HOME PAGE
IL CIRCOLO
COMUNICATI
DAL COMUNE
APPUNTAMENTI
INIZIATIVE
ELEZIONI
LE FESTE
MATERIALI
LINKS
SIMBOLI


LA RIFORMA GELMINI A SAVONA E IN PROVINCIA
Servizio mensa, corsi serali, materia alternative e sostegno minati dai provvedimenti governativi

Dopo la protesta dei precari che ha evidenziato la tragica situazione di migliaia di lavoratori che dopo anni di servizio hanno visto scomparire ogni prospettiva di stabilizzazione, o comunque di proseguimento del loro lavoro rapporto di lavoro, l'inizio dell'anno scolastico ha posto dinanzi agli occhi di tutti il progressivo smantellamento del servizio scolastico pubblico realizzato dalla Ministra Gelmini. Oltre ai tagli alla spesa per la scuola pubblica, la Gelmini ha provveduto a riorganizzare in modo dissennato la struttura scolastica, determinandone così un impoverimento della qualità e l'impossibilità di fornire i servizi previsti. Considerando la situazione nella Provincia di Savona si può osservare come questa situazione determini un progressivo smantellamento delle strutture e dei vari servizi scolastici.

Mense scolastiche
La riformulazione delle cattedre dei docenti ha previsto l'abolizione delle "ore di non insegnamento", cosi definite dalla Ministra Gelmini quasi a far capire che erano ore di dolce far niente e non ore di attività culturali ed educative diverse dalla tradizionale lezione frontale. I docenti, principalmente di Lettere e che in tali ore avevano tra l'altro svolto attività nelle mense (attività non solo di sorveglianza, ma anche di valenza educativa rilevante) non sono più presenti e il servizio diventa, conseguentemente, irrealizzabile.
Per fortuna a Savona è intervenuta la Fondazione "A. De Mari" facendosi carico del servizio, che sarà prestato peraltro da personale non docente estraneo alla scuola. Che un ente privato debba intervenire per assicurare il regolare svolgimento di attività del tempo scuola per allievi della scuola dell'obbligo statale, è veramente qualcosa di incredibile ed inconciliabile con l'art. 34 della Costituzione che sancisce l'impegno dello Stato, e non dei privati, a fornire a tutti i cittadini l'istruzione inferiore per almeno otto anni, obbligatoria e gratuita. Tutto ciò avviene mentre i trasferimenti statali degli Enti locali diminuiscono progressivamente riducendo la loro possibilità di intervento (in materia peraltro non di propria diretta competenza).
Ad altro momento rinviamo qualche riflessione sulla utilizzazione dei cospicui "tesoretti" che anche gli Enti Locali ogni tanto scoprono nelle pieghe dei loro bilanci. Forse sarebbe tempo di rifiutarsi a farsi partecipi, nel pensare e nell'agire, della logica dell'immagine, dell'apparenza, del facile consenso, nell'interesse delle tante persone che agli eventi sensazionali forse partecipa, ma confusi e preoccupati dalla serie di difficoltà e incertezze quotidiane.

Sostegno
I tagli al personale di sostegno ci sono e i loro effetti si combinano con l'aumento degli allievi per classe e l'introduzione del maestro prevalente. Nella realtà savonese: classi con un numero di allievi incompatibile con un'attività educativa di qualità (un esempio tra tanti: nelle scuole elementari "G. Mazzini" di Villapiana si hanno classi con 29 alunni); sostegno con orari incongruenti rispetto alla richiesta, anche in classi con più allievi portatori di handicap, e sostanziale scomparse delle compresenze. Rimandiamo ad altro momento il problema della adeguatezza della aule rispetto alle norme di sicurezza.

Materie alternative
Con la riformulazione delle cattedre risulterà del tutto impossibile avere docenti per la materia alternativa. L'insegnamento della religione confessionale cattolica è garantita, ma l'insegnamento della materia alternativa, istituita contestualmente alla prima, è resa irrealizzabile per gli studenti che, come previsto dalla normativa vigente, opteranno per non avvalersi dell'insegnamento dei docenti, tutelati, garantiti e forniti dalla Curia ma pagati dallo Stato.

Corsi serali
La Ministra non ha detto di volerli abolire, ma ha tentato di farlo assegnando docenti in numero tale da renderne impossibile il funzionamento. A Savona solo la forte volontà e la capacità organizzativa dei capi di istituto e dei docenti potranno evitare l'estinzione di questa realtà, espressione di civiltà e di democrazia. Si è rischiato di non avviare classi prime sancendo così la fine di questa esperienza; si è addirittura rischiato di dover dire a studenti che avevano positivamente frequentato più anni di scuola: "Scusate, la lotta dei precari della scuola abbiamo sbagliato, si chiude; d'altronde ci sono sul mercato scuole private e corsi "fai da te" che vi aspettano a braccia aperte!".
Avremo, se la proposta delle scuole sarà approvata, pluriclassi con studenti di indirizzi diversi, materie comuni e materie specifiche. Appare superfluo evidenziare difficoltà e disagi per studenti e docenti, ma comunque ad oggi è la migliore soluzione possibile, anche se ancora in discussione. Questa la situazione nella Provincia di Savona, con danni già esistenti per la qualità del servizio e situazioni ancora in sospeso.

Continuare a prestare vigile attenzione al problema e alle diverse situazioni che si verificheranno nel tempo è, oltre che un legittimo interesse, un dovere civico non solo per operatori, studenti e famiglie, ma anche per tutti i cittadini poichè la funzionalità e la qualità della scuola pubblica sono il presupposto basilare della crescita e del benessere di ogni collettività.

GIULIANA CORNETTI
Segreteria provinciale Rifondazione Comunista

Savona - 24 Settembre 2009