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ELEZIONI COMUNALI 2002
IL PROGRAMMA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

Un’altra Savona è possibile ed insieme la vogliamo costruire!
La nostra scelta politico-programmatica parte dall’analisi della situazione esistente, dalla critica rispetto alle molte cose che a nostro avviso non vanno nella nostra Città, dalle proposte programmatiche collegate alle numerose battaglie condotte in questi anni, spesso assieme ad altri, nella convinzione che un’altra Savona è possibile.
In primo luogo riteniamo fondamentale il recupero di alcuni elementi che hanno contraddistinto la storia, anche recente, della nostra Città ed in particolare la partecipazione e la solidarietà. A noi sembra che non sia così indispensabile ricercare nuovi “segni forti” che caratterizzino Savona, tanto per essere chiari grattacieli che si affianchino alla Torretta o palazzoni vicino al Priamar o al Brandale: ci pare più importante cogliere i segnali del risveglio della volontà di molti cittadini, a partire da nuove generazioni che per la prima volta si affacciano alla politica, di partecipare alle decisioni sul futuro di Savona Le tradizioni delle Società di Mutuo Soccorso, l’attività dei primi anni dei Consigli di Quartiere possono rinnovarsi, pur con altre forme, nell’attività di molte e diversificate soggettività.
Dopo aver contribuito, quattro anni or sono, alla sconfitta del centrodestra, ci siamo purtroppo, ben presto, dovuti arrendere all’evidenza che molte delle scelte della Giunta Ruggeri proseguivano quanto delineato dai predecessori. A noi interessa un confronto ed una collaborazione con le forze progressiste, ma con la consapevolezza che esistono discriminanti nella programmazione dell’uso del territorio - così come nell’articolazione dei servizi alle persone, in particolare a quelle più deboli, e nella concezione della partecipazione dei cittadini - tra le forze progressiste e quelle conservatrici. A Savona, troppo spesso, queste differenze non si sono viste minimamente: interessi trasversali di poteri forti hanno prevalso sull’interesse collettivo.
Savona è una città che ha sempre espresso sensibilità sui temi della Pace tra i Popoli. L’attuale situazione internazionale non può lasciare indifferente la comunità savonese: Savona Città di Pace deve significare un impegno concreto a fianco dei popoli oppressi e sfruttati anche con specifici progetti di cooperazione e solidarietà.
Proponiamo una Città non solo a misura di uomini e donne, ma anche attenta alle necessità che esprimono i nostri animali urbani e domestici: fondamentale a riguardo il rapporto con le associazioni animaliste che operano sul territorio.


Democrazia e Circoscrizioni
Già durante il mandato “Gervasio” le Circoscrizioni persero il loro ruolo di istituzione democratica. Il governo di Centrosinistra ha proseguito su questa strada, relegando i Consigli a semplice ruolo formale. Noi riteniamo invece fondamentale riacquisire il ruolo partecipativo, propositivo ma anche gestionale, tramite opportune deleghe, al fine di consentire una reale partecipazione di tutta la Città alle scelte fondamentali riguardanti il futuro di Savona.


Risorse
La discussione sul bilancio preventivo e poi la verifica su quello consuntivo possono divenire uno degli strumenti principali di coinvolgimento dei cittadini e delle organizzazioni sociali nel programmare lo sviluppo della Città, sul modello del bilancio partecipato di Porto Alegre, attraverso le decisioni da prendere a riguardo dell’allocamento delle risorse.
Le risorse acquisite debbono garantire ai soggetti più fragili la possibilità di trovare adeguato sostegno:dagli studenti ai disoccupati di lunga durata, dagli anziani al minimo sociale ai soggetti portatori di handicap. Pertanto anche l’acquisizione di risorse tributarie e tariffarie deve prevedere il massimo ventaglio possibile di aliquote oltre che consentire esoneri e agevolazioni alle categorie più deboli.
Le tariffe previste per i servizi a domanda individuale (dagli asili nido ai posteggi a pagamento) devono essere rivisti e rimodellati in una visione sociale e solidale.


