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GRIMALDI A SAVONA
PER LA PROIEZIONE DI "CHI VIVRA'... IRAQ!"
Non pensavamo di
arrivare nelle vicinanze temporali del conflitto tra gli USA e l'Iraq
quando abbiamo invitato nuovamente a Savona Fulvio Grimaldi, ex
giornalista Rai e, attualmente, collaboratore di "Liberazione", per
presentarci il suo ultimo lavoro video girato proprio nella terra della
Mezzaluna fertile. Il 10 marzo del 2002 Grimaldi ci spiegò le atrocità
commesse dal governo Sharon contro i palestinesi, ieri - 9 febbraio 2003
- ci ha illustrato l'altra verità sul popolo iracheno, sulla figura di
Saddam Hussein e sulle tante, troppe menzogne che vengono sciorinate dai
mass media ufficiali in ogni dibattito, su ogni foglio cartaceo: fatti
salvi alcuni giornali di quella sinistra che ancora crede in valori
forti come quello della pace come terreno di costruzione di una società
migliore e veramente democratica e socialista.
Di Berlusconi parla come fosse una sorta di "caudillo sud-americano" al
soldo di un "ladro di risparmi del popolo, di compagnie fallite come la
Arkin (800 milioni di dollari buttati al vento)", di un presidente degli
Stati Uniti che compera la giustizia come fece a suo tempo il padre:
tutto in un quadro dalle tinte fosche della guerra, cancellazione della
pace per dieci, venti, trenta anni. La guerra come struttura su cui
edificare un nuovo più vasto potere economico e politico della grande
Repubblica stellata.
"Siamo davanti ad un regime generale di 'criminocrazia'. Se le tremila
bombe, che verranno sganciate il primo giorno di guerra su Baghdad e le
altre città irachene non sortiranno lo scopo dovuto, ebbene, con
tranquillità gli USA hanno già dichiarato che sono pronti ad usare anche
due bombe atomiche". A suffragare tutto ciò torna odiernamente Colin
Powell che afferma come l'uso dell'atomica non è per nulla escluso per
cacciare il dittatore di Baghdad.
Incalza Fulvio Grimaldi: "Gli USA sono riusciti a far scivolare
tranquillamente il fatto che il mondo militare sia un mondo 'normale',
un 'valore'.".
Non
risparmia neppure un appello pacifista pubblicato da "il manifesto": "Un
appello certamente in buona fede", sottoscritto da molte personalità
della sinistra, come Luciana Castellina, premi nobel, che condanna una
guerra "che ci appare essere senza limiti di tempo e di spazio". Ma un
appello che cade nel ragionamento falso della spirale 'guerra portatrice
di terrorismo'. A questo punto questo appello diviene fuorviante,
sostiene l'ex cronista della Rai: "Ditemi quale paese attaccato
dall'imperialismo abbia mai reagito con il terrorismo: il Cile di
Allende? L'Argentina? Se si escludono i kamikaze palestinesi, nessun
paese ha mai fatto ricorso al metodo terroristico per controbattere ad
una guerra di aggressione imperialista.".
L'Iraq è da dodici anni strangolato economicamente, "annegato
nell'uranio". Dov'è il terrorismo iracheno, si domanda Grimaldi.
A menzogne e accondiscendenze della sinistra moderata verso l'atlantismo
e il modello americano, si aggiungono i complotti dei vari servizi
segreti e dei governi associati all'impero americano: l'esempio della
Gran Bretagna è lampante. In quanto a falsità il governo di Blair non è
da meno a quello dell'Amministrazione americana. Sono gli stessi servizi
segreti inglesi, infatti, che pochi giorni fa hanno smentito il premier
britannico su molte affermazioni che accusavano l'Iraq di possesso di
armi batteriologiche di sterminio di massa. E, ciliegina sulla torta
(amara torta)... un ex studente universitario riconosce, nel rapporto
sventolato da Blair come "la prova" incriminante contro Saddam Hussein,
una parte della sua tesi di laurea risalente al 1991.
