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CARCERE ASFISSIANTE
Rifondazione Comunista solidale con la protesta dei detenuti del carcere S. Agostino di Savona dove il caldo e l'umidità nelle celle rendono insopportabile la reclusione

COMUNICATO STAMPA
A seguito delle giuste proteste dei detenuti del S. Agostino di Savona in merito alle condizioni disumane di vita in questa fatiscente struttura il Partito della Rifondazione Comunista ha attivato tutti i possibili livelli di intervento.

In particolare sono state presentate immediate interpellanze in Regione, Provincia e Comune ed in Parlamento dal deputato ligure Sergio Olivieri che proprio lunedì scorso ha iniziato (con una delegazione del partito composta dal consigliere regionale Marco Nesci e dal responsabile settore carceri Giorgio Barisone) da La Spezia il giro di visite presso tutti i carceri della nostra regione (lunedì prossimo sarà la volta di Marassi e Pontedecimo) e che sarà entro breve anche a Savona per constatare di persona le condizioni dei detenuti della nostra casa circondariale.

E’ necessario un intervento d’urgenza ma anche di umanità per far subito fronte a questa pena suppletiva che vivono quotidianamente i carcerati del S. Agostino, anche e soprattutto per venire incontro ad una richiesta formulata nel migliore dei modi civili e nonviolenti dai tanti firmatari detenuti.

Siamo certi che se si vorrà ricercare, con attenzione ma con celerità, una soluzione giusta si troverà.

MARCO RAVERA - Segreteria regionale ligure del PRC

GIORGIO BARISONE - Responsablie del Settore carceri PRC



Testo di interpellanza presentata in data odierna dal deputato
del PRC SERGIO OLIVIERI


Apprendo dai quotidiani odierni che presso la casa circondariale S. Agostino di Piazza Monticello a Savona è in corso una civile protesta dei detenuti per l’assoluta invivibilità della struttura fatiscente come più volte denunciato dai tanti colleghi, non solo del mio gruppo, che hanno visitato periodicamente questo carcere.
La protesta riguarda in particolare il problema che l’ondata di forte calore che ha colpito tutto il paese rende impossibile la sopportazione del tasso di umidità in celle di pochi metri quadrati con la presenza di 7/8 detenuti per cella rinchiusi per oltre 20 ore al giorno in spazi angusti e, la notte, col blindo delle stesse celle chiuso; la situazione viene aggravata dall’angustità delle “finestre” che sono alte e sottili impedendo la circolazione dell’aria.
In particolar modo la situazione è totalmente insopportabile per i cosiddetti “semiliberi” che sono ospitati per la notte in celle sotteranee senza finestre.
La giusta richiesta dei detenuti di poter dormire col blindo aperto, essendo comunque le porte delle celle dotate di pesanti cancellate in ferro, non è stata ad oggi accolta e pare che lo sarà solo per il mese di agosto..
Non si capisce la ratio di tale impostazione e, nel contempo è doveroso segnalare anche come sia diverso il trattamento dei detenuti a seconda del carcere ove hanno la sorte di capitare, anche in merito all’uso delle docce in quanto essendone le celle sprovviste a Savona si può accedere al locale doccia solo due volte la settimana mentre a Spezia, giustamente, 1-2 volte al giorno.
Con la presente, visti i lontanissimi tempi in cui sarà realizzato il previsto nuovo carcere di Savona, si chiede di sapere come il Ministro intenda intervenire per far cessare l’applicazione di tale pena suppletiva ai detenuti.

Luglio 2006