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LA NOSTRA VOCE CONTRO UN GOVERNO DI EVERSORI
Bastano poche e-mail, qualche messaggio su Facebook e un centinaio di cittadini savonesi si ritrovano davanti alla Prefettura per dire di NO alla violenza del governo su Eluana

C'è una tinta grigia in tutta questa vicenda che avvolge la persona di Eluana Englaro e, grazie ad una pericolosa operazione di strumentalizzazione dei poteri e dei ruoli dei singoli apparati dello Stato, il contesto politico che si è creato. E c'è una tinta grigia anche nel cielo di Savona: troppe nuvole, troppi addensamenti di dubbi, incertezze sul futuro della democrazia repubblicana. Il presidente della Repubblica resiste ad un atto palesemente incostituzionale e, per questo, il capo del governo lo accusa di volere la morte di Eluana. La Costituzione non consente all'esecutivo di bypassare il Quirinale sui decreti legge? L'uomo di Arcore ha pronta anche in questo caso la risposta: cambieremo la Carta del 1948. Troppo vecchia, dice Berlusconi. Risente addirittura di un soviettismo di cui, a dire la sincera verità, nessuno di noi si era mai accorto...
Per questo, sentendo odore di pericolo per stabilità del principio e del concreto distanziamento tra i poteri dello Stato, abbiamo pensato che non si potesse tergiversare e che anche Savona dovesse mostrarsi sensibile a quanto accadeva. Sono bastati un centinaio di messaggi su Facebook, qualche decina di telefonate e un tam tam di "sms" per raccogliere davanti alla sede locale del Governo, la Prefettura di piazza Saffi, oltre un centinaio di savonesi. Rifondazione Comunista ha chiesto a tutte e a tutti di suonare il campanello dell'allarme, di non stare a guardare il cadavere della Costituzione passare lungo il fiume sotto i colpi parolai del Cavaliere nero di Arcore, ma di riprendere in mano la bandiera della giustizia, dicendo a chiare lettere che non è accettabile un governo che tratta l'Italia come se fosse lo "Stato della Chiesa".
Un governo che mette in essere un disegno di legge solo per Eluana, perchè rappresenterebbe un pericolosissimo precedente per tutto un mondo fatto di morali moraleggianti, di teologismi dell'essere e del non essere, di ontologie noiose e ripetitive. La Chiesa teme di perdere il suo primato etico nella società? Eccola plaudire a Palazzo Chigi che cerca di fermare le sentenze della Cassazione e della magistratura lombarda; ed ora eccola piagnucolare davanti al Colle perchè Napolitano decide di esercitare le sue prerogative: difendere la Costituzione e il diritto del singolo cittadino di poter evitare che un potere non gli consenta di gestire la propria persona nella vita come nella morte.
In piazza Saffi ci sono, oltre a Rifondazione Comunista, presente con tutta la sua segreteria e molti militanti dei circoli savonesi, anche i Comunisti Italiani, i Verdi, Sinistra Democratica, compagne e compagni della galassia troppo sterminata e frastagliata della sinistra (ma comunque unitaria in questi momenti). Brilla per l'assenza il Partito democratico che decide così, ennesimamente, di restare nel limbo dell'indefinitezza, cercando di servire dio e mammona al tempo stesso. Del resto il "ma anche" è ormai una filosofia politica dentro quello che doveva essere il più grande esperimento moderato e riformista di tutti i tempi.
Il presidio dura un'ora e mezza. Le nuvole, pietose, passano senza scaricare il loro pesante fardello. Gli automobilisti rallentano vicino alla curva di via Cavour: ci sono dei cartelli da leggere. Uno di questi dice: "La Repubblica Italiana è nostra! Non è di Ratzinger!". E alla fine della giornata uno di questi cartelli finisce nella bacheca di via Paleocapa del PRC. Non è un retaggio di giacobinismo, nè un ritorno all'anticlericalismo del 1849 (che pure andrebbe studiato a fondo, come sano antesignano dell'insieme dei valori partoriti nella Costituzione del nostro Stato). E' un grido, un grido che dice ancora una volta che l'Italia non può e non deve essere un nuovo "Patrimonium Sancti Petri". Abbiamo aggiunto due volantini... Uno dedicato a Berlusconi: "l'eversore", come lo indicava Liberazione in una estrema sintesi titolistica; l'altro dedicato ad Eluana. Lasciatela andare, lasciatela andare in silenzio. Solo un governo di questa natura antidemocratica poteva spingersi all'assordante tempesta politico-istituzionale messa in essere senza alcun ritegno per il sacrosanto dolore di Beppino Englaro e di sua moglie.
Ciao Eluana, noi ti salutiamo così. Come vuole tuo padre: come un "esempio". Per noi lo sei, per molti lo diventerai. A dispetto dei disegni di legge...

MARCO SFERINI
responsabile prov.le organizzazione PRC Savona
8 Febbraio 2009