Gli scenari della guerra sono già aperti, il dramma è già iniziato e sul
palcoscenico comincia la farsa del bene contro il male, del chiaro
contro l'oscurità: chi controlla le operazioni militari di aggressione
"preventiva" tende anche a controllare - afferma il giornalista
- l'aggredito, ad inserirsi nel suo contesto e a non limitarsi a
bombardarlo per sconfiggerlo, quindi a prospettare lo scenario di
imposizione di un "governo democratico" dopo la sostituzione di Hussein.
A questo proposito, Fulvio Grimaldi cita l'esempio macedone: il BIFRI,
un istituto militare per le risorse professionali guidato dal
Pentagono, ha addestrato in Macedonia l'esercito per farne un bastione
delle contraddizioni che nella piccola repubblica balcanica sono da
sempre mine vaganti, pronte ad esplodere al muovere di un soffio di
vento...
"Noi dobbiamo fare una cosa che non è stata mai tentata, mai fatta: la
delegittimazione del nemico, di coloro che queste guerre le innalzano a
bandiera di libertà. Una delegittimazione che passa attraverso la
disvelazione dei loro trucchi, intrighi internazionali, patti segreti,
documentazioni false prodotte come esempio di verità intangibile.". Una
delegittimazione del nemico porterebbe alla sua sconfitta, al suo
inesorabile, lento declino. "Tutto questo annichilirebbe quel terrorismo
che è uno strumento dell'imperialismo", usato dall'impero americano e da
qualunque potenza per sollevare conflitti che risolvano le crisi
economiche e affermino il predominio su altri popoli.
Se all'epoca della guerra nel Kossovo "fossimo riusciti a delegittimare
le azioni del governo D'Alema e degli USA, in Jugoslavia non sarebbe
accaduto ciò che è tragicamente successo: i bombardamenti a tappeto
della NATO, la sostituzione di Milosevic e la ricostruzione del paese
affidata a compagnie e ditte americane.".
Lo ripete ennesimamente Fulvio Grimaldi: "In Serbia non c'era una
dittatura: vi erano più partiti e la stampa era al 90% controllata
dall'opposizione al governo centrale federale. C'era una dialettica, non
c'è mai stata quella pulizia etnica che ci hanno mostrato. Le vittime
della 'guerra civile', ci hanno detto, erano centinaia di migliaia.
Invece sono state 2.800, provocate in gran parte da quell'UCK finanziato
e foraggiato sempre dallo Zio Sam. Questa verità non è venuta fuori in
nessun giornale italiano. Solo un coraggioso cronista de "l'Unità" è
riuscito a scriverla in un trafiletto nelle pagine interne con taglio
basso. 2.800 morti fra tutte le etnie nella guerra civile balcanica.
Poi, capitolo a parte, c'è stata la tragica pulizia etnica operata
contro i serbi del Kossovo del nord. Non abbiamo diffuso queste notizie,
quindi non abbiamo 'delegittimato' il nemico, i signori della
guerra...".
E' un fiume in piena Grimaldi e, prima di passare alla proiezione del
video, ci racconta ancora due cose su Osama bin Laden e George W. Bush:
"E' nel 1979 che gli Stati Uniti iniziano a finanziare lo sceicco bin
Laden, per la creazione della rete terroristica Al Qaeda. Bush e bin
Laden sono politicamente simmetrici. Fanno la stessa politica. Le loro
famiglie hanno in comune una compagnia petrolifera, l'ARBUSTO, hanno in
comune le stesse banche, che sono anche quelle banche che volentieri
intrattengono rapporti con il Regno dell'Arabia Saudita.". Riferendosi
sempre a Bush e bin Laden: "Sono soci della società che produce il
vaccino contro quel famoso antrace che veniva spedito ovunque negli
Stati Uniti!". Tutto ciò mentre 40 milioni di statunitensi sono privi di
ogni tutela sociale, ridotti praticamente ad essere un sottoproletariato
che Cuba ha scordato da ormai decenni e decenni.
"I talebani... sempre gli USA... li hanno aiutati a prendere il potere
in Afghanistan per ottenere la costruzione dell'oleodotto che dal Caspio
finirebbe allo sbocco oceanico. Ma quando il regime del mullah Omar si è
opposto a queste ingerenze nordamericane, allora Washington ha capito
che era tempo di farla finita con gli studenti coranici.".
