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"TRADITO
IL MANDATO CON GLI ELETTORI"
RIFONDAZIONE ESCE
DALLA MAGGIORANZA IN PROVINCIA
La Capogruppo Giuliana Cornetti
annuncia la decisione del Partito, assunta dal Comitato politico
federale quindici giorni fa
Sintesi dell'intervento di Giuliana
Cornetti Gallia
al Consiglio provinciale del 30 Ottobre 2008
[...]
A questo vanno aggiunte le costanti, imprudenti e inopportune
dichiarazioni del Presidente della Provincia di Savona Marco Bertolotto
che in questi quattro anni è passato dall'aumento della propria
indennità mantenuto anche quando non più giustificato avendo ripreso
l'attività lavorativa, alle continue aperture alla destra e gli
attestati di stima nei confronti di Scajola. Dai continui attacchi al
nostro partito un'istantanea dal Consiglio provincialeindicato come il
partito del no, il partito degli "approcci ideologici" alla pesante
critica all'Università. Dall'attacco frontale alla Valbormida e ai
valbormidesi, all'elogio alle Ronde Padane. Per non parlare del capitolo
autocandidature da quella per il Parlamento all'ultimatum per la
Provincia mal gestita dal partito di appartenenza del Presidente.
Abbiamo vissuto così situazioni di grave disagio e difficoltà di
confronto, anche se ormai abituati al costume generale delle
esternazioni di posizioni posizioni personali non concordate oggetto di
successive smentite e peregrine interpretazioni.
In questa situazione non tutto il programma è stato attuato.
Estremamente positiva la modernizzazione e la riorganizzazione del ciclo
integrato dei rifiuti con l'adozione e l'approvazione del Piano, così
come la realizzazione del Polo scolastico di Albenga nel sito della ex
caserma Turinetto. Polo scolastico da lungo tempo atteso dalla comunità
ingauna. O ancora l'assunzione di larga parte dei precari dell'Ente tema
sul quale ci siamo particolarmente impegnati.
Disattesi completamente, invece, i punti programmatici riguardanti il
rilancio industriale fondato sull'innovazione, capace di rispettare
l'ambiente; diversi interventi sulla centrale di Vado Ligure; il
potenziamento dei collegamenti ferroviari, finalizzato ad assorbire
quote significative di traffico merci e il collegamento con il basso
Piemonte per non parlare della tutela e valorizzazione delle risorse
idriche, con il riconoscimento dell'acqua quale bene comune e patrimonio
dell'umanità. Solo per citarne alcuni che riteniamo particolarmente
significativi.
Si è giunti così alle prese di posizione del Presidente con
l'ufficializzazione della sua corsa solitaria alle prossime elezioni e
all'adesione alla lista "Altra Savona", azioni di rilevanza
politica-istituzionale che hanno sancito lo strappo definitivo con
l'intera coalizione.
Consci che arrivare a fine mandato sarebbe stato impossibile, poco più
di un mese fa, abbiamo unitamente alle altre forze di maggioranza,
tracciato un percorso indicando alcune priorità tra queste la variante
al Piano provinciale dei rifiuti e il trasporto pubblico locale. Il
Presidente ha esplicitamente risposto in senso negativo e anziché
dimettersi come avrebbe dovuto visto che nel 2004 venne eletto in una
coalizione di centrosinistra quindi né apartitica, né trasversale come
si dichiara egli oggi, ha rilanciato con altre priorità programmatiche,
del tutto legittime, ma incompatibili con le nostre posizioni: penso ad
esempio all'Albenga-Predosa, un'opera che avrebbe forti ripercussioni
ambientali soprattutto nella tratta Albenga, Garessio, Ceva; alla la
delegazione del PRC in Provincia: da sinistra Wilma Parodi, Giampietro
Mimmo Filippi e Giuliana Cornettipiattaforma Maersk che ad oggi non
fornisce sufficienti garanzie sotto il profilo occupazionale a fronte di
sicure ripercussioni ambientali e sulla qualità della vita dei vadesi o
infine alla privatizzazione dell'aeroporto di Villanova d'Albenga che
fermo restando la tutela dei lavoratori è oggettivamente inutile.
La coalizione avanza delle priorità, il Presidente, il cui voto è
indispensabile in Consiglio per avere la maggioranza, ne rilancia altre.
Una provincia, quindi, che tra veti incrociati e posizioni ondivaghe
rischia concretamente la paralisi a totale danno dei cittadini.
La seduta di oggi del Consiglio provinciale ci chiama ad esprimerci su
una mozione programmatica fortemente voluta dal Partito Democratico
incentrata sulla variante al Piano provinciale dei rifiuti con
particolare riferimento alla discarica in località Passeggi.
