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GLI ORDINI DEL
GIORNO PRESENTATI AL
Odg sulla Segreteria
e la gestione unitaria Il Congresso provinciale di Savona del PRC,
preso atto delle
risultanze dei congressi di Circolo, considera estremamente
importante per il nostro Partito l'unità delle forze, che nella
nostra federazione sono variamente collocate, per dare una
dinamicità all'iniziativa politica che rischia altrimenti una
deleteria fase di stasi. Voto della Commissione politica: 8 favorevoli, 1 contrario, 1 astenuto. ---> emendato nella parte finale su proposta del compagno Franco Zunino con la frase: "....verificando se esistono le condizioni politiche per conseguire tali risultati." da aggiungere dopo le parole "una gestione unitaria", togliere il "." e sostituire con una "," Emendamento approvato con 19 voti, 14 contrari e 8 astenuti. Testo emendato:
Il Congresso provinciale di Savona del
PRC, L'assemblea dei delegati e delle delegate, approvando il presente ordine del giorno, dà mandato al nuovo Comitato politico federale di costituire l'organismo di segreteria in modo unitario nel rispetto delle identità politiche di ciascuno, e costruire una gestione unitaria, verificando se esistono le condizioni politiche per conseguire tali risultati.
Voto del Congresso: 30
favorevoli, nessun contrario, 10 astenuti.
Odg sullo squadrismo,
contro il razzismo
Il Congresso
provinciale, Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione
politica: favorevole all'unanimità.
Odg sul carcere di
Savona
Il Congresso
provinciale, Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione
politica: favorevole all'unanimità.
Odg sull'ANPI e la Resistenza
Il Congresso
provinciale, in occasione del 60° anniversario della lotta di
Liberazione, Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione
politica: favorevole all'unanimità.
Odg sulla Ferrania
La forte crisi occupazionale che si sta
verificando nel nostro Paese e, in particolare, nella nostra
provincia richiede l'inizio di una ampia discussione nel nostro
Partito sulle tematiche del lavoro e delle regole che oggi ne
condizionano il cosiddetto mercato, causa principale della grave
precarizzazione in atto. Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione politica: favorevole
all'unanimità.
Odg sulla liberazione di Giuliana Sgrena Il VI Congresso federale del Partito della Rifondazione Comunista esprime il più vivo desiderio per la liberazione della compagna Giuliana Sgrena, giornalista de "il manifesto", esprimendo la propria vicinanza alla stessa, alla famiglia e al compagno Pierre Scolari, ribadendo la attiva partecipazione alle iniziative contestuali, ribadendo altresì come unica possibilità di interrompere il circuito perverso del terrorismo, il ritiro immediato delle nostre truppe dall'Iraq nel rispetto dell'articolo 11 della nostra Costituzione. Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione politica: favorevole
all'unanimità.
Odg sul sindacato
Il Congresso della
Federazione di Savona Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione
politica: 9 favorevoli, nessun contrario, 1 astenuto.
Presentato dai compagni Marco Sferini, Simone Anselmo. Sottoscritto dai compagni: Casalini, Rotondo, Vottero, Scagnolari, Zucchelli, Bagnasco, Bruzzone
Il VI Congresso provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Savona ritiene opportuno rilevare l’importanza del mantenimento del simbolo della falce, del martello e della stella nel contrassegno ufficiale del Partito. Gli attacchi che sono venuti in questi ultimi tempi alle antiche simbologie del movimento operaio e comunista, accomunate in un semplificazionismo revisionista storico a quelle delle dittature totalitarie fasciste e naziste, sono il frutto di un avanzamento sempre più prepotente della mistificazione dei veri valori del socialismo ad opera delle forze della destra e solo apparentemente democratiche.
Il VI Congresso provinciale del Partito della Rifondazione Comunista di Savona ritiene altresì opportuno rendere evidente come il simbolo del Partito non possa che subire modificazioni che esaltino e non ridimensionino gli elementi grafici della falce, del martello e della stella, anche a fronte di altri simboli di partiti comunisti che hanno operato, in tal senso, un cambiamento.
Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione politica: 6 favorevoli, nessun contrario, 4 astenuti. Voto del Congresso: 22 favorevoli, 7 contrari, 10 astenuti. Approvato a maggioranza
Odg sul ritiro delle
truppe dall'Iraq
Il Congresso della
Federazione di Savona ritiene indispensabile un forte rilancio della
campagna per il ritiro immediato e incondizionato delle truppe
italiane dall'Iraq e dagli altri teatri coloniali. Savona, 27-02-2005
Voto della Commissione
politica: 6 favorevoli, 2 contrari, 2 astenuti.
EMENDAMENTI SULLE SINGOLE MOZIONI Emendamenti presentati a livello nazionale dal compagno Aurelio Crippa alla mozione 1 "L'alternativa di società SINDACATO 5 favorevoli, nessun contrario, 11 astenuti. Approvato a maggioranza SUD 1 favorevole, nessun contrario, 11 astenuti. Approvato a maggioranza PARTITO 4 favorevoli, 1 contrario, 10 astenuti. Approvato a maggioranza Emendamento "Rosso-verde" presentato a livello nazionale dal compagno Roberto Musacchio alla mozione 1 "L'alternativa di società" Approvato all'unanimità Emendamenti presentati sul testo della mozione 4 "Un'altra Rifondazione è possibile" Emendamento presentato da Dario Zucchelli e Luciano Dondero sulla storia dell'Unione Sovietica e il ruolo dell'URSS Il testo è agli atti del Congresso del Circolo "Dino Diani" di Lavagnola.
Approvato
all'unanimità
Emendamento
presentato da Michele Basso sulla questione sindacale La vicenda consociativa del sindacalismo confederale ha sguarnito completamente il fronte di tenuta storica del movimento operaio, anche rispetto al semplice terreno della contrattazione. Settori consistenti di lavoratori hanno tentato ripetutamente di contrastare la politica confederale. Ma hanno dovuto scontrarsi prima ancora che con i padroni, proprio con le burocrazie sindacali. S'impone oggi il nodo della ricostruzione di un autentico sindacalismo di classe, di un soggetto di massa, cioè, autonomo dai partiti, dalle istituzioni statali e dal quadro delle compatibilità capitalistiche, e che difenda le condizioni materiali di vita e di lavoro del proletariato, espandendone poteri e diritti. Questo soggetto non è più, e da diverso tempo, il sindacato confederale. Ovviamente nel sindacato confederale e in quello extraconfederale esistono pezzi importanti della cultura antagonista. Un patrimonio di esperienze e di storia; esso va unificato attraverso un processo di riaggregazione utile alla ricostruzione di un sindacalismo di massa. ricostruire un sindacato di classe, non è decidere la nascita di una sigla nuova o sommare alcune di quelle esistenti, ma è un processo politico. Purtroppo oggi i settori di avanguardia interni ed esterni al sindacalismo confederale non riescono, proprio per le diverse stratificazioni e vicende storiche di cui sono il prodotto, ad unificarsi, né a fare egemonia. E’ qui che è indispensabile il ruolo e la proposta pratica dei comunisti. Abbiamo la necessità di unificare la volontà dei comunisti secondo una linea comune e riteniamo che i luoghi dove realizzare e verificare tale processo siano le conferenze permanenti delle lavoratrici e dei lavoratori comunisti, nelle diverse dimensioni territoriali, che vanno dunque immediatamente realizzate e fatte funzionare. E’ indispensabile che i comunisti diventino punto di riferimento, avanguardie e rappresentanti dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro.