Programmazione del territorio
Una delle più gravi carenze dell’attuale Amministrazione, per la verità ereditata dalla precedente amministrazione “Gervasio”, è quella di non essere stata in grado, o meglio di non aver voluto dotarsi di uno strumento generale di programmazione del territorio.
La mancanza di un PUC (Piano urbanistico Comunale) ha consentito, di fatto, che fossero i Privati a dettare gli assi di sviluppo della Città e questo molto spesso favorendo interessi particolari e non quelli della Città nel suo complesso. Esemplare da questo punto di vista è il Progetto Bofill, calato sulla Città senza che avvenisse un serio confronto sull’utilizzo delle più pregiate e strategiche aree a mare di Savona, e sulla cui destinazione si gioca il futuro economico dell’intero hinterland savonese.
Con la stessa metodologia sono stati affrontati altri aspetti prioritari riguardanti la trasformazione del nostro territorio, basti pensare alle sciagurate ipotesi del porticciolo turistico alla Margonara, al tracciato della cosiddetta “Tangenziale urbana”, meglio conosciuto come Aurelia bis, o al previsto casello autostradale su Corso Ricci. Tutte ipotesi progettuali andate avanti senza alcun confronto con le forze politiche e sociali della città e rispondenti, nella loro formulazione attuale, essenzialmente agli interessi di pochi anziché a quelli di uno sviluppo sostenibile del nostro territorio.
In una città come quella di Savona che si sta spopolando e dove il numero di alloggi disabitati cresce progressivamente, non risulta comprensibile ad esempio l’immissione sul mercato di centinaia di migliaia di mc di residenzialità ad elevatissimi costi, o “l’assalto alle colline”, importante patrimonio ambientale.
Occorre privilegiare interventi di ristrutturazione e recupero, soprattutto nel centro storico, ma anche nelle periferie e destinare buona parte delle nuove costruzioni ad edilizia convenzionata e/o agevolata, a prezzi calmierati.Occorre altresì intervenire con leve fiscali per impedire che le numerose case sfitte non vengano immesse sul mercato delle locazioni.
Importante è procedere rapidamente al recupero dei cosiddetti “contenitori storici”, completando quello del Priamar, che deve essere fruibile alla città in tutti i mesi dell’anno, e soprattutto risolvendo finalmente lo scandalo del vecchio S. Paolo. Anche il recupero del complesso di S. Giacomo, oltrechè di S.Domenico e di S. Chiara, di cui da troppo tempo si parla, possono e devono rappresentare per la città risorse preziose,sia dal punto di vista culturale che economico.
Urgente è l’individuazione di un’area facilmente fruibile da destinarsi al nuovo carcere. L’attuale Sant’Agostino è infatti indegno di una società civile ed è invivibile sia per il personale che ci lavora che soprattutto per chi vi è detenuto.


Opere pubbliche
In questi anni si sono privilegiate essenzialmente opere di abbellimento del “salotto” della Città, trascurando ancora una volta le giuste rivendicazioni delle periferie.
Il patrimonio edilizio-scolastico, ad esempio, ha subito un progressivo degrado, mentre si andavano ad approvare finanziamenti miliardari, per progetti non altrettanto urgenti.
E’ essenziale che anche nella stesura del Piano annuale delle opere pubbliche siano coinvolte le Circoscrizioni, al fine di una distribuzione equilibrata delle risorse a favore pure di piccoli, ma essenziali, interventi. Permangono, infatti, alcune gravi carenze strutturali sia per quanto riguarda la viabilità, la pubblica fognatura, l’illuminazione pubblica soprattutto in alcuni quartieri periferici.


