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RIFONDAZIONE VERSO LE ELEZIONI COMUNALI DI SAVONA
UNA POLITICA DISCONTINUA CON IL PASSATO
Lunedì
10 ottobre il Comitato politico federale del Partito ha approvato il
documento presentato dalla Segreteria provinciale che dà mandato alla
futura delegazione trattante di ricercare un terreno di dialogo politico
con le altre forze del centrosinistra in vista della tornata elettorale
amministrativa di primavera.
La discussione ha visto in campo tre ordini del giorno presentati dalla
maggioranza della federazione - espressa dalla Segreteria federale - ,
dalla mozione 2 "Essere comunisti" e dalla mozione 3 "Per un Progetto
Comunista".
Gli ordini del giorno sono stati illustrati da Franco Zunino per la
maggioranza, da Marco Sferini per "Essere comunisti" e da Patrizia
Turchi per "Progetto Comunista". Dalla lettura dei documenti potrete
trovare posizioni molto simili sul dialogo con il centrosinistra tra il
primo e il secondo documento: differenza sostanziale è una valutazione
profondamente critica dell'operato del centrosinistra savonese in
continuità con la precedente giunta Gervasio e al fianco dei poteri
economici e affaristici della Città. Il primo documento rappresenta, pur
criticamente, il percorso da attuare per l'abboccamento con le forze
dell'Unione.
Diversa l'impostazione del documento presentato da Patrizia Turchi che,
operando una critica di merito nella rappresentanza degli interessi
dell'amministrazione comunale savonese e nelle priorità che essa ha dato
per un "non sviluppo" della Città nelle sue parti più strettamente
legate al sociale e ai quartieri, ha proposto al Partito una linea di
condotta di dialogo con le forze della sinistra "di alternativa"
all'attuale corso del "ruggerismo".
La votazione ha visto prevalere il documento della Segreteria
provinciale con 29 voti, mentre il documento presentato da Marco Sferini
ha ottenuto 3 voti e quello presentato da Patrizia Turchi ne ha ottenuti
12.
Pubblichiamo di seguito i testi degli ordini del giorno.
Documento presentato dalla Segreteria provinciale - approvato
Il Comitato Politico Federale, a seguito della discussione tenutasi a
riguardo della prossime elezioni comunali a Savona, ritiene che il
Partito debba procedere con queste modalità:
1. aggiornare le proprie linee programmatiche, essenzialmente attraverso
una proposta da presentarsi al più presto al Comitato Politico Federale
da parte della Commissione Enti Locali, partendo dalla base costituita
dal programma presentato nelle scorse elezioni comunali del 2002 e
condiviso da tutto il Partito;
2. procedere agli incontri con le forze del Centrosinistra per
verificare se esistono o meno le condizioni politico-programmatiche per
un accordo, tenuto conto delle posizioni espresse in questi sette anni
di giusta collocazione all'opposizione.
La delegazione trattante, composta dalla Segreteria e dal Capogruppo
comunale, riferirà al Comitato Politico Federale l'andamento degli
incontri. Al CPF, naturalmente, spetta ogni decisione finale;
4. verificare, aldilà della scelta finale, la possibilità di costituire
attorno al PRC posizioni politico-programatiche condivise da un'area più
vasta di sinistra d'alternativa.
Documento della Mozione 2 "Essere comunisti"
Presentato da Simone Anselmo, Claudio Manzieri, Felice Nicoletti,
Marco Sferini - respinto
I compagni del PRC che hanno aderito alla mozione congressuale n° 2
presentata dall'area "Essere Comunisti", reputano che non si debba
ritenere scontata l'adesione del Partito della Rifondazione Comunista
alla coalizione del Centrosinistra per il rinnovo del Consiglio Comunale
di Savona. Anzi chiedono che non si vincoli il Partito a scelte senza
prima verificare le convergenze programmatiche: ciò in controtendenza
rispetto alla scelta nazionale, essendo obiettivamente diversa la
situazione del Comune di Savona.
La decisione nasce dalla convinzione che la politica delle maggioranze
che hanno guidato il Comune negli ultimi anni hanno portato ad una
situazione di peggioramento delle condizioni di vita della popolazione
savonese dove gli unici sforzi di governo sono stati concentrati
dell'ambito di opere non certo indirizzate al miglioramento della
"qualità della vita" e alla formazione di consolidati posti di lavoro.
Queste politiche hanno contraddistinto il "filo comune" che ha
attraversato l'operato di maggioranze sia di sinistra sia di destra,
compreso quella che ci vedeva presenti, ma dalla quale siamo usciti, che
hanno avuto come unico scopo favorire interessi ristretti, di grande
impatto negativo sulla città.
Per ipotizzare una nostra partecipazione ad una maggioranza di
centrosinistra deve essere chiara la volontà di rivedere le scelte già
compiute, non ritenendo sufficiente decidere di non partecipare alle
decisioni o astenerci sugli agli atti ad essi riferiti quando sono in
contrasto con convergenze programmatiche su equità sociale, sviluppo
del territorio, creazione di posti di lavoro.