4 favorevoli, nessun contrario, 3 astenuti Emendamento presentato da Michele Basso sulla questione del liberismo I comunisti devono respingere l’accettazione acritica del mito liberista. E’ naturale che il capitalismo della nostra epoca non possa definirsi apertamente capitale monopolistico, e debba invece ricorrere ad un velo ideologico, riallacciandosi alle dottrine di Adam Smith e presentandosi come la riedizione riveduta e corretta di quello dell’era della libera concorrenza. Se ci liberiamo di questo velo, vediamo che UE e Stati Uniti distribuiscono generosi aiuti alla loro agricoltura; il che rappresenta la forma più efficace di protezionismo. Neanche i paesi sottosviluppati possono giovarsi del libero mercato. I prodotti di questi paesi, non solo non riescono a penetrare in Europa e negli USA, ma avviene il contrario: poiché il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale (che sono cartelli di banchieri), costringono i paesi poveri a non opporsi in nessuna maniera alla penetrazione dei capitali e delle merci delle grandi compagnie, che praticano il dumping e impongono persino il prezzo delle sementi, questi paesi vedono andare a rotoli l’agricoltura e non possono sviluppare all’ombra del protezionismo la propria industria, come hanno fatto l’Inghilterra fino al 1846, gli Stati Uniti fino quasi alla fine della seconda guerra mondiale, la Germania col sistema di List, e così via. Il liberismo nacque quando l’Inghilterra, raggiunta l’assoluta supremazia industriale, si presentò come l’officina del mondo. Il vero liberismo morì con la rinascita del protezionismo, che non aveva più lo scopo di creare una serra calda per il capitalismo nascente, ma di taglieggiare i consumatori con prezzi di monopolio. L’esperienza d’ogni giorno ci conferma l’esistenza dei monopoli: chi deve pagare le assicurazioni per l’auto o per la vita, chi deve fare uso di gas per il riscaldamento, chi deve riempire il serbatoio di benzina, o acquistare medicinali, sa che non si trova di fronte a prezzi concorrenziali, ma a cartelli potentissimi. Se fosse liberista, il capitalismo odierno, comprerebbe il petrolio a prezzi di mercato, ma siccome è nella fase imperialistica, è un capitalismo gangster, occupa con la forza i pozzi di petrolio, provocando -guarda caso – un raddoppio dei prezzi Siamo in presenza di una crescente concentrazione della proprietà, per cui i redditi di alcuni imprenditori sono superiori ai bilanci annuali di molti stati, non solo africani. I monopoli, che un tempo dominavano singoli paesi, hanno ora assunto la forma di multinazionali e impongono i prezzi. Le banche sono potenti monopoliste, che dispongono di quasi tutto il capitale liquido di tutti i capitalisti e piccoli industriali. Chi ha seguito le crisi dell’industria italiana, dalla Olivetti alla FIAT, sa quale peso enorme hanno avuto le banche in queste vicende, con le varie forme di “riorganizzazione” e di “risanamento”. La speculazione fondiaria ha trasformato il “Belpaese” in un ammasso informe di costruzioni. Il passaggio di funzionari governativi al servizio delle banche non è un evento raro. Il capitale finanziario ha visto trionfi inauditi. I lupi di borsa hanno giocato con le monete – basti pensare alle responsabilità di Soros, agli inizi degli anni Novanta, nel crollo della lira e della sterlina – centinaia di migliaia di risparmiatori hanno visto sparire ogni loro bene in speculazioni incredibili, dall’Argentina alla Parmalat e alla Cirio, per ricordare solo quelle italiane. L’esportazione del capitale avviene oggi senza alcun controllo, in tempo reale, e lo sfruttamento della manodopera dei paesi in via di sviluppo non ha limiti. Se veramente esistesse ancora un “libero mercato”, come sostengono gli apologeti del capitale, non potrebbe esistere l’imperialismo, che si sviluppa soltanto in una società monopolistica. Coloro che vogliono opporsi al capitalismo, non possono accettare le definizioni che l’avversario di classe dà di se stesso, perché queste non sono neutre, ma comportano l’accettazione implicita che è possibile un capitalismo “altro”, un capitalismo controllato dalla società, e non è un caso se molti sedicenti comunisti hanno sostituito il marxismo con la dottrina di Keynes, come se questi non si fosse proposto una stabilizzazione del capitalismo, una forma intelligente d’anticomunismo. Chiamiamo il capitalismo odierno col suo vero nome: non Liberismo, ma capitale monopolistico e imperialistico. 2 favorevoli, nessun contrario, 5 astenuti Approvato a maggioranza
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