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IL NUOVO PIANO URBANISTICO COMUNALE
Pubblichiamo l'intervento della capogruppo del PRC in Consiglio Comunale, Milvia Pastorino

Noi oggi siamo chiamati ad esprimere il nostro voto su una pratica che nasce molti anni fa, nel lontano 2005 con la prima deliberazione di adozione del Progetto preliminare di PUC. Un lungo percorso, che ha radici ancora più lontane e che ha coinvolto Amministrazioni e amministratori diversi. Gran parte di questo percorso ha visto il Partito che rappresento all'opposizione, contrastare l'humus dal quale nacque il PUC e le scelte che da esso ne scaturivano.

Un PUC nato, lo ricordiamo, nella logica di gestione del territorio che, in quegli anni, ha prodotto nella nostra città uno sviluppo a senso unico, rappresentato solo dal cemento, dai tanti metri cubi edificati, dai troppi insediamenti residenziali di pregio, senza che da tutto questo la città traesse alcun beneficio. Emblematici di quella idea di città sono il progetto Bofill ed il Crescent calati, senza che avvenisse un serio confronto sull'utilizzo delle più pregiate e strategiche aree a mare della città. È difficile non fare il paragone (con le dovute proporzioni) con le scelte fatte al porto antico di Genova, là si è puntato a contenitori culturali, a luoghi e spazi collettivi di svago, da noi si è scelto la strada del residenziale. Genova ha un porto antico vivo e vivace, Savona, se si esclude la banchina prospiciente la darsena, ha una zona portuale, adiacente al grattacielo Orsero, che è il simbolo del "non luogo", deserto e desolato.

Questo PUC ha visto, al momento della sua adozione, una nostra forte e decisa critica. Nel corso di questi anni molti, importanti interventi, da esso discendenti od in variante ad esso, sono stati approvati, spesso con il nostro parere contrario. Tuttavia, consapevoli di questo passato e con la pesante eredità di questo PUC abbiamo deciso di sostenere il Sindaco Berruti accettando come punto fermo del programma la conclusione dell'iter del Piano Urbanistico Comunale. Consapevoli della necessità di dare finalmente alla città quella certezza pianificatoria che rappresenta strumento e condizione indispensabile per avviare qualsiasi progetto concreto di sviluppo.

Vale a dire, questa maggioranza è nata e si è consolidata su un presupposto importante, riconoscere che occorreva dare una svolta decisiva ad una politica del territorio che da troppo tempo vedeva l'Amministrazione Pubblica assente nel governo della città, inteso come capacità di indirizzare e dirigere oltre che di amministrare. Una politica di governo dunque, che vuol dire, in concreto, compiere scelte che hanno a che fare con la vita dei cittadini, con il loro quotidiano, con il loro futuro. Una politica di governo della cittàun momento del consiglio sul PUC che pone al centro del proprio agire un obiettivo strategico: coniugare le spinte di crescita con i principi della sostenibilità ambientale, della coesione e della solidarietà sociale.

Questa Amministrazione, in questi mesi, ha saputo cogliere e sfruttare appieno lo spazio, seppur limitato, rappresentato dalla discussione sui pareri e sulle osservazioni a quel PUC per compiere un cambiamento di rotta; per indicare la propria idea di città.

Una città che, dopo decenni, sceglie di garantire il primo diritto di cittadinanza: la casa ai propri cittadini, in particolare a quelli che non riescono più a tenere il passo con le pretese imposte dal libero mercato. E lo fa, non con boutade propagandistiche, ma con una proposta articolata e diversificata, che va dal riuso dell'esistente, che riconosciamo essere marginale ma per il quale prendiamo atto della assoluta assenza di adeguati strumenti normativi in grado di consentirne una più incisiva attuazione; alle social house, alle case di edilizia popolare a quelle di edilizia convenzionata.

