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IL NOSTRO "NO" DEFINITIVO ALLA MARGONARA
La
Direzione provinciale del Partito, riunitasi nel pomeriggio del 26
gennaio, ha approvato all’unanimità la proposta avanzata dal
Segretario Marco Ravera in merito al porticciolo della Margonara.
Pubblichiamo di seguito il testo del comunicato inviato agli organi di
stampa:
"Il progetto della Margonara presentato dall’architetto Fuksas, pur
raccogliendo in parte le prescrizioni emerse dalla Conferenza dei Servizi
tenutasi il 19 Ottobre 2005, non elimina di fatto i problemi legati alla
costruzione di un porticciolo turistico in un sito estremamente delicato.
Un progetto che noi, pur rispettando l’operato dell’architetto, avversiamo
per molti motivi. Siamo infatti convinti che creare un porto turistico
all’imbocco del porto commerciale sia in contrasto con l’utilizzo del
porto stesso. Esiste poi, come noto, un serio problema ambientale. Il
porticciolo andrebbe a devastare una delle poche aree non sfruttate della
nostra costa e inciderebbe pesantemente su un sito che ha un profondo
significato per gli stessi abitanti, basti pensare al legame con lo
scoglio della “Madonnetta”. Bisogna inoltre sottolineare che oltre ai
problemi commerciali e ambientali ne esiste uno ulteriore collegato alla
viabilità tra i due comuni coinvolti, Savona ed Albissola Marina. Non a
caso questo progetto è spesso associato a quello dell’Aurelia Bis per il
quale, come noto, non esistono finanziamenti; senza considerare il fatto
che lo svincolo previsto, proprio per il porticciolo della Margonara, è
stato bocciato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si
rischia dunque seriamente un ulteriore ed insopportabile aggravio di
traffico sull’Aurelia nel momento in cui si dovesse davvero realizzare il
progetto del porto turistico della Margonara. Un’opera che avrà anche
scarse ricadute occupazionali. Stando ai documenti ufficiali, il porto
della Margonara porterà all’occupazione di sole 83 persone nella fase dei
lavori e di 30 occupati stabili secondo i dati del PRUSST, di 128
dipendenti nell’esercizio a regime (così suddivisi: 4 dirigenti, 12
impiegati, 110 operai) secondo la relazione istruttoria di Europrogetti &
Finanza S.p.A. relativa al Patto Territoriale della Provincia di Savona.
Dati entrambi certamente sovrastimati e comunque molto lontani dai numeri
propagandistici presentati attraverso i quotidiani.
Il porto e le volumetrie ad esso connesse a nostro parere non vanno
nemmeno a riqualificare l’area in questione. La zona, pur essendo una dei
pochi tratti di costa rimasto intatto, presenta innegabilmente alcune aree
degradate (come la discarica di materiale di risulta). Aree che possono e
devono essere risanate con interventi mirati ed efficaci, non certo con
una “cura” peggiore della “malattia”.
Un’opera che non appare giustificabile nemmeno come risposta alle
esigenze, importanti ma non certo prioritarie, della navigazione da
diporto. Il proliferare di porti e approdi turistici lungo la costa rende,
a nostro avviso, vana la giustificazione secondo cui il porto si dovrebbe
realizzare per soddisfare la richiesta di nuovi posti barca. Tuttavia se
dimostrati realmente necessari, i nuovi posti barca si potrebbero ottenere
riprogettando la Darsena Nuova come porto turistico. Operazione resa oggi
possibile poiché l’Autorità Portuale ha avviato una progressiva
dismissione delle attività portuali con il previsto spostamento dei
cantieri navali per la costruzione del nuovo accosto crocieristico. Se
proprio dobbiamo fare un altro porto, facciamolo nella Darsena Nuova e
comunque escludiamo in assoluto la costruzione di nuove edificazioni a
carattere residenziali e/o assimilate, che sicuramente aggravano le
pressioni ambientali (acqua, rifiuti ecc.).
La crescita e lo sviluppo della città non passano certo attraverso la
costruzione di un nuovo porto turistico e attraverso la realizzazione di
una torre di 120 m. Sarebbe più opportuno puntare su un turismo basato
sulla qualità ambientale. Dovremmo lavorare per un turismo diverso,
eco-compatibile. Magari imitando le Cinque Terre che hanno tenuto un
profilo basso, puntando sulla qualità e non sulla quantità. Insomma, al di
là del progettista, questo porto per Rifondazione Comunista non deve
essere costruito”.
Savona, 27 gennaio 2007
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