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GLI ORDINI DEL GIORNO PRESENTATI AL
VI CONGRESSO PROVINCIALE
 

Odg sulla Segreteria e la gestione unitaria
Presentato dalla compagna Patrizia Turchi

Il Congresso provinciale di Savona del PRC,

preso atto delle risultanze dei congressi di Circolo, considera estremamente importante per il nostro Partito l'unità delle forze, che nella nostra federazione sono variamente collocate, per dare una dinamicità all'iniziativa politica che rischia altrimenti una deleteria fase di stasi.
L'assemblea dei delegati e delle delegate, approvando il presente ordine del giorno, dà mandato al nuovo Comitato politico federale di costituire l'organismo di segreteria in modo unitario nel rispetto delle identità politiche di ciascuno, e costruire una gestione unitaria.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: 8 favorevoli, 1 contrario, 1 astenuto.

---> emendato nella parte finale su proposta del compagno Franco Zunino con la frase: "....verificando se esistono le condizioni politiche per conseguire tali risultati." da aggiungere dopo le parole "una gestione unitaria", togliere il "." e sostituire con una ","

Emendamento approvato con 19 voti, 14 contrari e 8 astenuti.

Testo emendato:

Il Congresso provinciale di Savona del PRC,
preso atto delle risultanze dei congressi di Circolo, considera estremamente importante per il nostro Partito l'unità delle forze, che nella nostra federazione sono variamente collocate, per dare una dinamicità all'iniziativa politica che rischia altrimenti una deleteria fase di stasi.

L'assemblea dei delegati e delle delegate, approvando il presente ordine del giorno, dà mandato al nuovo Comitato politico federale di costituire l'organismo di segreteria in modo unitario nel rispetto delle identità politiche di ciascuno, e costruire una gestione unitaria, verificando se esistono le condizioni politiche per conseguire tali risultati.

Voto del Congresso: 30 favorevoli, nessun contrario, 10 astenuti.
Approvato a maggioranza


Odg sullo squadrismo, contro il razzismo
Presentato dal compagno Giorgio Barisone.
Sottoscritto dai compagni: Sapetti, Dell'Aquila, Anselmo, Sferini

Il Congresso provinciale,
viste le numerose azioni squadristiche che in più parti d'Italia portano avanti una campagna xenofoba contro gli immigrati, e che hanno nei mesi scorsi colpito militanti del nostro Partito e giovani democratici;
viste le continue provocazioni leghiste e fasciste nelle vie e nelle piazze delle nostre città (ultime Genova con l'iniziativa di Plinio sulla chiusura dei Centri sociali e Savona con il comizio di Borghezio);
chiede a tutti gli iscritti ed ai democratici di attivarsi per impedire che questi loschi figuri possano a loro piacimento trovare spazi nelle nostre città.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: favorevole all'unanimità.
Voto del Congresso: favorevole all'unanimità.
Approvato all'unanimità


Odg sul carcere di Savona
Presentato dal compagno Giorgio Barisone.

Il Congresso provinciale,
vista la continua condizione di grave stato di "inagibilità" in cui versa il locale carcere S. Agostino di Savona, con totale privazione di spazi di socialità e con situazioni tremende anche dal punto di vista igienico, sanitario e di sicurezza;
impegna i propri amministratori ed eletti in ogni Amministrazione locale della nostra provincia a proseguire nella campagna di intervento per la risoluzione del problema "carcere" di Savona.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: favorevole all'unanimità.
Voto del Congresso: favorevole all'unanimità.
Approvato all'unanimità


Odg sull'ANPI e la Resistenza
Presentato dal compagno Giorgio Barisone.
Sottoscritto dai compagni: Sapetti, Sferini, Falco

Il Congresso provinciale, in occasione del 60° anniversario della lotta di Liberazione,
visti i gravi attacchi che da più parti vengono portati alla realtà storica con tentativi sempre più smaccati di revisionismo (dal riconoscimento dei cosiddetti "giovani di Salò" alle speculazioni politiche sul tema delle "foibe", alla negazione dell'importanza che i comunisti hanno avuto nel nostro Paese e in tutto il Continente per la costruzione dell'opposizione al nazifascismo),
invita tutti gli iscritti a rafforzare l'ANPI con il proprio concreto sostegno e contributo e impegna gli organi dirigenti del Partito a garantire la presenza del nostro Partito con i propri simboli alle iniziative che saranno organizzate il prossimo aprile.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: favorevole all'unanimità.
Voto del Congresso: favorevole all'unanimità.
Approvato all'unanimità


Odg sulla Ferrania
Presentato dal compagno Massimiliano Ghione.

