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IL VI CONGRESSO PROVINCIALE DEL P.R.C. Cronaca della due giorni leginese (26, 27 febbraio 2005) ...e tutto ricomincia
Molto spesso usiamo parole di critica e di autocritica per cercare di evidenziare i nostri errori, le lacune e le distorsioni in cui inciampiamo: è stato fatto anche nel corso della due giorni congressuale di Legino. Un atto necessario per capire e capirsi meglio, puntando ad una tendenza che sottolinei tutte le peculiarità e le "virtù" del partito comunista che sino ad oggi abbiamo portato avanti, ma che, altresì, sappia fermarsi a riflettere, a ponderare, a decidere con quella sicurezza che può venire solamente dalla battaglia delle idee e delle azioni, mescolate in un unicum che concretizza la linea politica del Partito. La relazione di Franco Zunino Un congresso, quello di Legino, che si è aperto con l'elezione della Presidenza e lo scioglimento, come da Statuto, dei vecchi organismi dirigenti: al tavolo sono andati Franco Zunino, Segretario provinciale uscente, Presidente del Consiglio provinciale di Savona e rappresentante della mozione 1 "L'alternativa di società", Giacomo Conti Segretario regionale uscente, Marco Sferini della Direzione federale e rappresentante della mozione 2 "Essere comunisti", Marco Ferrando leader della mozione 3 "Per un Progetto Comunista" e membro della Direzione nazionale e Paola Vottero della Segreteria provinciale e rappresentante della mozione 4 "Un'altra Rifondazione è possibile". La relazione di Franco Zunino inizia con l'analisi dei rapporti numerici e politici che si sono caratterizzati tra le mozioni sia a livello locale che nazionale: cinque documenti. Troppi per alcuni compagni, una manifestazione delle diverse e insopprimibili sensibilità per altri e, per voci terze, la supplica che tutti si lavori per ritornare ad una semplificazione, ad una ricomposizione delle fratture e delle divaricazioni politiche interne, magari riportando il numero delle mozioni all'antico dualismo tra bertinottiani e ferrandiani, già peraltro modificato in parte dal precedente V Congresso quando nacquero gli "emendatari" sia di maggioranza che di minoranza. Franco Zunino appartiene al settore di critica che ritiene profiquo il dialogo emerso con la proliferazione delle tesi nazionali: nè un bene, nè un male, ma una constatazione necessaria delle attuali esigenze di rapporto interno al Partito della Rifondazione Comunista. Cinque documenti che a Savona hanno visto una affermazione diversa rispetto a quella che si sta caratterizzando ormai in dirittura d'arrivo nel più vasto panorama dello Stivale: il documento di Bertinotti nella nostra federazione riceve quasi il 42 % dei consensi. Ha una maggioranza relativa e non assoluta e ottiene la riconferma di essere maggioranza "bulgara" in circoli come Spotorno-Noli-Vezzi Portio, Ceriale, Celle Ligure e, con un pò meno di Bulgaria, nei circoli "Palmiro Togliatti" e "Rosa Luxemburg" delle Albissole. Vince inaspettatamente nel circolo "Bella Ciao" di Cairo Montenotte strappando la maggioranza alla mozione 3, così pure nel circolo "Zunino" di Carcare-Altare. Anche la mozione guidata da Marco Ferrando e Patrizia Turchi partecipa al ridisegno geopolitico della mappa dei circoli: supera la mozione 1 nel circolo "Val Varatella" di Borghetto-Boissano, si riconferma nella roccaforte storica del circolo " Bruno Luppi" di Villapiana così come in quella di Finale Ligure, mantiene le posizioni a Varazze, Vado Ligure, Alassio e Albenga. La mozione 4 è una delle novità di questo congresso: fa il pieno nel circolo quilianese "Antonio Gramsci" e ottiene la maggioranza nel circolo "Dino Diani" di Lavagnola. A livello provinciale raggiunge la metà dei voti rispetto alla mozione di Marco Ferrando che si attesta invece al 34%. Quella che a livello nazionale è la seconda mozione sia come denominazione che per numero di consensi, a Savona e provincia è l'ultima: è formata in gran parte da giovani e trova un'affermazione discreta nel circolo "Nanni Rebagliati" di Savona centro, dove riesce ad esprimere in Marco Sferini il segretario pur non essendo maggioranza e ottiene in percentuale quasi il 7%. Queste le cifre che anche Franco Zunino ricorda nella sua relazione e che confronta con le tabelle nazionali che assegnano a Fausto Bertinotti il 59%, a Claudio Grassi il 26,4%, a Marco Ferrando il 6,5%, a Gigi Malabarba un 6,5% con un leggero vantaggio di voti rispetto alla mozione 3, e con l'1,7% di coda rappresentato dalla mozione che a Savona non ha ricevuto voti, la quinta "Rompere con Prodi" firmata dai compagni Claudio Bellotti ed Alessandro Giardiello. Ai compagni di questa mozione sia l'intervento del Segretario che altri interventi di compagne e compagni hanno riservato un ringraziamento per la generosa passione politica dimostrata nel percorrere centinaia di chilometri dal centro e dal nord pur in presenza di risultati certamente non appaganti. Franco Zunino sottolinea, poi, come si sia registrato un buon aumento degli iscritti in assenza soprattutto di operazioni di reclutamento di massa ai soli fini