È impossibile sintetizzare tutti i campi dove necessita intervenire con
idee innovative per invertire la tendenza negativa. In molti casi
basterebbe accogliere quanto in altri Enti stiamo positivamente
costruendo (vedere a proposito la gestione dei rifiuti). In altri
aggiornare idee che in passato hanno portato Savona ad essere esempio a
livello nazionale (assistenza domiciliare agli anziani, asili nidi,
partecipazione) e, ancora, in altri "inventare" soluzioni compatibili
con la città per realizzare opportunità lavorative stabili e dignitose
utilizzando spazi come l'area ex Metalmetron o rivedendo l'utilizzo di
aree, vedi ex Italsider, per rilanciare il porto anziché soffocarlo. In
ulteriori altri settori avere il coraggio di rinunciare a opere
evanescenti per realizzare interventi concreti soprattutto in ambito
edilizio-infrastrutturale (perché Genova si batte per il secondo valico
e Savona, che l'ha già, non ne chiede il potenziamento?) e di
valorizzazione del patrimonio abitativo esistente e sua collocazione
equa.
L'alternativa al posizionamento all'interno dell'Unione non sarebbe
certo politicamente una vittoria perchè non avrebbe sbocchi concreti in
quanto la sinistra alternativa non riuscirà a catalizzare sufficiente
interesse. La nostra ipotetica adesione non riuscirebbe a creare un polo
vincente. Pertanto se ogni nostro sforzo deve essere indirizzato al
raggiungimento di un'intesa su punti programmatici forti, innovativi e
condivisi dalla gente, chiediamo che il CPF di Savona del Partito faccia
proprio questo documento vincolando gli organismi dirigenti a operare
opportunamente su una condizione minima per effettuare un accordo con il
Centrosinistra savonese: realizzare le convergenze su un programma
innovativo e di assoluta discontinuità rispetto a quanto portato avanti
dalle varie amministrazioni che si sono succedute nel governo della
città.
La
questione politico-amministrativa di Savona
Documento presentato da Patrizia Turchi - respinto
La questione politico amministrativa di Savona, nella sua evoluzione
extra-decennale e nella prospettiva elettorale, data dalle prossime
elezioni comunali, ha seguito - in modo locale - l'involuzione del
quadro nazionale.
La concentrazione dei poteri, l'oligarchia politica, la questione
morale, lo spostamento della rappresentanza politica di base a favore
della sovrapposizione -sino alla coincidenza- con i poteri forti
(imprenditoriali, finanziari, ecc.) trova nella storia savonese una
esemplificazione davvero esemplare.
Il processo di depauperamento della Città, a fronte di uno
smantellamento dello stesso concetto di programmazione politica ad uso
collettivo -persino in una minima accezione foss'anche riformista o di
"compatibilità"- tocca ormai spazi anche solo inimmaginabili sino a
ieri: l'impoverimento culturale, sociale, economico, si accompagna anche
ad una scelta politica precisa (per altro rimandabile ad un indirizzo
nazionale che ha ormai connotati sempre più egemoni, senza possibilità
di contraddittorio nella sua rappresentazione bi-polare) della
trasformazione della res publica in azienda, che di questa assume
persino le connotazioni strutturali liberiste e le dinamiche di
premianza.
La vicenda delle regionali (e della decadenza/dimissione del Sindaco)
aveva già ulteriormente compromesso una minima e necessaria
"presentabilità" politica da parte della maggioranza di centrosinistra
che governa la Città. Le successive evoluzioni ci consegnano un quadro
segnato, logicamente conseguente e prodromico alla sua continuità.
La nostra politica in Comune a Savona è stata, in questi lunghi anni,
assolutamente coerente con un progetto di opposizione alle politiche
proposte. Negli anni, le motivazioni che ci hanno fatto scegliere questa
collocazione si sono via via più rafforzate, bene al di là di una
visione pregiudizialmente contraria a qualunque tipo di accordo con il
centrosinistra. Pensiamo alle privatizzazioni avviate, alle
esternalizzazioni effettuate, alle speculazioni miliardarie, alle
neonate società per azioni nel campo dei servizi pubblici essenziali,
alla programmazione urbanistica mancata, ai servizi sociali ridotti a
fronte del ricorso sempre maggiore a servizi esterni, al prelievo
fiscale generalizzato, alla assoluta insignificanza dell'elaborazione e
delle funzioni politico-ammistrative delle assemblee elettive, siano
queste comunale o circoscrizionali.
Nel contempo, in modo maggiore che nel 2002, si stanno rafforzando in
Città una serie di iniziative e di prese di posizioni assai nette, che,
come forza politica, debbono porci una riflessione sul prosieguo
coerente del nostro ruolo.
Se infatti forze, aree, raggruppamenti di opinione e singoli ritengono
che il quadro politico-programmatico delineato dal centrosinistra
savonese risulta in sostanziale continuità con quanto sinora espresso
dalla maggioranza uscente, questo rappresenta per il nostro Partito non
solo la conferma della giustezza della nostra collocazione ma anche un
ulteriore stimolo per proseguire ed ampliare una politica di opposizione
a questo stato di cose.
Ecco perché il CPF ritiene doveroso per la nostra forza politica
proporsi come catalizzatore di questo processo di riflessione politica
cittadina -assai preziosa- che proceda verso un impianto programmatico
radicalmente alternativo.
La possibilità per il PRC di essere forza egemone, riconosciuta e
credibile trova, più che in passato, uno spazio straordinario che deve
vedere tutto il Partito impegnato per un progetto politico coerente,
autonomo ed indipendente che si esplicita nella capacità di dialogo e di
aggregazione con tutta la sinistra critica per la presentazione di un
raggruppamento politico alternativo al centrosinistra da sottoporre alla
consultazione elettorale del 2006.
Savona, 10 ottobre 2005
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