La forte crisi occupazionale che si sta verificando nel nostro Paese e, in particolare, nella nostra provincia richiede l'inizio di una ampia discussione nel nostro Partito sulle tematiche del lavoro e delle regole che oggi ne condizionano il cosiddetto mercato, causa principale della grave precarizzazione in atto.
Discussione che, soprattutto per la nostra provincia, tenga conto delle vicende che ci riguardano da vicino (es. Ferrania). Vicende che mostrano a nudo tutti i pericoli delle ricette neo-liberiste dominanti e che negli ultimi anni per la nostra provincia sono state causa della chiusura di molte fabbriche, soprattutto in Val Bormida con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. La storia dell'industria savonese, con i suoi drammi occupazionali, in ultimo la vicenda Ferrania, deve, a partire proprio da questa federazione, affermare all'interno del nostro Partito la necessità, data la grave crisi occupazionale che sta minacciando la nostra provincia, dell'intervento dello Stato a partire dai settori strategici.
E' emblematico il caso di Ferrania, unica fabbrica italiana a produrre materiale per uso medicale, ma anche Fiato o Thyssen (Terni).
Intervento statale, ma non il ritorno alla vecchia partecipazione pubblica con i suoi carrozzoni, ma una nazionalizzazione delle industrie. Nazionalizzazione che deve avvenire con l'esproprio senza indennizzo della fabbrica, per consegnarla al diretto controllo dei lavoratori.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: favorevole all'unanimità.
Voto del Congresso: favorevole all'unanimità.
Approvato all'unanimità


Odg sulla liberazione di Giuliana Sgrena
Presentato dal compagno Stefano Maggiolo.

Il VI Congresso federale del Partito della Rifondazione Comunista esprime il più vivo desiderio per la liberazione della compagna Giuliana Sgrena, giornalista de "il manifesto", esprimendo la propria vicinanza alla stessa, alla famiglia e al compagno Pierre Scolari, ribadendo la attiva partecipazione alle iniziative contestuali, ribadendo altresì come unica possibilità di interrompere il circuito perverso del terrorismo, il ritiro immediato delle nostre truppe dall'Iraq nel rispetto dell'articolo 11 della nostra Costituzione.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: favorevole all'unanimità.
Voto del Congresso: 42 favorevoli, nessun contrario, 1 astenuto
Approvato a maggioranza


Odg sul sindacato
Presentato dal compagno Marco Ferrando.

Il Congresso della Federazione di Savona
esprime un giudizio fortemente critico nei confronti della ripresa organica della politica di concertazione tra le direzioni sindacali e i nuovi vertici di Confindustria.
L'accordo sulla competitività delle imprese a favore di nuovi incentivi pubblici alle industrie private;
l'accordo sul TFR dentro la comune valorizzazione della previdenza privata;
gli accordi intervenuti a livello di importanti categorie nelle Ferrovie, nel commercio, sull'Alitalia che penalizzano i lavoratori e disperdono importanti potenzialità di lotta rappresentano segnali negativi che rischiano di disperdere quell'investimento di fiducia che ampi settori dei lavoratori hanno dato nella passata stagione alla CGIL.
Per queste ragioni il Congresso ritiene indispensabile che il nostro Partito non solo rifiuti di avallare, come oggi avviene, il nuovo corso concertativo, ma lavori attivamente nel movimento operaio e nella CGIL per una chiara proposta alternativa.
Nel Movimento operaio dove è essenziale preparare una piattaforma unitaria di mobilitazione contro il governo Berlusconi e contro il padronato per un forte aumento salariale unificante, per l'abolizione delle leggi di precarizzazione del lavoro (dal Pacchetto "Treu" alla Legge 30), per la nazionalizzazione sotto controllo dei lavoratori delle industrie in crisi, a partire da FIAT e THYSSEN, che unifichi le mille lotte disperate di decine di migliaia di lavoratori a difesa del proprio posto di lavoro.
Nella CGIL dove è essenziale rifiutare la prospettiva di scioglimento di fatto di "Lavoro e Società" in direzione di un documento unitario con Epifani al prossimo congresso della CGIL e si lavori, invece, in direzione di una proposta congressuale alternativa che unisca le diverse forze e tendenze classiste della CGIL attorno a un indirizzo di svolta. Un indirizzo che salvaguardi la piena autonomia della CGIL quale sindacato dei lavoratori da ogni subordinazione a un nuovo eventuale governo Prodi-Montezemolo.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: 9 favorevoli, nessun contrario, 1 astenuto.
Voto del Congresso: 33 favorevoli, 1 contrario, 7 astenuti.
Approvato a maggioranza