congressuali: i quasi 500 iscritti della federazione sono iscritti di vecchia data e in parte neocompagni e compagne che hanno aderito pensando anche al congresso, ma non finalizzando la loro iscrizione solamente a ciò, bensì con la prospettiva di risultare utili in prospettiva e nell'oggi. Come battere il governo delle destre, come costruire la sinistra di alternativa. Sono domande che il Segretario uscente si pone e demanda al congresso: Zunino è certo che la linea politica sino ad ora portata avanti dal PRC e da Bertinotti sia stata foriera di ottimi risultati. Intrecciando un rapporto di mutuo scambio con il "movimento" si è riusciti ad ottenere sempre più larghi consensi che non vanno dispersi, ma capitalizzati in una coerente e coraggiosa impostazione programmatica, frutto di una elaborazione collettiva. L'approccio è sulle questioni di governo e sul futuro del Partito, che non vuole perdere la sua autonomia ma che, al contempo, ricerca il metodo migliore per offrire il proprio contributo a riconsegnare il Paese nelle mani delle forze democratiche e di progresso, interrompendo la distruzione dell'impianto legalitario, costituzionale e di quel complesso di ruderi che sono oramai i diritti dei lavoratori, dei pensionati, di studenti, precari, senza lavoro e disperati dell'euro e del neoliberismo. Anche la federazione di Savona, dice Zunino, ha partecipato al consolidamento di questa linea politica e il bilancio è positivo: l'affermazione alle ultime provinciali vede Rifondazione presente in quei settori per i quali si è spesa tra la gente, nei comitati di quartiere, nelle zone critiche della nostra provincia. Il geologo Mimmo Filippi è assessore alle questioni dei rifiuti e, a questo proposito, riecheggiano ancora le lotte cairesi contro la discarica alla "Filippa", contro le centrali, per un ambiente che possa essere vissuto e che possa essere finalmente libero dalla violenza del profitto e delle speculazioni. Un ruolo diverso lo si registra nel Comune di Savona, dove il PRC è all'opposizione di una giunta di centrosinistra guidata dal diessino Carlo Ruggeri: qui le problematiche investono il Porto di Savona, il piano "Orsa 2000", le periferie e tutti quegli ambiti del capoluogo che sono un macigno sul groppone di una città che poco offre alle giovani generazioni e che poco si cura delle vecchie. Nei comuni di Celle Ligure e di Quiliano, prosegue Franco Zunino, abbiamo potuto osservare l'affermarsi di amministrazioni che hanno il sostegno di Rifondazione Comunista e con le quali, pur in assenza di una rappresentanza istituzionale, sussiste un rapporto felice basato sulla consapevolezza delle precedenti azioni amministrative delle forze locali in questi comuni. Rifondazione va giustamente orgogliosa, poi, dell'elezione del compagno Bruno Marengo a Sindaco della Città di Spotorno: Marengo è stato uno dei più scrupolosi sindaci che abbia avuto Savona, ha fatto parte del PCI e da consigliere provinciale indipendente è entrato a far parte del PRC nel 1996. Da allora il suo ruolo nei banchi del Consiglio provinciale è stato da tutti riconosciuto come prezioso, privo di qualunque elemento di faziosità e altamente qualificante sia per l'opposizione che per la stessa maggioranza dell'allora presidente Alessandro Garassini. Marengo ha vinto a Spotorno con una manciata di voti rispetto alla lista del centrodestra. Una vittoria ancor più meritata e premiata, per Rifondazione Comunista, di più con l'elezione di un consigliere comunale nel giovane Andrea Tripodi. Alla vicina Noli le cose sono andate parimenti bene: la compagna Marta Pisano ha visto riconfermata la sua elezione ed è passata al ruolo di assessore comunale. Ma qui il PRC in giunta raddoppia: nell'Amministrazione guidata da Ambrogio Repetto (Margherita) è presente anche il compagno Piero Penner, già Segretario del locale circolo del Partito. Un panorama di grande importanza per una forza politica come Rifondazione che, seppur non giganteggi, si conferma come partito politico con poche zone d'ombra nella provincia di Savona. Sulle prossime elezioni liguri, Franco Zunino ha ricordato la necessità di battere l'attuale governo regionale di Biasotti: una gestione della Regione che ha creato problemi e non ne ha risolti. Basti pensare all'economia genovese ed ai suoi compartimenti industriali sotto la minaccia di smembramenti imminenti, oppure anche solamente alla pelosa eliminazione dei tickets sanitari solo per l'anno 2005, così da poter affermare di averli eliminati in sede di campagna elettorale. Mosse tipiche delle destre, di un costume politico che, per Rifondazione Comunista e per tutto l'arco democratico di centrosinistra, vanno definitivamente sconfitte: Zunino sa che il nome di Claudio Burlando ha fatto non poco soffrire molti militanti e dirigenti del PRC. Le modalità di scelta della candidatura non sono piaciute ad una larga fetta del Partito: tuttavia ora necessita un impegno unitario, forte e determinato perchè l'Unione vinca in Liguria, aprendo così un nuovo corso gestionale dell'arco delle Riviere, anche in prospettiva delle più lontane elezioni politiche.
