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VENERDI' 6 DICEMBRE 2002   ore 21.00

    NON ne possiamo PIU'  

Cosa c'è davvero scritto nella finanziaria

Presso la SALA CHIAMATA DEL PORTO

Piazza Pippo Rebagliati, 2 - Savona

Introdurrà il compagno
FRANCO ZUNINO - Segretario provinciale di Rifondazione Comunista

Parlerà il compagno
PAOLO FERRERO - della Segreteria nazionale di Rifondazione Comunista


Il governo ha presentato la sua Finanziaria da 20 miliardi di euro (circa 39mila miliardi di vecchie lire): 8 da recuperare con i tagli alla spesa pubblica, 4 con la cartolarizzazione delle cessioni di Stato, 8 da un condono fiscale generalizzato, esteso alle piccole e medie imprese attraverso il concordato preventivo triennale.
Il dato che emerge con evidenza è che ogni previsione fin qui fatta dal governo è stata travolta dal reale andamento dell’economia mondiale, peggiore di quello previsto e propagandato dai sostenitori dell’iperliberismo.
Le previsioni di crescita rotolano al minimo, tutti gli indicatori economici, finanziari e produttivi puntano verso il basso.
Il Patto per l’Italia non trova applicazione perché fondato sulle previsioni economiche del governo, rivelatesi non vere; da qui la riconfermata sua negatività.
A fare le spese di questa finanziaria saranno le famiglie, i pensionati ed i lavoratori ai quali, in cambio di una riduzione parziale delle tasse (peraltro già vanificata dalla crescita dell’inflazione), viene offerto il taglio di servizi pubblici fondamentali con la scuola e la sanità, mentre i veri beneficiari saranno i grandi evasori, premiati con condoni e concordati.
Viene colpita la qualità della vita dei cittadini italiani e delle classi meno abbienti, mentre, contestualmente, con i condoni e gli sgravi si favoriscono le imprese e la rendita finanziaria. Manca in questa finanziaria una politica di rilancio qualitativo dello sviluppo.

TAGLI ALLE RISORSE PER LA FINANZA LOCALE: COSI SI COLPISCONO I REDDITI

Le Amministrazioni locali vedono ridotti i trasferimenti dal 38,1% al 37,6% del PIL, dalla legge finanziaria presentata dal governo. Una riduzione di trasferimenti che porterà alla riduzione di servizi alla persona, colpendo così i redditi delle famiglie. Non è questo che i cittadini aspettavano dopo anni di restrizioni e sacrifici per il risanamento della finanza pubblica.

RIDUZIONE CARICO FISCALE

La riduzione del carico fiscale a favore dei ceti a basso reddito, pare 220 euro a testa di risparmio, non è compensata dal fatto che il rinnovo dei contratti nazionali avverrà sulla base di un’inflazione programmata che è metà di quella reale, dal taglio dei servizi sociali, praticati direttamente dal governo con lo smantellamento dello stato sociale o tramite la riduzione dei trasferimenti agli enti locali.

PENSIONI

Abolito il divieto di cumulo tra pensioni di anzianità ed i redditi da lavoro: in pratica un incentivo al pensionamento anticipato. Nessun ampliamento dei beneficiari dell’aumento a 516 euro delle pensioni minime.

DIPENDENTI PUBBLICI

Nel 2003 blocco del turn-over. Per i rinnovi dei contratti, stanziati incrementi di 780 milioni contro i 1400 chiesti dai sindacati.

SANITA’

Tagli dei posti letto: 5 ogni mille abitanti. Per tutti i cittadini un ticket di 50 euro. Confermati ticket su visite specialistiche e analisi.

SCUOLA

Riduzione delle classi. Ritorno della figura del maestro prevalente. Tagli del 40% dei fuori ruolo, del 20% del personale ausiliario. Il rapporto fra insegnante di sostegno a portatori di handicap è fissato a uno per 145 alunni nella provincia.