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RIFONDAZIONE VERSO LE
PROVINCIALI
RAVERA: "COL PD DIFFICILE ALLEARSI"
Pubblichiamo
l'intervista che "Il Secolo XIX" ha fatto al Segretario provinciale del
Partito, Marco Ravera, il 29 Gennaio scorso.
Alle
elezioni? Da soli, o, meglio, con una coalizione della sinistra che
riunisca intorno ad un solo candidato presidente il Prc, il PdcI, i Verdi
e il nuovo movimento di Niki Vendola e Sd. Il Pd? Chance di alleanza
ridotte al lumicino: l'ipotesi realistica è una indicazione di voto
all'eventuale secondo turno. Il segretario del Prc Marco Ravera - nel
giorno nel quale il centrosinistra piomba nel caos per via della legge
Marco Raveraelettorale sullo sbarramento al 5% - scopre le carte in vista
della corsa per Palazzo Nervi.
Segretario, partiamo dal caso del giorno. A Savona avete lasciato la
seduta dei consiglio comunale per protesta contro la legge elettorale
perle Europee. È il primo segnale di disgregazione, come sostiene il
centrodestra?
No. Semplicemente a Roma ci vogliono uccidere, lanciamo un segnale forte,
sperando che il Pd locale faccia sentire la sua voce ai vertici. Per il
futuro vedremo cosa succederà.
Questo significa che potreste proseguire la protesta?
L'atteggiamento del Pd è singolare: siamo fuori dal Parlamento, ora ci
vogliono tenere fuori dall'Europa, però ci tengono buoni a livello locale
sino che gli serviamo. Così non va.
Sia esplicito: ci saranno conseguenze a livello locale?
Non ci saranno rappresaglie. Questo è un problema nazionale e manterremo
separati i due piani. Abbiamo voluto solo lanciare un segnale. Però...
Però?
A livello provinciale ci sono altri tipi di problema. Peraltro noti.
Li vogliamo ricordare?
Le alleanze. Proprio in un'intervista al Secolo XIX, il segretario del Pd
Lunardon ha evocato il modello Trento. Ovvero un'alleanza con il centro,
con la sinistra fuori, disattendendo invece l'altro modello, ovvero quello
di Soru.
Qual è il nocciolo del problema?
Noi abbiamo detto: o dialogate con noi o dialogate con l'Udc di Cuffaro.
Il Pd ci ha risposto: dialoghiamo cori tutti e due. Ma noi ci riteniamo
inconciliabili. L'altro grande problema è il programma. Su questo sono
d'accordo con Lunardon: non si possono più lasciare dei "vuoti" come
abbiamo fatto alle ultime Provinciali e alle Comunali di Savona. Il
consigliere regionale del Pd Miceli, in un'intervista tv, ha detto che su
alcuni punti Pd e Prc sono incompatibili. Ebbene, credo abbia ragione.
Quali sono i punti "inconciliabili" quanto al programma?
Il primo è la piattaforma Maersk. Noi abbiamo una posizione assai critica
da sempre: a fronte di sicure ricadute ambientali, non ci sono garanzie
occupazionali adeguate, come lo stesso Burlando sembra aver capito.
Questo è noto. Poi?
L'altro è l'aeroporto di Albenga. Per il Pd è strategico. Vorrei sapere se
i cittadini sanno quanto pagano per tenere in piedi una struttura che ha
poco che fare con lo sviluppo. Quindi le due bretelle stradali:
Albenga-Predosa e Aurelia bis. Noi siamo contrari, per il Pd sono
prioritarie: vorremmo potenziare i collegamenti ferroviari con il
Piemonte. Infine i porti turistici: una moda più che una necessità...
E qui si tocca il tema della Margonara. Palazzo Sisto ha indicalo il
porto come strategico per lo sviluppo economico della "nuova" Savona. Si è
parlato di un accordo politico tra voi, Verdi e Regione.
Può darsi ci siano strategie generali di Burlando per tenere legata
Rifondazione. Ma la valutazione è stata puramente tecnica. Infatti io, al
contrario di altri, non ho cantato vittoria.
Col Pd solo differenze?
No, affatto. Concordiamo sul Piano dei rifiuti, per il quale il Pd vuole
mantenere l'impostazione di Filippi. Condividiamo il no all'ampliamento
della centrale.
Ferrania?
L'unico interesse della proprietà sono le aree. Allora le compri la
Provincia per poi rilanciare i progetti del laminatoio e del fotovoltaico.
Torniamo alle alleanze.
Salvo improbabili ripensamenti del Pd, correremo da soli. L'ipotesi è
costruire una coalizione con l'arcipelago della sinistra. Un, candidato
comune.
Circolano vari nomi. Sì è parlato di Sergio Acquilino, di Bruno
Marengo, persino di Aldo Pastore e Nanni Russo.
È troppo presto per dirlo. Alcuni di questi li vorrei, ma mi sembrano
altamente improbabili.
Le proposte della coalizione?
Tre punti qualificanti. Il lavoro: di Ferrania ho già detto, per il resto
si tratta di individuare aree per sviluppare le energie alternative.
Quanto al turismo, invece che al modello dei porticcioli, guardiamo allo
sviluppo delle Cinque Terre.
Oltre al lavoro?
Politiche sociali, per le quali si può proseguire sulla strada tracciata
da Lorena Rambaudi. E l'ambiente: occorre virare rispetto ad
un'aggressione al territorio, che ha avuto anche le sue motivazioni, ma è
un dato oggettivo. Infine, un plauso alla Cittadella dell'Innovazione, per
quanto riguarda Savona: il sindaco si è fatto garante di una soluzione
senza residenziale e con fondi pubblici. Una scelta importante.
Concludendo: per le Provinciali, è addio al Pd?
Non è detto. Ma i due nodi, Udc e programma, vanno sciolti in fretta.
Accordo al secondo turno?
Altamente improbabile. Nel' 99 Bruno Marengo fece un appello al volo:
piuttosto che il centrodestra, votate il centrosinistra. Si potrebbe
ripetere una simile situazione. Il nostro rivale non è il Pd, ma il
centrodestra. Il problema è che il Pd flirta troppo con il centrodestra.
ANTONELLA GRANERO
Il Secolo XIX - Savona
29 Gennaio 2009
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