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IL DISSENSO NON SI PROCESSA
I dodici giovani che durante il comizio elettorale di Berlusconi a Savona fischiarono e apostrofarono l'attuale Presidente del Consiglio, saranno probabilmente rinviati a giudizio. La solidarietà del PRC

La notizia che dodici giovani savonesi dovranno subire un processo per aver contestato l'attuale capo del governo Silvio Berlusconi, nel corso della sua venuta a Savona in tempo di campagna elettorale, si uniforma purtroppo al clima di restringimento degli spazi di espressione della libertà personale a cui stiamo assistendo da mesi.

Se un gruppo di ragazzi deve chiedere un permesso alla Questura per esternare il proprio dissenso verso un oratore, dissenso peraltro del tutto pacifico e praticato con il solo uso della loro voce, allora significa che non vale più il dettato costituzionale secondo cui i cittadini sono liberi di riunirsi e di manifestare le loro opinioni pacificamente.

La Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista esprime completa solidarietà a questi ragazzi che, con il cammino processuale che sembra attenderli, possono dire di aver avuto ragione a dire di "no" a chi oggi governa il Paese e lo fa in totale spregio delle regole democratiche senza che una vera opposizione si levi dalle aule parlamentari. Per quanto ci riguarda, confidiamo che venga ristabilita la pienezza delle garanzie costituzionali e che, pertanto, non si processi il dissenso, non si processi la libertà di manifestazione del proprio pensiero in un luogo pubblico.

LA FEDERAZIONE PROVINCIALE DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI SAVONA

27 Agosto 2008