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IL
COMITATO FEDERALE DICE SI' ALL'ALLEANZA CON L'UNIONE.
BERRUTI CANDIDATO SINDACO ANCHE DI RIFONDAZIONE
Il
Comitato politico federale del Partito ha approvato la linea tracciata
dal Segretario Franco Zunino: Rifondazione Comunista entra così a far
parte a pieno titolo della coalizione di centrosinistra che, alle
prossime elezioni comunali savonesi, sosterrà Federico Berruti quale
candidato sindaco della città.
Una scelta che chiude con il passato di opposizione alle amministrazioni
di centrosinistra guidate da Carlo Ruggeri e che apre un nuovo scenario
nel contesto cittadino.
Nell'introdurre il tema dell'accordo e nel commentare i risultati
ottenuti sul programma di coalizione, il segretario di Rifondazione
evidenzia una decina di importanti punti su cui ha certamente inciso la
presenza del PRC nel corso degli incontri avvenuti in fase di
trattativa.
Tra questi punti si possono citare lo stop definitivo ad una eventuale
edificazione di un inceneritore nel comune di Savona. Una affermazione
che deriva, con sicurezza, dalla decisa volontà della coalizione di
chiudere definitivamente la discarica di Cima Montà entro il 2007. Il
programma, su richiesta di Rifondazione, mostra attenzione alle
tematiche dell'immigrazione e della pace, pur non soffermandosi molto su
queste problematiche. Nel complesso, dunque, viene giudicato un testo su
cui poter iniziare la nuova avventura, o meglio la nuova esperienza che
Rifondazione Comunista si accinge a fare a Savona: entrare a far parte
del governo della città.
E' un punto questo che suscita parecchie perplessità all'interno del
parlamentino savonese del Partito: Claudio Manzieri della mozione 2
"Essere comunisti" riconosce al programma una spinta positiva, anche fin
troppo dedita alle buone intenzioni, ma notevolmente priva di quella
necessaria definizione pragmatica che deve accompagnare le intenzioni e
concretarle in punti precisi e di fattibile realizzazione nel contesto
cittadino. "Mi sembra - dice Manzieri, parlando a nome di tutta la
mozione 2 - che il programma di Berruti sia un bel libro dei sogni, una
sorta di libro "Cuore" che ci facevano studiare da bambini, ricco di
valori positivi che abbiamo poi scoperto, da grandi, non essere quello
che ci volevano far credere. I contenuti del programma sono
apprezzabili, ma non si intravede il terreno di crescita necessario per
una trasposizione in termini reali di tutte queste buone intenzioni.
Certo, in tutto questo contesto conterà la presenza istituzionale del
nostro Partito: in giunta e tra i banchi del Consiglio comunale. Una
presenza che, per ottenere ciò che il Partito ha chiesto, non potrà non
essere che qualificata e forte e non di pura testimonianza.". Un
giudizio critico, dunque, che però non boccia l'approccio unitario di
Rifondazione Comunista con la coalizione unionista.
Marcello Duce di " AMR Progetto Comunista", invece, chiarisce da subito
che il voto dei compagni della mozione 3 sarà un deciso "no" all'accordo
con il centrosinistra. "Il programma può anche essere visto in chiave
positiva, ma quello che mi domando - afferma Duce - è quale humus vi sia
dietro, su quale terreno possa crescere questo carnet di buone volontà.
Voglio dire - ripete - che i programmi sono sempre scritti con un fare
propositivo, ma poi questi testi vengono messi in pratica da persone e i
condizionamenti politici sono molti.". Nessuna possibilità dunque,
secondo i compagni della mozione 3, di una intesa tra il PRC e le altre
forze dell'Unione.
Una posizione che Giorgio Barisone, esponente dell'ala ferrandiana, non
fa propria: "Vorrei qui poter affermare, come ho sempre fatto, la
divisione tra la mia appartenenza di area politica e il giudizio su
questioni locali e di più stretto ambito savonese.". Una premessa che fa
subito capire a tutti che Barisone non voterà contro il programma e
l'accordo: "Il mio - dice - sarà un voto di astensione. Anche io vedo
nel testo il 'libro dei sogni' già citato, tuttavia non si può non
riconoscere che un'intenzione complessiva di cambiamento traspare,
certamente anche grazie all'opera del nostro Partito.".
Diverso ancora il giudizio di Jorg Costantino: "Il programma di Berruti
è la sintesi di una serie di proposte fatte dalle forze politiche del
centrosinistra e da noi di Rifondazione. Il testo non è né vago, né un
'libro dei sogni', ma recepisce indicazioni importanti che provengono
dal programma stilato da noi. Cambiare rotta nell'amministrazione di
Savona è concretamente possibile se il nostro Partito si inserisce in
questo frangente nel contesto che si è creato con la candidatura di
Federico Berruti a sindaco di Savona.".