Odg sul contrassegno del Partito

Presentato dai compagni Marco Sferini, Simone Anselmo.

Sottoscritto dai compagni: Casalini, Rotondo, Vottero, Scagnolari, Zucchelli, Bagnasco, Bruzzone

 

Il VI Congresso provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Savona ritiene opportuno rilevare l’importanza del mantenimento del simbolo della falce, del martello e della stella nel contrassegno ufficiale del Partito.

Gli attacchi che sono venuti in questi ultimi tempi alle antiche simbologie del movimento operaio e comunista, accomunate in un semplificazionismo revisionista storico a quelle delle dittature totalitarie fasciste e naziste, sono il frutto di un avanzamento sempre più prepotente della mistificazione dei veri valori del socialismo ad opera delle forze della destra e solo apparentemente democratiche.

 

Il VI Congresso provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Savona ritiene altresì opportuno rendere evidente come il simbolo del Partito non possa che subire modificazioni che esaltino e non ridimensionino gli elementi grafici della falce, del martello e della stella, anche a fronte di altri simboli di partiti comunisti che hanno operato, in tal senso, un cambiamento.

 

Savona, 27-02-2005

 

Voto della Commissione politica: 6 favorevoli, nessun contrario, 4 astenuti.

Voto del Congresso: 22 favorevoli, 7 contrari, 10 astenuti.

Approvato a maggioranza


Odg sul ritiro delle truppe dall'Iraq
Presentato dal compagno Marco Ferrando.

Il Congresso della Federazione di Savona ritiene indispensabile un forte rilancio della campagna per il ritiro immediato e incondizionato delle truppe italiane dall'Iraq e dagli altri teatri coloniali.
Questo obiettivo non può essere subordinato a una presenza multinazionale e multilaterale sotto egida ONU, nè ad accordi tra gli USA e le potenze europee. Subordinarlo all'intesa multilaterale significa di fatto sacrificarlo ad un accordo di spartizione coloniale tra diversi imperialismi.
Per questa ragione il nostro Partito non deve aprire ma contrastare l'indirizzo del Centro dell'Ulivo sull'Iraq: un indirizzo che apre all'amministrazione Bush e al tempo stesso appoggia le manovre di Bush con le amministrazioni francese e tedesca. Il nostro Partito di conseguenza non deve convenire - come invece accaduto - su una linea che rimandi alle Nazioni Unite la programmazione del ritiro delle truppe.
Il nostro Partito non può compromettere, nel nome di una prospettiva di governo, la propria credibilità politica come forza d'opposizione alle politiche dominanti. Al contrario deve oggi concorrere al rilancio di una forte iniziativa di movimento contro i disegni di spartizione dell'Iraq, per il ritiro immediato delle truppe d'occupazione da quel paese, per il diritto di autodeterminazione del Popolo iracheno.

Savona, 27-02-2005

Voto della Commissione politica: 6 favorevoli, 2 contrari, 2 astenuti.
Voto del Congresso: 30 favorevoli, 5 contrari, 11 astenuti.
Approvato a maggioranza


EMENDAMENTI SULLE SINGOLE MOZIONI
(votati dai rispettivi settori del congresso in riferimento alle mozioni nazionali)

Emendamenti presentati a livello nazionale dal compagno Aurelio Crippa alla mozione 1 "L'alternativa di società

SINDACATO

5 favorevoli, nessun contrario, 11 astenuti. Approvato a maggioranza

SUD

1 favorevole, nessun contrario, 11 astenuti. Approvato a maggioranza

PARTITO

4 favorevoli, 1 contrario, 10 astenuti. Approvato a maggioranza

Emendamento "Rosso-verde" presentato a livello nazionale dal compagno Roberto Musacchio alla mozione 1 "L'alternativa di società"

Approvato all'unanimità


Emendamenti presentati sul testo della mozione 4 "Un'altra Rifondazione è possibile"

Emendamento presentato da Dario Zucchelli e Luciano Dondero sulla storia dell'Unione Sovietica e il ruolo dell'URSS

Il testo è agli atti del Congresso del Circolo "Dino Diani" di Lavagnola.

