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UN CORO DI NO AL PROGETTO FUKSAS

La zona della MargonaraNella calda estate in cui Savona ha visto il grattacielo Bofill prendere forma, l'Italsider abbattuta per far spazio al Crescent, è stato soprattutto il progetto della Margonara a continuare a suscitare polemiche.
Tra chi è affascinato dall'alta torre-faro di Fuksas e chi invece la considera un ecomostro si sta a tutt'oggi consumando un'aspra battaglia che sembra essere entrata nel vivo proprio negli ultimi mesi.
Lo scorso agosto sullo scoglio della Madonnetta è addirittura approdata la Goletta Verde di Legambiente, che, ha ribadito il no al contestato nuovo avveniristico approdo tra Savona e Albissola, nonché a nuove cementificazioni del litorale ligure che riguardano anche molti altri siti della nostra provincia.
La nave che da oltre vent'anni solca il nostro Mediterraneo alla caccia di mare inquinato, abusi edilizi e disastri ambientali, ha gettato l'ancora proprio in quello che dovrebbe diventare l'ennesimo porticciolo turistico della nostra regione tra l'entusiasmo dei numerosi savonesi che si oppongono al progetto. "Siamo felicissimi per questa iniziativa - ha affermato Maria Giuliano presidente del circolo Madonnetta e del comitato per la tutela dell'intera area - speriamo aiuti la nostra battaglia: opporsi a questo scempio significa soprattutto essere ambientalisti e savonesi". "Basta con gli scempi ambientali e le colate di cemento lungo la fascia costiera ligure" ha fatto eco Legambiente riassumendo questi concetti nello striscione "Giù le mani dalla costa" innalzato dagli attivisti di Goletta Verde, durante il loro blitz savonese.
"Questo è il nostro messaggio chiaro che vogliamo mandare a tutti -ha esordito Santo Grammatico, portavoce di Goletta Verde - Margonara è l'esempio lampante di come questa ossessiva ricerca di nuovi posti barca, ammesso che servano realmente, comporti soprattutto enormi colate di cemento con progetti edilizi dalle cubature enormi".
"Sarebbero inoltre molto gravi le conseguenze per gli ecosistemi marini che colonizzano i fondali della Margonara - ha aggiunto; - questo tratto di mare ospita alcune tra le più ricche praterie di posidonia minacciate dalla messa in opera della nuova diga prevista dal progetto". Il portavoce di Legambiente ha poi ricordato altri siti della provincia interessati da progetti di porti turistici realizzati o da realizzare dalla Marina di Varazze a Pietra dove il Comune ha recentemente emesso una richiesta di concessione demaniale da parte della società Cantieri navali Rodriguez di Messina per costruire e gestire un porto turistico -non compreso nel P.T. Costa - per 140.000 mq complessivi. Citato anche il caso del porto turistico tra Noli e Spotorno che danneggerebbe gravemente le praterie di posidonia oceanica, ma che attualmente è bloccato. Infine ricordati altri interventi quali Alassio, Borghetto e Loano.
Tornando a Margonara, Giancarlo Onnis, responsabile del circolo di Legambiente Chico Mendes di Savona ha sottolineato che non sono neppure da sottovalutare i rischi di dissesto idrogeologico sul bacino del Rio Termine, né quelli di viabilità connessi all'ipotizzato insediamento residenziale. Anche l'Arci, già critica verso le recenti scelte urbanistiche della città ed il legame, ritenuto eccessivo, tra l'amministrazione pubblica e i privati, ha fatto sentire la propria voce di dissenso. Sempre in occasione dell'approdo di Goletta Verde, si è infatti registrata anche la durissima posizione di Giovanni Durante, presidente provinciale dell'associazione che ha definito il progetto "edilizia da dopoguerra", "finto progresso" e si è scagliato senza mezzi termini contro il grattacielo ipotizzato da Fuksas.
Secco no anche dai Verdi, rappresentati da Gabriello Castellazzi che ha invitato a ripensare le nostre coste secondo un equilibrio sostenibile, indice di vero progresso.

MARCO GERVINO, da "Il Letimbro"