Dopo la discussione si passa, dunque, al momento topico: la votazione.
La mozione 2 e parte della mozione 3 si astengono (6 voti in tutto), il
resto della mozione 3 vota contro (7 voti), la maggioranza del Comitato
politico federale, 23 voti, approva dunque l'accordo con il centrosinistra e il
programma di Berruti.
Ora la palla passa nuovamente alla delegazione trattante che si
incontrerà presto con le forze dell'Unione e con Berruti per dare avvio
alla corsa per Palazzo Sisto.
La Redazione del sito
28 febbraio 2006
Riceviamo e pubblichiamo questa precisazione del compagno Claudio
Manzieri
Non ho
mai gradito dovermi astenere in una votazione, perché alla fine di un
percorso politico dovrebbero essere strati sviscerati tutti gli elementi
per poter scegliere una posizione tra quelle proposte. Nella votazione
del CPF sul programma, quindi sulla decisione su come schierarsi nelle
elezioni amministrative savonesi, ho assunto tale posizione perché tutta
la vicenda si è svolta in una maniera diversa rispetto a quello che
avrei voluto.
Dopo il Congresso del Partito dello scorso anno, la Federazione di
Savona ha trovato degli assetti interni che hanno obbligato il dibattito
politico sul terreno dello scontro frontale tra le varie anime, che solo
formalmente si richiamano alle mozioni nazionali. In pratica c’e stata
una “resa dei conti” che ha coinvolto molti compagni che hanno cercato
di prevalere gli uni sugli altri utilizzando una distorta applicazione
del concetto di democrazia, ove l’essere maggioranza vuole dire
annullare chi si ritiene non sia d’accordo. Il dibattito interno, invece
di arricchire il Partito, lo ha fatto implodere nelle sue contraddizioni
emotive più “basse”.
La questione del Comune di Savona ha dimostrato che tale scelta è stata
suicida: dal PRC ci si attendeva venisse la proposta di una nuova
politica per la nostra città, un’inversione di tendenza rispetto alla
gestione Ruggeri, che è stata fallimentare e poco rispettosa delle
esigenze della popolazione, macroscopica la sua strafottente decisione
di non dimettersi e lasciare languire per più di un anno la gestione
della cosa pubblica senza una guida adeguata.
Il compito che dovevamo svolgere era quello di catalizzare sulle nostre
idee e sulle nostre proposte coloro che ruotano nell’ambito della
sinistra che si è autodefinita “critica”, i non schierati, i militanti
in altre formazioni politiche di opposizione e quanti, pur militando
nell’attuale maggioranza, sentissero al necessità di cambiare la
politica fin qui perseguita, per definire un programma innovativo,
all’interno dello schieramento di centrosinistra. Un compito
impossibile? A parer mio no, molto, molto arduo, ma non impossibile.
Tutto ciò non è stato fatto, impegnati nelle nostre questioni interne,
mai state così pubbliche, abbiamo lasciato che coloro che avremmo dovuto
coinvolgere ci dileggiassero ingenerosamente, abbiamo perso “pezzi
pregiati” del Partito ed accettato un accordo poco convincente: anche
chi ha votato a favore, non ha manifestato alcun entusiasmo nel farlo.
Il programma: l’unica presa di posizione certa è che non si farà
l’inceneritore dei rifiuti. Tutti gli altri punti sono vaghi ed espressi
con aggettivi “possibilitativi”, belli, certamente ben scritti,
passeggiate pedonali, sensibilità verso le istanze del giovani, dello
sport, dell’ambiente… in 24 pagine nulla da criticare, forse solo quando
si parla di assistenza agli anziani, il riferimento alle forze private
stona con la necessità che la collettività si faccia carico di chi ci ha
preceduto, ma le questioni che hanno caratterizzato la nostra
opposizione in questi anni non sono mai citate, sul PUC ci sono solo
frasi generiche di volontà di ridiscussione delle parti più controverse,
un impegno formale affinché la gestione delle acque resti pubblica: poco
per essere accettato, non così negativo da essere respinto.
Per trasformare questo “libro dei sogni” in concrete opportunità,
dovremmo aver un Partito coeso, ben rappresentato sia in Consiglio sia
in Giunta da compagni capaci, con alte competenze specifiche, supportati
da una vigilanza costante e agguerrita dalla base, con circoli attenti e
propositivi. Un Partito sfilacciato e intimamente rissoso, dove contano
più le mozioni che i circoli, riuscirà a generare ciò? Questa è
l’improba scommessa che dobbiamo vincere, per non trasformare in una
disfatta la decisine assunta a maggioranza dal Comitato Politico
Federale.
CLAUDIO MANZIERI
1° marzo 2006
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