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I COMUNISTI NEL GIRONE DEGLI IGNAVI?
L'inizio
del 2006 trascina con sè una polemica tutta savonese. Il 27 dicembre
scorso, quando ancora eravamo nel 2005, compare sui giornali locali una
dichiarazione di Franco Astengo (nella foto accanto), demiurgo
dell'Associazione "A Sinistra per Savona". In poche parole si dice in
modo molto esplicito: "Quando si tenta di occupare forzatamente
posizioni di potere in situazioni che non lo consentono oggettivamente
sul piano politico, si fa mancare una voce critica e ci si limita
all'ignavia" (---) "Dovrebbe servire da lezione: meglio la chiarezza
dell'opposizione, che falsi accordi destinati soltanto a ritagliare
spazi che non disturbino il manovratore".
Astengo si riferisce all'interlocuzione che Rifondazione Comunista ha
avviato con le altre forze del centrosinistra per verificare se esistano
oppure no delle rilevanti basi di intesa tra soggetti politici che, in
Comune a Savona, si sono trovati per otto anni in posizioni
contrapposte: ulivisti al governo della città, Rifondazione Comunista
all'opposizione. Ci si dice che sarebbe meglio rimanere all'opposizione
in una fase di aperta chiarezza che non stipulare degli accordi falsi
che sarebbero destinati all'acquisizione di un proprio recinto di
potere. Zuccherino questo dato dal manovratore a Rifondazione Comunista
per farla vivere in una felice "pax sensorum" della politica e agire
così indisturbato.
Gli amici e i compagni di "A Sinistra per Savona" mi permetteranno di
dire che trovo ingeneroso un giudizio così forte verso una forza
politica, quale Rifondazione Comunista, che per tutti questi anni, molto
spesso in piena solitudine, si è battuta con tenacia dai banchi del
Consiglio comunale contro quell'arroganza del potere, anche sorda e
muta, di cui ora veniamo accusati di essere come "servi sciocchi".
La discussione interna al PRC in merito alle elezioni comunali, ed al
percorso da intraprendere in merito, non è stata semplice nè breve. Non
credo che sia neppure terminata, anche nella sua fase primordiale:
personalmente ho espresso forti critiche e perplessità circa una
concretazione di un rinnovato rapporto tra noi comunisti e il
centrosinistra savonese. Ad oggi, lo voglio ancora ripetere, vedo pochi
spazi di manovra che possano condurci ad una felice soluzione, quindi ad
una intesa programmatica forte, evidente e decisa. Non siamo alla
ricerca di un mero accordo tecnico o, se anche politico, fatto di scambi
e di contrattazioni da manuale Cencelli.
In questo frangente tutto il Partito della Rifondazione Comunista è
impegnato per mandare a soluzione un'intesa che sia davvero foriera di
nuovi elementi in seno ad un governo nuovo della Città. Se una buona
intenzione viene, in modo del tutto aprioristico, tacciata di essere la
maschera per un comportamento per l'appunto da "ignave", temo si possa
porre uno steccato proprio tra quella sinistra di alternativa che Savona
esprime e che, come possiamo vedere, non è univoca, ma che si
differenzia per culture, strategie e impostazioni di programma.
Le parole dell'amico Franco Astengo mi sembra conducano ad una ulteriore
frattura, invece di ricercare il dialogo proprio con quella Rifondazione
Comunista che ieri, ed oggi ancora, rappresenta in Comune (insieme agli
amici di "Noi per Savona"), l'unica opposizione non preconcetta o legata
a impostazioni di cadenza nazionale, ma semmai tutta volta a ricercare
veramente lo sviluppo migliore di Savona e del suo tessuto sociale,
urbano e ambientale.
In questi anni, nel corso delle due amministrazioni sotto la guida di
Carlo Ruggeri, Rifondazione Comunista ha fatto la voce grossa in
numerosissime occasioni: prima fra tutte la questione di Orsa 2000 e del
progetto di riconversione del porto industriale e commerciale a porto
turistico. Il nostro sostegno ai comitati cittadini, sorti
spontaneamente in molte zone del territorio di Savona, è stato pressochè
unanime e costante nel tempo.
Può essere, certamente, che alcune volte anche noi ci si sia comportati
con l'estremità del dogmatismo, affezionati ai nostri princìpi, alle
nostre priorità sociali. Ma non credo affatto che, tra tutte le accuse
che si possono muovere a posteriori, quella dell'indolenza o
dell'accondiscendenza al "potere" sia la più giusta da muovere verso il
PRC. Anzi, credo sia una accusa profondamente legata ad uno specifico, e
comprensibile, interesse di "movimento", o di "partito" ormai.
E' chiaro che la costituzione in lista civica di "A Sinistra per Savona"
è cosa che riguarderà le settimane a venire. E' del tutto legittimo,
dunque, che i compagni e gli amici della nuova associazione,
prossimamente movimento politico, vogliano e cerchino uno spazio per far
sentire la loro voce.
Ciò che spiace è che questo legittimo bisogno lo si ricerchi a scapito
non degli avversari, ma mostrando un accanimento nei confronti dei
comunisti che, davvero, non aiuta né la sinistra savonese nel suo
insieme, nè tanto meno - nello specifico - la stessa associazione di
Franco Astengo.
Sono fra quei compagni che, come dicevo all'inizio, ha criticato una
determinata impostazione di strategia scelta dal mio Partito. Ma rimango
convinto che il dialogo sia il fondamento di un lento lavoro di
reciproca comprensione e che, proprio dal dialogo, possano nascere
inaspettati svolgimenti di nuove intenzioni politiche. E' quella che amo
chiamare "incisività politica". E' lo scopo di un partito, ancor di più
se questo partito è, come Rifondazione, un partito comunista.
Ho avuto modo di accorgermi di persona quanto il PRC sia fomentatore di
pruriti all'interno del centrosinistra, quanto dia noia la sua
cocciutaggine in materia ambientale ad esempio. Ebbene, se non ci
fossimo forse determinate questioni e problematiche non avrebbero
trovato una via "a sinistra" nella loro soluzione di rispetto di tutti:
dall'ambiente alle persone, evitando di passare per pericolosi sentieri
di interessi legati ai soliti potentati economici che sono all'ombra di
ogni campanile di torre civica o di chiesa.
Nel mantenere un giudizio critico circa lo stato dell'arte politica
savonese e, lo ripeto, della fattibilità di un accordo, i compagni della
mozione "Essere comunisti" hanno fatto delle proposte concrete nella
fase di elaborazione del programma. Queste proposte sono state recepite
dal Partito. Per ciò siamo soddisfatti del testo di richieste che
facciamo alla politica savonese e delle proposte che esponiamo ai
cittadini.
L'invito che facciamo agli amici e ai compagni di "A Sinistra per
Savona" è di camminare insieme, adoperando sempre quel senso critico che
permetta a noi e loro di saperci sempre rendere autonomi, immuni dalle
sindromi da "potere" acquisito o quasi, vedendo in esso un fine e non un
mero mezzo di lavoro per la nostra comunità. Può essere questa la via di
un dialogo serrato, anche lessicalmente forte, ma rispettoso della
realtà dei fatti: e i fatti dicono il contrario riguardo all'accusa di
ignavia che ci è stata rivolta.
MARCO SFERINI
3 gennaio 2006
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