamente dalle mense comunali e
scolastiche i cibi contenenti organismi geneticamente modificati. Più
complessivamente il Comune deve dotarsi di un Sistema di gestione
ambientale che preveda un miglioramento continuo dell'ambiente
cittadino.
AGRICOLTURA
Interventi atti a favorire il rilancio delle piccole aziende agricole e
di allevamento, che rappresentano una ricchezza sul territorio e danno
posti di lavoro rispettosi dell'ambiente (slow food, prodotti di
nicchia, agricoltura biologica).
Attraverso gli strumenti, urbanistici si impedisca di edificare a
discapito delle ormai pochissime terre seminative del nostro territorio
comunale e si consenta agli operatori rurali di continuare il presidio
del territorio favorendo le ristrutturazioni e gli ampliamenti necessari
per lo svolgimento delle attività rurali stesse e la vita dignitosa dei
contadini.
Interventi a sostegno ed incentivi per la creazione di cooperative di
produzione agraria.
Richiesta di istituzione di corsi universitari per l’agricoltura della
fascia costiera con riferimento alla coltivazione di piante officinali e
tipiche mediterranee utilizzando, per la sperimentazione, terreni
impervi e abbandonati o collaborando con aziende agricole esistenti.
Per realizzare ciò è necessario predisporre un piano di tutela del verde
collinare col duplice obiettivo di utilizzo di risorse economiche e di
difesa dal degrado ambientale che è causa prima degli incendi boschivi e
dei danni causati da precipitazioni piovose.
APPARATO AMMINISTRATIVO
C’è la necessità del riordino sia dell’apparato politico sia di quello
burocratico del Comune di Savona. Certamente non sono ancora state
“metabolizzate” le norme contenute nel D.lgs. n° 267 del 18/8/2000 in
particolare non si sono ancora sfruttate completamente le potenzialità
del Testo Unico che detta le norme per ammodernare gli enti locali. Si è
troppo frettolosamente esautorato il Consiglio Comunale (organo
elettivo) da molte funzioni e si è troppo evidenziato il ruolo dei
funzionari che sono diventati i veri gestori, senza alcun controllo
democratico sul loro operato.
Compito della nuova amministrazione sarà quello di sanare alcune
incongruenza come riordinare le deleghe degli assessori riducendone il
numero e ridefinendo gli incarichi dei dirigenti, assegnando a persone
diverse incarichi che richiedono la giusta dialettica, anche ricorrendo
a sostituzioni.
Più stretto deve essere il coordinamento tra gli organi dell’apparato e
le funzioni sia di indirizzo sia di controllo devono essere effettuate
senza alcuna remora o sudditanza.
Per migliorare l’efficienza del Comune devono essere giustamente
valorizzate le professionalità interne in base alle mansioni proprie,
riconoscendo il lavoro svolto con giusti incentivi, anche di carattere
economico, in base a quanto previsto dei contratti di lavoro,
applicandoli tempestivamente, senza ricorrere ad interpretazioni
restrittive o punitive. Solo a dipendenti motivati si possono restituire
ruoli anche progettuali, riducendo gli incarichi esterni e ottenendo il
massimo della funzionalità degli uffici.
Approvato dal CPF di
Rifondazione Comunista di Savona in data 21 dicembre 2005
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