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          SE QUESTO E' UN UOMO...

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia ve lo impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Primo Levi
 


27 GENNAIO 1945: l'esercito sovietico conquista la città di Auschwitz in Polonia sottraendola alla feroce dominazione nazista.
Ciò che i comandanti e i soldati dell'Armata Rossa trovarono fu uno straziante orrore di morte, di montagne di cadaveri di bambini, donne e uomini, in parte inceneriti, in parte ammassati e pronti ad essere "passati per il camino".
Noi vogliamo ricordare i milioni di vittime che il nazifascismo fece in tutta Europa e nel mondo intero: lo facciamo con la trepidazione di chi vuole perpetuare la memoria di fatti che molto spesso ci appaiono inimmaginabili, ma che sono realmente avvenuti.
Lo facciamo con la forza della volontà di pace che ripetiamo, è l'unica vera possibilità di sviluppo umano oggi: ciò che succede ed è successo in Iraq, ad esempio ad Abu Graib, dove le torture sistematiche erano la necessaria e spietata esplicazione di tutto il sadismo e la crudeltà della cecità bellica, ci fa continuamente affermare che dobbiamo esigere l'immediato ritiro di tutte le truppe di occupazione, anche e soprattutto davanti ad una Resistenza che ogni giorno si intensifica sempre più e, ad oggi, viene riconosciuta anche dagli USA come il vero nemico da battere.
La veloce conquista di Bagdad aveva forse illuso Bush: gli oltre mille morti americani stanno a triste testimonianza del folle piano imperialistico americano.
Ricordare Auschwitz e tutti gli altri luoghi di tortura, morte, sevizie è l'unico modo per ridare fiato alla speranza della pace, per arrivare un giorno a poter vedere un mondo dove il termine "odio" sia qualcosa di inconosciuto. Potrà apparire un'utopia solo a coloro che non riescono a pensare al mondo ed alla vita se non come ad una tensione continua di lotta fratricida, sia essa per meri interessi economici o per qualsiasi altro motivo.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!
 


L'ingresso al campo di sterminio di Auschwitz: sul cancello campeggia il motto "Arbeit macht frei", ossia "Il lavoro rende liberi": una triste beffa inflitta dai nazisti a tutte le loro vittime

        

La strada ferrata conduceva i treni direttamente all'interno del campo, dove le donne e i bambini venivano immediatamente separati dagli uomini: ad Auschwitz sono stati barbaramente trucidati oltre 1 milione di persone, la maggior parte di esse era solamente "colpevole" delle proprie origini ebraiche...

Usando le parole di Primo Levi: ...considerate se questo è un uomo... L'immagine proviene sempre dal famigerato campo di sterminio di Auschwitz.