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IL
CONGRESSO DEI COMUNISTI
Dopo la
vittoria netta del documento 1 "Rifondazione Comunista in movimento" che
si è affermato nella nostra federazione con il 66.9% dei voti, Sabato 19
e Domenica 20 Luglio il PRC si ritrova nella Sala Consiliare del Comune
di Savona per il suo VII Congresso
Mentre si devono ancora
concludere circa 400 congressi di circolo soprattutto al Sud, e mentre
ci si avvia ad un finale sul "quasi pari" tra la mozione 1 di Ferrero -
Grassi - Mantovani e la mozione 2 guidata dal presidente della Regione
Puglia Nichi Vendola, anche la nostra federazione provinciale va a
congresso. Quasi 200 compagne e compagni si sono espressi nei 16
appuntamenti che hanno segnato l'attività dei circoli negli ultimi
quindici giorni. Ha aperto questo cammino proprio il circolo
"Rebagliati" il 20 Giugno e hanno chiuso i circoli di Quiliano e
Spotorno.
Il dibattito ha avuto molte diversificazioni, ha visto affrontare
tematiche locali, nazionali e persino di carattere extracontinentale.
Chi ha vissuto almeno una volta un congresso di partito, e soprattutto
di un partito comunista, sa che tutto questo è praticamente inevitabile.
E, comunque, non è affatto un male che accada. Una forza politica che
non sa discutere anche dei massimi sistemi del mondo è condannata al
minoritarismo che consegue l'abbracciare una linea di analisi
marcatamente riformista e incapace di spingersi sul piano del
mantenimento di un obiettivo massimo che, necessariamente, deve essere
il grembo di tante piccoli azioni quotidiane che un partito comunista
deve poter svolgere per cominciare a "sovvertire" lo "stato di cose
presente".
E allora nessuno scandalo se ogni tanto nei congressi di circolo abbiamo
sentito citazioni di Lenin, di Rosa Luxemburg e del grande filosofo di
Treviri o del suo amico inseparabile, del suo compagno di lotta e di
disperazione sociale.
In mezzo all'affanno per la politica politicizzata, in mezzo agli
interventi contro la deriva cementificatrice delle coste, contro lo
sbancamento delle colline, contro l'aumento della forbice che taglia
sempre più il divario tra uomo e natura, che cancella dalla lavagna
della scuola ogni riferimento alla sostenibilità della vita umana con lo
sviluppo della naturalità delle cose che le vivono intorno, contro tutto
questo fa bene sentire leggere la frase che sta sulle nostre tessere. Ed
è ancor più salutare l'indignazione delle compagne e dei compagni per
quanto avviene in queste settimane in Italia: le misure razziste che
prendono forma di Legge - e che sono giustamente stigmatizzate dal
Parlamento Europeo - fanno vergogna e mettono in ginocchio i valori
della nostra Costituzione.
Mettono i brividi, urticano la pelle, gelano il sangue e provocano una
nausea indicibile: è per davvero possibile che, dopo la nostra
esclusione dal Parlamento, dopo che nelle aule del Senato e della Camera
non c'è un rappresentante del popolo che si dichiari di sinistra (anche
solo genericamente...), è possibile che la voce del Partito democratico
si faccia sentire con una leggerezza che non fa onore alla storia
socialista, democratica e cattolico-liberale che quel partito intende
rappresentare in un unicum che ha i contorni ancora in
definizione?
Se "per Legge" si accetta la schedatura dei rom, dei bambini come di
chiunque altro, e li si classifica con l'ipocrita dicitura di
"censimento" (snaturando persino il senso vero, il significato della
parola) dividendoli per "credo religioso" e per "etnia", se questo
principio passa come giusto perchè "legale", allora siamo tutti in
pericolo. Perchè significa che il confine tra la verità e la menzogna è
già stato passato e che una maggioranza parlamentare può, a suo piacere,
decidere cosa è bene anche per le minoranze, anche per chi in Parlamento
ha la sfortuna oggi di non esserci.
Rifondazione Comunista in questo suo VII Congresso provinciale discuterà
di tutti questi temi. Discuterà di Savona, certo. Ma discuterà di come
rimettersi in gioco, di come rilanciare la propria autonomia di soggetto
politico comunista, di classe, con una curiosa disposizione a ritrovarsi
felicemente orfana della gabbia del governismo come principio di salute
politica.
La febbre del governo non ci assale. Così come non siamo preda
dell'ossessione opposta: quella di essere comunisti se e solo se si sta
all'opposizione sempre e comunque. Pregiudizialmente invece che
politicamente.
Vorrei augurare al mio Partito un buon congresso. Vorrei augurarlo a
tutte le compagne e i compagni che hanno messo l'anima dal lontano 1991
nel costruire Rifondazione Comunista, nel combattere i pregiudizi di chi
diceva che eravamo una residualità del passato, uno scarto anacronistico
che sarebbe stato cancellato di lì a poco dalle elezioni politiche che,
invece, videro il PRC recuperare un vuoto che si era creato a sinistra
con la nascita del PDS. Oggi quel vuoto è tornato protagonista delle
nostre ansie e dei nostri timori. Oggi il dibattito congressuale che
viviamo è al cardiopalma perchè è inquinato da fattori che travalicano
una sincera passione comunista.
Siamo anche noi vittime di un fenomeno sociale e politico che pensavamo
debellato e che, invece, ci circonda: il berlusconismo come
fenomenologia del moderno edonismo di massa, dell'esaltazione
esasperante del consumo è penetrato in quel vuoto e ha preso il posto
dei grandi esempi sociali che i comunisti, già dalla clausura del
ventennio fascista, davano a tutti coloro che avevano in un certo qual
modo accettato il regime e la "sua" morale.
Va recuperata la "cassetta degli attrezzi": bisogna insegnare ai
giovanissimi che non solo non è finita la nostra lotta, ma che la
Rifondazione del Comunismo è tutta da inventare, tutta da costruire e
che uno strumento c'è. Si chiama Partito e si accompagna ad una
specificazione che è il progetto per cui da oltre quindici anni ci
spendiamo volontariamente, cercando di non tradire e di non tradirci in
compromissioni, ma adoperandoci per il più utile e generoso dei
compromessi. Sempre e solo in favore dei più deboli, di quel moderno
proletariato che qualcuno vorrebbe negare insieme alla lotta di classe.
Ecco, il mio augurio al Partito è questo: di rilanciare con forza quel
Comunismo che è pratica quotidiana di distinzione delle nostre azioni,
dei nostri comportamenti rispetto a quelli che il mercato capitalista ci
impone, ci detta, ci insegna con malignità e con ipocrita sapienza
dell'effimero.
Grazie a tutte e a tutti per il poco o tanto che avete fatto in queste
settimane. Grazie davvero. E, ancora una volta, buon congresso cara
Rifondazione Comunista!
MARCO SFERINI
Presidente della Commissione federale per il Congresso
12 Luglio 2008
nella foto: il manifesto del VII
Congresso provinciale
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