Mobilità e trasporti
Occorre un Piano Urbano del Traffico che contenga scelte coraggiose: a favore del trasporto pubblico e delle aree pedonali, contemplando adeguati parcheggi di cintura e zone a traffico limitato.
Vanno ripresi i progetti riguardanti la mobilità con mezzi in sede propria: tramite ferrovia (esemplare l’ottima sperimentazione oggi stabilizzata del servizio metropolitano Voltri Genova, che potrebbe essere ripresa nel nostro comprensorio sia costiero che valbormidese) o tramite l’abbandonata progettazione della metropolitana leggera (a riguardo va segnalata la sciagurata perdita del finanziamento statale di 40 miliardi destinati allo scopo).
II trasporto pubblico quale asse portante della mobilità delle persone, libera la città dal caos del traffico automobilistico e costituisce dal punto di vista energetico una scelta di clamoroso risparmio.
Si potrebbe istituire una vera e propria area pedonale al posto dell’attuale Zona a traffico limitato.Tale area dovrebbe essere valorizzata per un rilancio commerciale, turistico,culturale.
Fondamentale è la costituzione del polo trasportistico savonese, quale uno dei perni fondamentali per il rilancio economico ed occupazionale del comprensorio che comprende:
Porto di Savona -Vado
Il porto di Savona-Vado quale propulsore dell’economia savonese con uno sviluppo armonizzato nell’ambito della portualità ligure, non concorrenziale con il VTE di Voltri, con Genova, con La Spezia, ma con la valorizzazione delle proprie peculiarità e specializzazioni.
Se da un lato può essere condiviso il recupero ad attività turistico-ricreative della vecchia darsena e degli spazi collegati, il giudizio complessivo sui progetti sostenuti prima dalla Giunta Gervasio e poi da quella Ruggeri non possono che essere negativi. Il progetto Bofill entra, infatti, fortemente in contrasto con il ruolo commerciale del porto.
Necessita al porto una ferrovia efficiente per un rapido e sicuro inoltro delle merci attraverso:
1) potenziamento del parco merci di Savona P.Doria di via Stalingrado,
2) potenziamento delle attuali 2 linee di valico (Savona-S.Giuseppe via Ferrania e Savona- S.Giuseppe via Altare).
3) posa del secondo binario sulla linea Savona-S.Giuseppe via Altare.
4) raddoppio dell’unico tratto a binario unico tra S.Giuseppe e Ceva della linea Savona Torino.
E’ indispensabile favorire la costruzione del nastro sotterraneo ed il conseguente spostamento del terminal funiviario dall’attuale sede di Miramare al Terminal Alti Fondali e il rilancio della Società Funivie Alto Tirreno quale sistema d’inoltro delle rinfuse varie.


Programmazione sociale
Una città che ha una maggioranza di popolazione anziana, pochissimi giovani, coppie che abbandonano la città per l’elevato costo della abitazioni, per la scarsità dei servizi e per la discontinua sollecitazione culturale, necessita, se non vuole involversi, di una nuova e più vitale programmazione sociale.
Il progressivo ed inspiegabile arretramento dei servizi sociali e sanitari, anche integrati, che consentono alle persone in difficoltà di “godere” attualmente dei servizi sociali solo per un’ora alla settimana, deve interrompersi.
La presenza di un numero adeguato di posti in RSA, la creazione di centri di aggregazione e valorizzazione per gli anziani, deve rivedere il Comune come principale soggetto propositore.
Strutture adeguate a ricevere i giovani (anche in autogestione), le loro attività di studio, di ricreazione, di elaborazione, può permettere da una parte la rivitalizzazione di strutture oggi semi abbandonate e dall’altra di fornire ambienti e tecnologie adeguate alla popolazione giovanile, creando, di fatto, poli di forte attrazione.
Fondamentale deve essere nella vita amministrativa il sostegno e la promozione dell’attività sportiva con la duplice finalità di pubblicizzare l’immagine della città e di fruizione e godimento per i savonesi.
Occorre pensare a strutture sportive comprensoriali, che rispondano ai bisogni dei cittadini di una più ampia territorialità andando oltre al confine comunale.
Fondamentale è la gestione diretta degli impianti sportivi di base con delega alle Circoscrizioni, così come la promozione di politiche tariffarie di favore delle attività amatoriali.
Particolare attenzione deve essere posta dall’amministrazione alla nascita di gruppi musicali, teatrali, artistici che debbono essere sostenuti anche nella disponibilità di spazi adeguati.


Aziende
ATA: La trasformazione da Azienda speciale in SPA non ci ha trovato consenzienti. Di fatto l’Amministrazione comunale perderà progressivamente il controllo dell’Azienda (il cui bilancio non sarà più soggetto all’esame e alle proposte del Consiglio comunale).
Sulla politica complessiva dei rifiuti, l’Amministrazione Comunale deve sollecitare l’ATA ad una più attenta politica di riduzione dei rifiuti da smaltire, incentivando la riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte (in particolare gli imballaggi), il riutilizzo ed il riuso nonché il riciclo, attraverso anche una raccolta differenziata
La chiusura a Novembre 2002 della discarica di Cima Montà deve vedere la bonifica e la riqualificazione dell’intera area collinare.
ACTS: nell’ambito di una visione della città più libera dal traffico veicolare privato, è necessaria una migliore sinergia con l’ACTS.
Una città che non prevede trasporto pubblico dopo le 22.30, dove le corsie preferenziali sono solo, e solo in alcune zone, un segno giallo sull’asfalto, dove non sono ancora previste tariffe agevolate per soggetti fragili, dove il costo del biglietto non ne incentiva l’uso, vanno coordinate nuove strategie anche di sensibilizzazione, che invoglino i cittadini, residenti e non residenti all’uso del mezzo pubblico. CONSORZIO PER LA DEPURAZIONE DELLE ACQUE: il primo passo che deve essere fatto è la modifica dello statuto per quanto riguarda la ripartizione tra i vari comuni consorziati,in quanto il contributo del Comune di Savona è attualmente eccessivo, non considerando la popolazione estiva dei comuni turistici. Indispensabile inoltre risolvere gli inconvenienti di funzionamento tuttora presenti, che gravano in particolare (vedi odori insopportabili) sui limitrofi residenti.