Approvato all'unanimità
 

Emendamento presentato da Michele Basso sulla questione sindacale
Negli ultimi decenni i lavoratori hanno subito pesanti sconfitte. Il punto di partenza del declino della capacità contrattuale della classe lavoratrice comincia nel momento in cui il sindacato inizia a preoccuparsi dei problemi del capitale. La controriforma del mercato del lavoro fu avviata con l'approvazione del pacchetto Treu, durante il governo Prodi. Il governo D'Alema assecondò questa politica e si spinse, con la proposta di sanzionare gli scioperi del pubblico impiego e con il nuovo patto sociale, a creare un clima di repressione di tutte le residue resistenze nei luoghi della produzione e dei servizi. Con le privatizzazioni, lo smantellamento dello Stato sociale e il tentativo di cancellazione dello Statuto dei Lavoratori – tutte operazioni già avviate dal centro-sinistra – il secondo governo Berlusconi ha potuto far passare il Libro Bianco sul lavoro e il Patto per l'Italia (Legge 30), per il quale il lavoratore deve essere disponibile ad una totale precarietà e flessibilità, a costo quasi zero per l'azienda, senza tutela e sicurezza, senza diritti sul luogo di lavoro, sottoposto a supersfruttamento. Questa la modernizzazione del mercato del lavoro.

La vicenda consociativa del sindacalismo confederale ha sguarnito completamente il fronte di tenuta storica del movimento operaio, anche rispetto al semplice terreno della contrattazione.

Settori consistenti di lavoratori hanno tentato ripetutamente di contrastare la politica confederale. Ma hanno dovuto scontrarsi prima ancora che con i padroni, proprio con le burocrazie sindacali.

S'impone oggi il nodo della ricostruzione di un autentico sindacalismo di classe, di un soggetto di massa, cioè, autonomo dai partiti,  dalle istituzioni statali e dal quadro delle compatibilità capitalistiche, e che difenda le condizioni materiali di vita e di lavoro del proletariato, espandendone poteri e diritti.

Questo soggetto non è più, e da diverso tempo, il sindacato confederale. Ovviamente nel sindacato confederale e in quello extraconfederale esistono pezzi importanti della cultura antagonista. Un patrimonio di esperienze e di storia; esso va unificato attraverso un processo di riaggregazione utile alla ricostruzione di un sindacalismo di massa.  ricostruire un sindacato di classe, non è decidere la nascita di una sigla nuova o sommare alcune di quelle esistenti, ma è un processo politico.

Purtroppo oggi i settori di avanguardia interni ed esterni al sindacalismo confederale non riescono, proprio per le diverse stratificazioni e vicende storiche di cui sono il prodotto, ad unificarsi, né a fare egemonia.

E’ qui che è indispensabile il ruolo e la proposta pratica dei comunisti. Abbiamo la necessità di unificare la volontà dei comunisti secondo una linea comune e riteniamo che i luoghi dove realizzare e verificare tale processo siano le conferenze permanenti delle lavoratrici e dei lavoratori comunisti, nelle diverse dimensioni territoriali, che vanno dunque immediatamente realizzate e fatte funzionare.

E’ indispensabile che i comunisti diventino punto di riferimento, avanguardie e rappresentanti dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro.

4 favorevoli, nessun contrario, 3 astenuti
Approvato a maggioranza
 

Emendamento presentato da Michele Basso sulla questione del liberismo

I comunisti devono respingere l’accettazione acritica del mito liberista. E’ naturale che il capitalismo della nostra epoca non possa definirsi apertamente capitale monopolistico, e debba invece ricorrere ad un velo ideologico, riallacciandosi alle dottrine di Adam Smith e presentandosi come la riedizione riveduta e corretta di quello dell’era della libera concorrenza.