Garantire il diritto alla casa sacrificando, e ne siamo consapevoli, altro territorio, ma sapendo anche dire No ad operazioni che, con lo specchietto per le allodole dell'edilizia convenzionata proponevano interventi insostenibili dal punto di vista ambientale (come l'operazione Albamare).

Questo No così come l'aver fermato il rischio di una speculazione edilizia sulle aree extra-urbane così e sul litorale di ponente, riducendo l'impatto dei borghi liguri e limitando le fantasie edificatorie sulla costa, dicono di una idea di città che assume il proprio territorio come valore da conservare e da valorizzare affinché possa diventare risorsa, e bene fruibile per tutti i suoi abitanti.

Aver previsto la realizzazione di un grande City-Park e la contestuale restituzione ai cittadini di una grande area oggi territorio occupato dalle automobili, dicono di un'idea di città che pensa ai suoi abitanti, ed in particolare ai soggetti più deboli, i disabili, gli anziani, i bambini, pensa e vuole dare risposte concrete alla fatica, ai disagi ed ai pericoli del loro abitare e muoversi in essa. Vuol dire dichiarare la città come "bene comune" garantire ai suoi abitanti un "diritto alla città" ai suoi spazi, alle sue strade, visti come occasione di incontro e di vita sociale e non come luoghi dell'insicurezza e della paura.

Ed infine una città che vuole dare un futuro ai propri giovani. Il tema del lavoro, della sua qualità, della sua stabilità diventa, in questo quadro di crisi economica ancor più pressante. Questa Amministrazione lo ha affrontato indicando una prospettiva di sviluppo avanzato e sostenibile, di alta qualità, ricco di valore aggiunto attraverso una scelta forte di Cittadella della Innovazione che possa cogliere e sfruttare appieno la grande risorsa rappresentata dal Campus Universitario le cui potenzialità sono state fino ad oggi poco utilizzate dalla città.

Il percorso di questa Amministrazione è quindi chiaro, il lavoro di questi anni, a cui tutte le forze di maggioranza hanno contribuito, disegna una idea di Savona nella quale ci riconosciamo pienamente, una Savona che offre ai Savonesi una possibilità di casa, una qualità dell'abitare e del vivere, una prospettiva di sviluppo nel rispetto del proprio territorio. Una Savona libera, accogliente e solidale e per questo sicura.

Tuttavia non possiamo non vedere che questo PUC non dice solo questo, in esso, non solo come ingombrante eredità ma anche come pesante futuro, gravano interventi sui quali dicemmo No ed ancora oggi non possiamo che dire No. Parlare del porticciolo della Margonara, del grattacelo Fuksas e dell'Aurelia Bis, vuol dire secondo noi contraddire quella idea di città che insieme, i questi anni, abbiamo costruito, vuol dire guardare indietro, vuol dire non considerare il territorio come un bene limitato da salvaguardare, come una risorsa da valorizzare ma nel caso del porticciolo e del grattacielo Fuksas, significa piegarsi alla volontà di una speculazione edilizia certa a fronte di un improbabile ed aleatorio volano di sviluppo economico, basato su un modello di crescita ormai in crisi, a scapito di uno dei pochi tratti di costa che potrebbero trovare ben altre soluzioni di conservazione e riqualificazione. Nel caso dell'Aurelia Bis vuol dire proporre un'opera faraonica con un impatto devastante quando forse sarebbe più semplice, più economico e certamente più sostenibile trovare soluzioni al problema della viabilità tra Savona ed Albissola Marina, individuando interventi alternativi (a partire dall'utilizzo del vecchio tracciato ferroviario ecc.).

Tanto più forte e convinto è il nostro SI all'idea di città che insieme, in questi anni abbiamo disegnato, tanto più forte sentiamo il nostro NO a questi interventi che rappresentano un residuo della vecchia politica del territorio. Da qui nasce la nostra scelta di astensione.

MILVIA PASTORINO
Savona - 20 Marzo 2009