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I FRANCESI DELLA TRANSDEV A CACCIA DELL'ACTS
L'amministratore delegato della società in Italia, infatti, dichiara che bisogna tagliare i rami secchi (linee e quindi servizi ai cittadini, personale, ecc...) e magari mettere sul mercato dell'edilizia privata immobili quali l'autorimessa di Albissola. Sulla questione potranno e dovranno esprimersi il Consiglio provinciale e quello del comune capoluogo (oggi azionisti di maggioranza), ma l'esperienza genovese dovrebbe insegnarci qualcosa. Come accennato oltre un anno fa il Comune di Genova cedette il 41% del capitale di AMT alla Transdev che, pur avendo una quota di minoranza, impose le proprie regole. Ad esempio anticipò la chiusura della metropolitana alle 9 di sera (prima era a mezzanotte) oppure sciolse il contratto con Trenitalia che permetteva agli utenti di accedere al cosiddetto biglietto integrato. In aggiunta a ciò a Genova i francesi di Transdev entrati in AMT per "ottimizzare il servizio" hanno inasprito le condizioni di lavoro, hanno tagliato linee e, come prevedibile, hanno aumentato le tariffe. La ragione è per altro semplice da spiegare. Il pubblico, nel nostro caso l'ACTS, offre un servizio ai cittadini, non sempre all'altezza (anche perché non agevolato da scelte chiare. Perché ad esempio non chiudere il centro cittadino al traffico incentivando così l'uso del mezzo pubblico?), ma pur sempre un servizio. Il privato non ha alcun obbligo; punta al profitto. È questo che vogliamo per Savona? Noi pensiamo di no. Una scelta, quindi, che troverà la netta opposizione di Rifondazione Comunista. Il privato sarà anche bello, ma il pubblico è meglio. Soprattutto per i cittadini.
MARCO RAVERA - Segretario provinciale
Rifondazione Comunista Savona, 25 agosto 2007
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