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LA LEZIONE DI ENRICO BERLINGUER
Difendere la Costituzione per progredire socialmente. Contro un nuovo 11 settembre cileno (o americano...)


Anche quest’anno siamo arrivati all’11 settembre. Il modo che ho scelto per ricordare questa data è rileggere i tre articoli di Enrico Berlinguer pubblicati sui numeri del 28/9, 5/10 e 12/10 nell’anno 1973 del settimanale “Rinascita”.
Mentre “noi” ci siamo dimenticati di cosa avvenne l’11 settembre 1973, il mondo capitalista si guarda bene da spingere nell’oblio l’11 settembre 2001 e ci “bombarda” con ogni sorta di rievocazione, ma non chiarisce perché, come e cosa sia successo veramente, quel giorno a New York.
Sappiamo bene cosa avvenne in Cile: un governo “di sinistra” regolarmente eletto, venne rovesciato da un golpe militare, attivamente appoggiato dagli Stati Uniti d’America, che instaurò una feroce e sanguinaria dittatura “di destra”.
Rileggere Berlinguer è impressionante: se ci limitiamo alle parole, che sono datate, forse continuiamo a non capire, ma se leggiamo i concetti espressi da tali parole emerge, partendo dall’analisi degli avvenimenti cileni, la prospettiva rivoluzionaria che ci ha indicato unica possibile, che molti nella sinistra non sono stati capaci di recepire o hanno male interpretato o hanno preferito ignorare favoleggiando altre strade, suggestive, ma storicamente, direi marxisticamente, impraticabili.
Berlinguer evidenzia che bisogna analizzare la situazione esistente: prendere atto non vuol dire accettarla, ma farne il punto di partenza per cambiare lo stato delle cose.
Nella situazione italiana, un passaggio importante riguarda la priorità della difesa della Costituzione e del sistema elettorale (ricorda la lotta contro la legge truffa), perché la democrazia e la rappresentatività sono le basi della libertà e la libertà dei popoli e l’indipendenza delle nazioni sono l’incubo per le classi dominanti borghesi.
Di più: Enrico Berlinguer ci dice che la Costituzione italiana è il primo tassello per la trasformazione progressiva dell’intera struttura economica e sociale. Si capisce, quindi, perché continua il tentativo, della destra, di modificarla, oltre quello che già è stato fatto, meno perché partecipa o ha partecipato o a fatto da sponda a ciò chi doveva difenderne i valori.
Un altro concetto, forse indigesto, ma non per questo ineccepibile, è che una profonda trasformazione sociale debba essere effettuata senza sospingere in posizione di ostilità vasti strati di ceti medi, il perché ce lo scrive chiaramente: “Ciò, evidentemente, comporta una attenta scelta delle priorità e dei tempi delle trasformazioni sociali e comporta, di conseguenza, l’adoperarsi non solo per evitare un collasso dell’economia ma per garantire anzi, anche nelle fasi critiche di passaggio a nuovi assetti sociali, l’efficienza del processo economico.” È premonitore quando scrive: “Il problema politico centrale in Italia è stato e rimane più che mai proprio quello di evitare che si giunga a una saldatura stabile e organica tra il centro e la destra.” In questo abbiamo fallito perché la saldatura che non dovevamo permettere c’è stata (almeno in parte) e abbiamo la riprova della giustezza dell’analisi berlingueriana perchè la formazione della casa delle libertà (unione del centro con la destra) e la conseguente vittoria elettorale, ha portato ad un fortissimo arretramento nelle condizioni di vita, nella sicurezza sociale, un aumento di precarietà, una diminuzione di legalità.
Sono passati trentadue anni, il quadro di riferimento politico è stato radicalmente sconvolto, ma la necessità di creare un percorso comune di tutti i soggetti sociali indicati da Berlinguer (più i nuovi) come unica strada per giungere ad un cambiamento radicale della società resta l’unica prospettiva percorribile. Per Berlinguer era relativamente facile indicare i partiti in quanto essi rappresentavano a grandi linee agglomerati di interessi sociali omogenei, oggi bisogna ripartire da un quadro interno più confuso e da una situazione internazionale ancora più sfavorevole, dove la caduta del muro di Berlino è avvenuta in una sola direzione e l’Unione Europea non riesce a trovare una propria consistenza che permetta agli stati che ancora lo sono, di sciogliersi dall’abbraccio asfissiante degli USA.
Berlinguer ci ricorda che il 51 per cento dei voti farebbe vincere elezioni, ma non “…garantirebbe di per se la sopravvivenza e l’opera di un governo…”; nella fase attuale, certamente una di quelle “in cui bisogna (…) raccogliere le forze e per preparare le condizioni di una ripresa del cammino in avanti”, è essenziale assumere tutte quelle decisioni necessarie, prima ancora che per riuscire a spostare il “ceto medio” verso l’alleanza con la sinistra, per ridare “gambe” e “testa” ad un movimento che non riesce a trovare un linguaggio comune. La speranza che con il Partito della Rifondazione Comunista si riuscissero ad unire tutte le sensibilità della sinistra, per giungere ad una sintesi vincente, si è persa nelle secche del Congresso dalle cinque mozioni.
Non ho la ricetta vincente, ma sono convinto che se non riusciamo a trovare il modo di superare quello che poterei definire “il peccato originale del marxismo” ovvero la continua rissosa frammentazione che ha caratterizzato cento anni di storia, anche quando riuscissimo a raggiungere intese e alleanze non saremmo in grado di reggerne l’impatto, altro che esserne egemoni e utilizzarle come volano per il cambiamento rivoluzionario della società.

CLAUDIO MANZIERI
settembre 2005


Vi proponiamo di seguito tre articoli pubblicati da "Rinascita", l'allora settimanale del Partito Comunista Italiano, a firma di Enrico Berlinguer che impostano pensieri e riflessioni sui tremendi fatti del Cile dopo il colpo di stato del fascista Pinochet contro il governo democraticamente eletto di Salvador Allende.
E' una lettura molto interessante, alla luce soprattutto dei fatti odierni che minacciano ancora oggi instabilità politica e sociale sorretta da un autoritarismo plebiscitario strisciante così ben rappresentato dal Presidente americano George Bush e dai suoi lacchè occidentale (e non solo...).