Il nostro partito, a contrario delle altre forze di maggioranza, non ha
sottoscritto quella mozione per due motivazioni chiare e semplici
riguardanti il metodo e il merito dell'iniziativa. Primo. Non abbiamo
mai condiviso il percorso suggerito dal PD perché lo abbiamo sempre
considerato poco lineare. Se l'esperienza è finita perché non assumersi
la responsabilità e preparare una mozione di sfiducia? Secondo. La
mozione programmatica di oggi è monca in quanto non affronta il
complesso del problema rifiuti e accantona parallelamente gli altri
punti programmatici che come coalizione avevamo indicato al Presidente.
Voteremo comunque quella mozione in quanto, almeno, risponde ad un
problema del territorio e riteniamo utile e doveroso nei confronti dei
cittadini che con noi si sono riconosciuti nel programma del 2004
sostenere questo estremo tentativo di realizzarne, nonostante tutto, un
punto fondamentale che lo caratterizza in una complessiva filosofia di
"sinistra".
Ma la cesura del patto politico è per noi preminente. Con il voto di
oggi potrebbero verificarsi i seguenti scenari: la mozione passa con il
voto del Presidente, ma la convivenza, anche in questo caso, sarebbe per
noi comunque impossibile; la mozione passa senza il voto del Presidente.
Come può esistere una maggioranza senza il voto del suo Presidente? La
mozione non passa. L'attuale maggioranza non esiste più, ma il
Presidente potrebbe trovarne una diversa in Consiglio.
Oggi rischiamo, quindi, di avere un Presidente senza maggioranza o una
maggioranza senza Presidente.
Quella che abbiamo di fronte è una sconfitta per tutti. Per il
Presidente, per la coalizione e per il nostro partito che aveva
giustamente investito in un progetto politico e di governo del
territorio che doveva e avrebbe potuto essere realmente alternativo al
centrodestra.
Per questo, come deciso in piena sintonia con il nostro partito,
indipendentemente dall'esito della votazione di oggi il nostro gruppo,
coerentemente con quanto detto, non ritiene di poter proseguire il
mandato in una maggioranza che nel corso del tempo si è spostata più a
destra tradendo il mandato degli elettori.
GIULIANA CORNETTI GALLIA
30 Ottobre 2008
La mozione d'ordine presentata dal
Segretario provinciale a nome della Segreteria e approvata dal CPF
Il
Comitato Politico Federale di Savona, condivisa la relazione del
Segretario provinciale in merito alla crisi in Provincia, esprime quanto
segue.
In questi quattro anni di governo della Provincia ci siamo battuti
dall'interno senza ambiguità grazie all'impegno profuso dalla nostra
rappresentanza istituzionale integrato dall'azione politica delle nostre
espressioni territoriali (pensiamo, per fare esempi non esaustivi, alle
questioni delle centrali, del trasporto pubblico, della salvaguardia del
territorio, dei rifiuti) ottenendo risultati importanti quali il Piano
provinciale dei rifiuti e l'assunzione dei precari dell'Ente.
Oggi tuttavia le condizioni sono pesantemente mutate e gli spazi di
manovra, già stretti, per portare avanti le nostre posizioni si sono
ulteriormente ridotti a causa, principalmente, delle azioni del
Presidente.
Bene, comunque, ha fatto il nostro partito a provare ad ottenere ancora
alcuni punti programmatici qualificanti (per noi fondamentali la
variante al Piano dei rifiuti e l'assetto del trasporto pubblico locale)
e a cercare di tenere unita la coalizione. Un tentativo che è, con tutta
evidenza, fallito.
Per i motivi sopra espressi e per evitare di spendere energie e risorse
nell'attesa, illusoria, che concessioni tattiche da parte del Presidente
o del PD si tramutino in conversioni strategiche, il Comitato Politico
Federale stabilisce l'uscita del Partito della Rifondazione Comunista
dalla maggioranza in Provincia. Una decisione difficile, ma inevitabile.
Il Comitato Politico Federale impegna il Partito ad utilizzare i mesi
che ci separano dalle nuove elezioni in Provincia per promuovere non
un'aggregazione, magari critica, di varie sigle politiche, ma promuovere
nella stanca base popolare del centrosinistra, nei ranghi vivaci dei
movimenti e nell'arcipelago dei disillusi dalla politica, la nostra
prospettiva alternativa aprendo le nostre liste alla loro
partecipazione.
È un grande lavoro quello che ci aspetta, ma nella realtà è la semplice
continuazione di quanto da anni coerentemente facciamo con grande
passione.
MARCO RAVERA, PIERA BARBERIS, GIORGIO BARISONE, ARMANDO CODINO, GIULIANA
CORNETTI GALLIA, MARCO SFERINI
Approvato con 20 voti favoreli e 2
astenuti
17 Ottobre 2008
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