Sulla scia degli accordi a sinistra, a proposito, Zunino cita il caso ultimo di Albenga: qui hanno trovato un'intesa per le elezioni amministrative comunali i partiti della sinistra alternativa. Rifondazione, PdCI, Verdi e forze sociali di base ingaune: tutti insieme per affermare una proposta di intesa non solo comunale, non solo dunque dedicata al "palazzo", ma rigorosamente volta alla società albenganese, ricca di risorse ma anche di problemi. Franco Zunino termina la sua relazione con un auspicio: il ruolo della sinistra di alternativa, dei suoi valori sulla pace e sui diritti sociali, può esercitare un'egemonia su tutte le altre forze politiche unioniste ed evitare sbandamenti liberisti o atteggiamenti ossequiosi verso il mercato capitalistico nella sua espressione più marcatamente antisociale. Da ciò un augurio a tutto il congresso per un buon lavoro: per un futuro migliore per il PRC e per tutti. L'applauso che ne deriva è, in sè stesso, il più vivo ringraziamento dei compagni e delle compagne per il lavoro svolto da Franco durante i tre anni trascorsi. Lo si percepisce. Un ringraziamento agli invitati I saluti al congresso, di seguito, occupano l'intera mattinata. Si susseguono nell'ordine: Maria Bolla Cesarini dell'ANED, Giovanni Lunardon giovane neosegretario provinciale dei Democratici di Sinistra, Piero Casaccia del PdCI, Alfio Minetti della Margherita, Sergio Acquilino dell'associazione Aprile per la Sinistra, Fallura per la UIL, Livio Di Tullio locale segretario della Camera del Lavoro, Roberto Meloni combattivo esponente del Social Forum del Ponente e Accornero per Emergency. Sarebbe davvero ottima cosa poter qui riassumere le belle e importanti parole che tutti questi amici e compagni hanno regalato al congresso di Rifondazione. Per ragioni di spazio non lo possiamo fare. Ci limitiamo a ringraziarli per i loro appassionati interventi e per la loro presenza. La mattinata che ne è seguita è stata infatti una serie di ore contrassegnate da un alto livello di analisi politica, culturale e sociologica. I lavori del congresso e la sintesi politica Sarebbe altrettanto notevole potervi descrivere il resto dei lavori del congresso. Anche in questo caso citiamo i compagni che sono intervenuti e lasciamo poi ai documenti che troverete nel sito il modo di spiegarvi le decisioni prese, gli ordini del giorno approvati e l'elenco dei nuovi organismi dirigenti eletti. Hanno parlato 30 compagni: più della metà dell'intera platea congressuale. Ecco, nell'ordine, i nomi degli intervenuti: Simone Falco, Simone Anselmo, Dario Zucchelli, Sergio Bagnasco, Maurizio Casalini, Giorgio Barisone, Pino Scagnolari, Giannantonio Chiavelli, Ruggero Cattaneo, Carlo Dell'Aquila, Luciano Dondero, Massimo Filippini, Patrizia Turchi, Giuliana Cornetti, Mario Gaggero, Francesco Valenti, Giuseppina Gatto, Marcello Duce, Paola Vottero, Stefano Maggiolo, Franco Paparusso, Massimiliano Ghione, Vilma Parodi, Marco Sferini, Marco Ferrando, Giorgio Magni. Le conclusioni sono state affidate al compagno Giacomo Conti, Segretario regionale uscente. Gli ordini del giorno presentati hanno spaziato su due piani: locale e nazionale. Si và dalla Resistenza al nazifascismo alla situazione delle carceri savonesi, dal simbolo del Partito alle vicende di politica nazionale, dal sindacato alla guerra in Iraq. Tanti temi che sono stati esaminati dalla Commissione politica e gestiti dalla Presidenza successivamente. Riassumendo, diciamo che abbiamo vissuto un congresso non facile, a tratti caotico e ingarbugliato nella ricerca di una sintesi per la gestione sia politica che organizzativa della federazione. Ma di certo possiamo soprattutto affermare che la differenza di posizioni non si è resa complice della compartimentazione stagna tra le aree, bensì ha creato i tempi ed i luoghi per un sereno confronto che ha permesso di tracciare l'indicazione su cui il prossimo Comitato politico federale sarà chiamato a discutere: una gestione unitaria dell'istanza provinciale di Rifondazione Comunista. Una proposta che è stata avanzata dalla mozione 2 e dalla mozione 4, discussa criticamente dalla mozione 1 e che ha trovato disponibile la mozione 3 di Ferrando. A tutti i rappresentanti delle mozioni è parsa chiara una condizione perchè questa gestione possa avere un felice parto: non potranno verificarsi episodi che in passato hanno rappresentato il Partito come spaccato, diviso, separato in casa. Non si tratta di invitare tra noi il fantasma del "centralismo democratico", ma più semplicemente di operare per un cammino sicuro di tutto il PRC.
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