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QUEL QUARTIERE SOTTO LA TORRE...

Pubblichiamo, sottostante, la mozione presentata dalla compagna Patrizia Turchi al Presidente del Consiglio Comunale di Savona in merito al pericoloso stato in cui versano le abitazioni della Vecchia Darsena portuale a causa dell'inizio degli scavi per la costruzione della mega torre di Orsero-Bofill.
Qui accanto la foto del plastico con il piano Orsa 2000 realizzato: si può chiaramente identificare il grattacielo davanti al nuovo ponte in corrispondenza della Torretta.
Si noti la dimensione del celebre monumento dedicato a Leon Pancaldo in raffronto alla nuova costruzione.

 

 


Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Capigruppo consiliari
Al Segretario Dott. Bisso
Al Sindaco ed alla Giunta
COMUNE DI SAVONA

MOZIONE

Il consiglio comunale,

in riferimento alle notizie apparse sui quotidiani locali sulle ipotesi di danneggiamento di alcune abitazioni della vecchia darsena, a seguito degli scavi della Torre di Bofill,

considerato che i cittadini savonesi debbono trovare adeguate garanzie per le loro abitazioni, e che una amministrazione comunale ha il dovere di tutelare tali diritti elementari,

rilevato che, sempre da notizie di stampa locale, i cittadini residenti nell’area interessata sembrano intenzionati a associarsi in un comitato che dia loro l’opportunità di unire le forze per rispondere anche in forme legali ad una ipotesi di prosieguo dei lavori di scavo,

letti, sempre sulle pagine locali, alcuni stralci dello studio richiesto dal Comune dove sembra evidente per il geologo incaricato che l’accelerazione delle lesioni avvenga proprio a causa dei succitati scavi, “Sono inoltre stati realizzati tiranti fortemente inclinati per contrastare, in via provvisionale, le spinte orizzontali. In considerazione delle dimensioni si hanno dubbi sia sulla funzionalità sia sull’opportunità. Infatti, premesso che non è ammissibile perforare al di sotto dell’altrui proprietà se non previa autorizzazione, i tiranti agiscono su un volume di terreno assai più ampio di quello limitato dalla perforazione, inducendo tensioni in un intorno che dipende dalle caratteristiche del terreno. Se l’incastro avviene in roccia lapidea in generale si ottiene un risultato efficace; ma in un terreno sabbioso sotto falda non si individua un mezzo che garantisca un buon incastro ed un effettivo ancoraggio ma viene sottoposto a trazione un consistente volume di terreno, quanto basta a provocare cedimenti in corrispondenza degli edifici. In tal senso si segnala che le lesioni rilevate negli edifici hanno avuto una significativa accelerazione in concomitanza con la messa in opera di nuovi tiranti lungo via Chiodo...»,

che dalla relazione sembra messa in dubbio la richiesta di autorizzazione all’installazione dei tiranti,

fa voti

affinché questo Consiglio sia l’istituzione di garanzia di tutti i cittadini, e nel contesto indicato, di coloro che rischiano di vedere la propria abitazione lesionata,

indica al Sindaco, la necessità di una ordinanza urgente affinché vengano messe in atto tutte le procedure necessarie perché gli scavi si blocchino immediatamente,

venga incaricata una commissione tecnica autonoma, magari richiedendo una collaborazione con istituti di studio, che faccia luce sugli episodi di dissesto geologico e delle lesioni subite dalle abitazioni.

Savona, 10 aprile 2005                                                          Patrizia Turchi - Capogruppo PRC