Se ci liberiamo di questo velo, vediamo che  UE e Stati Uniti distribuiscono generosi aiuti alla loro agricoltura; il che rappresenta la forma più efficace di protezionismo. Neanche i paesi sottosviluppati  possono giovarsi del libero mercato. I prodotti di questi paesi, non solo non riescono a penetrare in Europa e negli USA, ma avviene il contrario: poiché il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale (che sono cartelli di banchieri), costringono i paesi poveri a non opporsi in nessuna maniera alla penetrazione dei capitali e delle merci delle grandi compagnie, che praticano il dumping e impongono persino il prezzo delle sementi, questi paesi vedono andare a rotoli l’agricoltura e non possono sviluppare all’ombra del protezionismo la propria industria, come hanno fatto l’Inghilterra fino al 1846, gli Stati Uniti fino quasi alla fine della seconda guerra mondiale, la Germania col sistema di List, e così via.

Il liberismo nacque quando l’Inghilterra, raggiunta l’assoluta supremazia industriale, si presentò come l’officina del mondo. Il vero liberismo morì con la rinascita del protezionismo, che non aveva più lo scopo di creare una serra calda per il capitalismo nascente, ma di taglieggiare i consumatori con prezzi di monopolio.

L’esperienza d’ogni giorno ci conferma l’esistenza dei monopoli: chi deve pagare le assicurazioni per l’auto o per la vita, chi deve fare uso di gas per il riscaldamento, chi deve riempire il serbatoio di benzina, o acquistare medicinali, sa che non si trova di fronte a prezzi concorrenziali, ma a cartelli potentissimi.

Se fosse  liberista, il capitalismo odierno, comprerebbe il petrolio a prezzi di mercato, ma siccome è nella fase imperialistica, è un capitalismo gangster, occupa con la forza i pozzi di petrolio, provocando -guarda caso – un raddoppio dei prezzi

Siamo in presenza di una crescente concentrazione della proprietà, per cui i redditi di alcuni imprenditori sono superiori ai bilanci annuali di molti stati, non solo africani. I monopoli, che un tempo dominavano singoli paesi, hanno ora assunto la forma di multinazionali e impongono i prezzi. Le banche sono potenti monopoliste, che dispongono di quasi tutto il capitale liquido di tutti i capitalisti e piccoli industriali. Chi ha seguito le crisi dell’industria italiana, dalla Olivetti alla FIAT, sa quale peso enorme hanno avuto le banche in queste vicende, con le varie forme di “riorganizzazione” e di “risanamento”. La speculazione fondiaria ha trasformato il “Belpaese” in un ammasso informe di costruzioni. Il passaggio di funzionari governativi al servizio delle banche non è un evento raro.

Il capitale finanziario ha visto trionfi inauditi. I lupi di borsa hanno giocato con le monete – basti pensare alle responsabilità di Soros, agli inizi degli anni Novanta, nel crollo della lira e della sterlina – centinaia di migliaia di risparmiatori hanno visto sparire ogni loro bene in speculazioni incredibili, dall’Argentina alla Parmalat e alla Cirio, per ricordare solo quelle italiane.

L’esportazione del capitale avviene oggi senza alcun controllo, in tempo reale, e lo sfruttamento della manodopera dei paesi in via di sviluppo non ha limiti.

Se veramente esistesse ancora un “libero mercato”, come sostengono gli  apologeti del capitale, non  potrebbe esistere l’imperialismo, che si sviluppa soltanto in una società monopolistica.

Coloro che vogliono opporsi al capitalismo, non possono accettare le definizioni che l’avversario di classe dà di se stesso, perché queste non sono neutre, ma comportano  l’accettazione implicita che è possibile un capitalismo “altro”, un capitalismo controllato dalla società, e non è un caso se molti sedicenti comunisti hanno sostituito il marxismo con la dottrina di Keynes, come se questi non si fosse proposto una stabilizzazione del capitalismo, una forma  intelligente d’anticomunismo.

Chiamiamo il capitalismo odierno col suo vero nome: non Liberismo, ma capitale monopolistico e imperialistico.

2 favorevoli, nessun contrario, 5 astenuti

Approvato a maggioranza