E allora, in tempi più recenti, veniamo alla tragedia delle Torri
Gemelle e del Pentagono, a quello che Fulvio Grimaldi definisce l' "autoattentato
di New York". Vi sono eloquenti studi di fisici e scienziati anche
americani che sostengono che quelle due torri non potevano crollare per
l'impatto di un aereo il cui carburante andava a bruciare fuori dal
palazzo e consumava quindi ossigeno non interno. Anche qui la verità è
sempre un'altra: gli aerei sono serviti a far credere quello che abbiamo
visto e rivisto centinaia di volte in tv: un crollo preciso, verticale
delle Twin Towers... come se vi avessero piazzato della cariche
esplosive...
"Ma come si può credere che quegli aerei 'dirottati' potessero sorvolare
porzioni di cielo controllatissime senza essere minimante rintracciati
da una qualsiasi strumentazione della Difesa americana: quando
l'aviazione degli Stati Uniti è in grado in 8 minuti di raggiungere
qualsiasi parte del cielo degli USA per difendere il territorio
sottostante...?!".
E, infine, "dove sono le registrazioni, i filmati degli imbarchi dei
presunti terroristi? Sparite, scomparse.".
Mistero grande copre, come sempre, mistero piccolo. "Rovesciare le loro
false verità è la vera arma del pacifismo: la 'delegittimazione'.".
L'applauso di oltre cento presenti alla manifestazione organizzata dal
circolo "Rebagliati" di Savona centro introduce la proiezione
dell'ultimo lavoro di Fulvio Grimaldi: "Chi vivrà... Iraq!". E' oltre
un'ora di profonda analisi della società irachena in tutte le sue parti:
dalla storia millenaria che parte dai Sumeri sino alla vittoria d el
partito Baath, passando per la guerra con l'Iran, quando Khomeini
promise ai curdi iracheni la creazione di uno stato indipendente. I
curdi si fidarono della promessa del creatore della "rivoluzione
iraniana" e presero le armi contro Hussein, divenendo così quei nemici
di Baghdad che sino ad allora non erano mai stati.
Vediamo immagini girate in ospedali dove i bambini muovono gli arti con
una motorietà paragonabile a quella di un androide: sono dei piccoli
corpi stremati dalla fame, distrutti dalla mancanza di medicinali,
adagiati non su comodi letti occidentali, ma su quello che resta di un
letto che pare anche esso bombardato, ridotto ad un pezzo di gommapiuma
roso dall'umidità. I medici intervistati da Grimaldi affermano che,
nonostante il governo abbia reso gratuita la sanità per tutti i
cittadini, l'embargo ha reso necessario introdurre un ticket sulle
prestazioni, per evitare il completo atterramento delle strutture
sanitarie.
Così è per le scuole, per le università: un giovane iracheno spiega che
gli studi sono tutti a carico dello Stato, che vorrebbe diventare un
insegnante di lingua inglese, ma che una nuova guerra di certo
complicherebbe questa sua aspirazione.
Il popolo iracheno si dimostra fiero della sua identità nazionale, la
vuole difendere e, con essa, vuole difendere le conquiste sociali che ha
ottenuto. Per questo difende Saddam, per questo non considera Saddam un
tiranno sanguinario.
Sono tanti gli aspetti di un paese che ci viene mostrato come il male
che contrasta l'Occidente buono e caritatevole, sono aspetti che lo
riscattano e che solo la conoscenza dei più singolari attimi di vita
degli iracheni può far apprezzare. Dopo aver assistito alla proiezione
di "Chi vivrà... Iraq!" non puoi, veramente non puoi schierarti che con
l'Iraq. Ancora più certo che la pace possa permettere al popolo della
"Terra tra i due fiumi" di poter progredire: una donna, dirigente del
partito Baath ripete come una eco quello che già Che Guevara disse all'Onu
tanti fa: 'Non vogliamo nulla, vogliamo solo essere lasciati in pace.".
Quella pace che gli USA non sono proprio disposti a concedere...
Per ultimo, ci sentiamo di ringraziare Fulvio Grimaldi: grazie per il
tuo coraggio di denuncia Fulvio, per la tua tenacia di opposizione
all'ingiustizia: la diffusione di queste "altre verità" servirà a
scrivere un giorno come le cose sono veramente andate ovunque
l'imperialismo abbia posato il suo sporco, insanguinato piede di guerra.
MARCO SFERINI
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