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CONTRO LO "SBARRAMENTO" DEL
4%
Rifondazione
Comunista protesta contro l'unica modifica alla legge elettorale per le
elezioni europee che vuole solo escludere alcune forze politiche dal
Parlamento di Strasburgo. Martedì 3 Febbraio presidio di protesta in
piazza Sisto IV - alle ore 16.00 - davanti alla sede del PD
L'intervento
di Milvia Pastorino Capogruppo PRC Comune di Savona
Care colleghe, cari colleghi,
oggi non parteciperemo ai lavori di questo Consiglio per segnalare a voi
tutti, con una forma di protesta democratica, la nostra decisa opposizione
al tentativo in atto a livello nazionale di modificare la Legge per
l'elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo. Questoi
consiglieri di Rifondazione lasciano il Consiglio comunale tentativo
contempla una sola modifica della Legge in vigore: l'introduzione di uno
sbarramento del 4% dei voti per poter concorrere all'assegnazione dei
deputati europei.
L'unanimità di consensi registrata nella Commissione dei Capigruppo della
Camera e del Senato ha attivato quella che viene definita "procedura
d'urgenza" e che, pertanto, porterà il Parlamento a discutere della
modifica proposta già martedì prossimo.
L'intento di questa modifica è chiaro a tutti: si vuole porre un limite
per impedire ai soggetti politici della sinistra di poter accedere al
Parlamento europeo. L'intesa tra Partito democratico, Popolo delle Libertà
e Italia dei Valori è una novità che nasce esclusivamente per questo scopo
e che stravolge qualunque regola di rappresentanza politica dei cittadini
mediante un voto che, da sempre, è proporzionale e che non determina
maggioranze a rischio di cosidetta "governabilità".
Caduto, dunque, anche l'alibi della stabiltà di un governo, viene
chiaramente alla luce l'intento discriminatorio che maggioranza e
opposizione stanno assumendo in Parlamento per impedire a determinati
soggetti politici di trovare il loro legittimo spazio politico-istituz
ionale.
Ciò lede gravemente non solo l'impianto di delega rappresentativa che è
alla base del patto costituzionale, ma apre la strada ad un pericoloso
precedente che, se reiterato, finirebbe per classificare la
rappresentatività non in base alla qualità ma ad una prefissata quantità
del consenso, stabilita - ovviamente - da chi di volta in volta ha la
possibilità di farlo, sovvertendo quelle regole che sono comunemente
accettate da tutti per concorrere al benessere del Paese.
Per questo a fronte di che questo tentativo di manomissione della
democrazia rappresentativa sarà in atto, noi non parteciperemo alla seduta
del consiglio comunale quale unico modo che ci resta per far sentire la
nostra protesta e quella di chi rappresentiamo.
MILVIA PASTORINO
Capogruppo di Rifondazione Comunista in Consiglio comunale a Savona
29 Gennaio 2009
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