Commercio
Nel passato mandato, con lo sviluppo della grande distribuzione, non solo nel settore alimentare, si sono offuscati e persi presidi commerciali e posti di lavoro nel settore. L’intervento dell’Amministrazione Comunale può e deve concretizzarsi in queste direzioni:
- la salvaguardia e la valorizzazione di punti commerciali che offrano prodotti tipici della tradizione cittadina o lavorazioni artigianali altrimenti destinati alla scomparsa;
- la tutela e la permanenza di insediamenti che servono le esigenze delle periferie della Città, per far fronte ai bisogni delle fasce più deboli;
- la creazione, a seguito di una individuazione attenta sul territorio, di punti di ristoro e di aggregazione che pratichino un corretto rapporto qualità-prezzo.


Università
Il polo universitario di Legino deve diventare punto di riferimento per tutti gli Enti pubblici, le forze economiche e le Associazioni culturali, per contribuire efficacemente alla costruzione di una visione della Città e del suo territorio (esteso anche al comprensorio), che privilegi l’investimento di risorse, lo studio, il monitoraggio e la proiezioni di soluzioni idonee ad intrecciare il tessuto economico della Città con uno sviluppo ambientalmente sostenibile e con la difesa del patrimonio naturale, di cui Savona è ancora dotata.
A tal fine occorre che l’Università, in concorso e su sollecitazione delle Istituzioni locali, organizzi incontri, convegni, percorsi di studio, manifestazioni culturali che ne potenzino la capacità di coinvolgere la cittadinanza e di farne una risorsa di idee, iniziative e di concreto supporto per chi intende contribuire all’affermazione di una simile prospettiva.


Agricoltura
Pur rappresentando ormai un settore limitato nell’economia savonese, più a livello di attività amatoriale che altro, occorre salvaguardare le piccole aziende agricole e di allevamento ancora esistenti, che rappresentano una ricchezza sul territorio e forniscono posti di lavoro rispettosi dell’ambiente.
Risulta inoltre necessario intervenire a sostegno, anche con incentivi economici, di attività di agriturismo e per la creazione di cooperative di produzione agraria.


Energia ed ambiente
Si può intervenire con una rigorosa politica di risparmio energetico tesa a favorire le fonti rinnovabili e pulite.
Gli edifici pubblici, ad esempio, dovrebbero utilizzare le superfici esposte all’insolazione (tetti) per installare pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria e per il ciclo di riscaldamento
E’ possibile ricercare luoghi atti all’installazione anche sperimentale di generatori eolici considerando l’estrema ventosità del nostro territorio.
Occorre inoltre procedere ad:
1. agevolazioni (ICI) sui privati che adottano già tecniche di risparmio energetico o che nelle ristrutturazioni ne fanno uso (pannelli solari, celle fotovoltaiche, valvole termostatiche, ecc.).
2. incentivi per l’uso di autobus a metano ed introduzione di reti di filobus per circuiti urbani ed extraurbani,
3. iniziative pubbliche , interventi nelle scuole atti a favorire una cultura ed un’educazione al risparmio energetico fra la popolazione e soprattutto fra le giovani generazioni.
Per quanto riguarda l’ambiente più in generale, molte sono le questioni su cui l’Amministrazione Comunale ha competenze specifiche, basti pensare all’inquinamento elettromagnetico e ad una doverosa zonizzazione che escluda la possibilità di installare antenne nei pressi delle abitazioni o alla possibilità di escludere tassativamente, dalle mense comunali e scolastiche, i cibi contenenti organismi geneticamente modificati. Più complessivamente il Comune deve dotarsi di un Sistema di gestione ambientale che preveda un miglioramento continuo dell’ambiente cittadino